Vogliamo parlare adeguatamente dei temi della morte e del morire, soprattutto dell’assassinio e del suicidio. Vogliamo portarvi a una comprensione profonda di questi due temi, che incutono paura e dolore. Vogliamo guardare insieme a voi i presupposti e le basi, guardare dietro i veli che per molto tempo non volevate capire ed infine neanche lo potevate. Ma qui e ora, alla fine e all’inizio dei vostri tempi si aprono da soli.
Cosa accade nei piani interiori, prima che un Essere spirituale possa affluire in un corpo – possa nascere – e possa di nuovo defluire - possa morire? Vogliamo insieme a voi guardare e percepire queste coesioni, che agiscono attraverso i veli nella vostra vita. Ci avvicineremo con il cuore aperto a questa cosa e voi riconoscerete molte cose che non volevate riconoscere finora e neanche potevate. Ciononostante possiamo soltanto rappresentare in modo semplificato questi mondi ed Esseri, dimensioni ed avvenimenti che si addentrano e danzano insieme – ma in modo abbastanza chiaro, tanto da poterlo capire se lo volete.
Esercizi e riflessioni
Quello che chiamiamo esercizi, in verità è un training profondo di trasformazione. Abbiamo nascosto gli esercizi e le riflessioni qui nel testo stesso. Il compito consiste qui, nella descrizione stessa e le soluzioni nelle vostre stesse riflessioni sui temi corrispondenti, nelle vostre lacrime che possono scorrere, nei vostri momenti di sollievo e nella comprensione che apre ampiamente quei portali dei vostri corpi energetici, lasciando affluire lo Spirito fresco della terra nuova. Osservate eventualmente le premesse comuni degli esercizi nelle prime lezioni, e anche la stessa lezione 1: “Superare l’oscurità propria”.
(Annotazione sul modo di scrivere: Morte descrive l’avvenimento. Morte descrive l’Essere, il padre della morte e il guardiano della vita corporea).
La morte e il morire
Una via attraverso le dimensioni
Alla nascita sulla terra, precorre una via lunga, perché non è un umano che abita nel corpo, ma un Essere potente, saggio ed elevato della consapevolezza cosmica. Questo stacca una parte di se stesso, che va sulla terra. Su questa via esso si reca in una comunità di anime per ricevere le basi del legame terrestre, estranee allo spazio spirituale e per accogliere in sé le esperienze umane delle ere. Qui, nello spazio dell’anima superiore, si spacca di nuovo e manda una parte di se stesso – un’anima – nello spazio corporeo.
La via del tuo Spirito fino all’incarnazione sulla terra è lunga. Attraversa tante dimensioni e spazi-tempo, nei quali tu ogni volta lasci indietro parti di te stesso, in certo qual modo le stazioni.
Da un lato ti spacchi e ti dividi molte volte su questa strada, dall’altro lato sei intrecciato e connesso con tantissimi esseri. Perché nello spazio spirituale, DIVISIONE non significa separazione e dimezzamento, ma fusione ed espansione.
La procreazione del tuo corpo avviene molto tempo dopo l’inizio del tuo viaggio verso la terra. Crea un’ulteriore divisione sensibile di spazi dell’anima e dello Spirito, una spaccatura che ti porta nell’addensamento compatto del corpo – in un incallimento e arresto. Questa divisione, infatti, corrisponde piuttosto a una separazione che ad una fusione – un’esperienza estremamente dolorosa del tuo Essere-Spirito-Anima, che porta alla completa dimenticanza della tua vera origine. Questa divisione è la morte della tua vera vita – per molto tempo. La distanza tra il tuo Spirito superiore, che rimane indietro e quello Spirito disceso inferiore, che è diventato umano, ora è molto grande. I limiti, i veli e le membrane che ora stanno tra te e TE STESSO, diventano impenetrabili – e i settennali della tua vita umana li addensano sempre di più (vedi lezione 14 “La nascita dello Spirito).
Alla nascita sulla terra, quindi, non si incorpora il tuo intero Essere spirituale, ma soltanto una piccola parte di esso. Esso scivola dentro il corpo attraverso l’anima e diventa umano: Tu stesso. Con questa distribuzione – la parte più piccola va sulla terra e la parte più grande rimane nello spazio spirituale – è garantita un’ininterrotta conduzione della tua vita e niente, ASSOLUTAMENTE NIENTE può andare storto! CASUALITÀ è quello che lo Spirito ti butta addosso, quando il tempo è maturo. Così sulla terra ti arriva – nelle mani, davanti ai piedi o sulla testa.
Atto d’amore, soluzione provvisoria e apertura dei portali.
La morte del corpo fisico la possiamo vedere come principio ad una soluzione di ripiego, che certamente viene scelta tante migliaia di volte, finché lo Spirito non trova altro modo di uscita. La morte è comparabile con l’uscita di sicurezza dal treno in transito, quando i suoi freni falliscono. È il salvatore nel bisogno che aiuta lo Spirito discendente ad ascendere – un apriporte. Ogni volta che ti sei allontanato troppo, è venuta la morte a liberarti, con la sua scossa elettrica d’amore, dalla tua prigione corporea magnetica. La morte è l’assicurazione della tua vita eterna. Lei è il portale del ritorno dello Spirito emigrato dopo il compimento del suo traguardo a tappe sulla terra. Essa era la soluzione d’emergenza, che dava la possibilità allo Spirito disceso di ascendere di nuovo, talmente allontanato dalla sua patria e dalla sua famiglia da dover strappare la connessione, o non avrebbe potuto mai più attivarla.
La morte corporea è la funzione rovesciata della nascita corporea. L’entrata nel corpo per molto tempo era ugualmente complicata, laboriosa e dolorosa come l’uscita. Ma ora entrambi diventano più facili e più gioiosi. La morte del corpo non era affatto il traguardo finale dello Spirito. Non era affatto il suo traguardo, quello di tornare dopo la via terrena negli spazi spirituali. La morte per tanto tempo è stata soltanto un traguardo intermedio, una buona soluzione provvisoria, che permetteva allo Spirito di eseguire il suo progetto a lungo termine dell’incorporazione sulla terra. Il traguardo finale è quello di creare un corpo sulla terra, che sia abbastanza ampio e luminoso, affinché tutte le parti lasciate indietro negli spazi dello Spirito e dell’anima, possano seguire. Il vero traguardo è l’incorporazione e l’espansione dello Spirito sulla terra – la spiritualizzazione del pianeta.
Sempre, quando un umano muore, un Essere cosmico ritorna negli spazi spirituali e in seguito si avvia di nuovo sulla terra. Lo fa, finché non è riuscito a essere immortale nel corpo. Perché, non è sulla via del ritorno negli spazi spirituali che ti fondi con tutte le tue parti separate, ma qui sulla terra. E così un giorno non ritorni da esse, ma le attiri a te. Un giorno attirerai tutte le tue parti di te stesso a te e arriverai COMPLETAMENTE sulla terra. In questo giorno si fonderanno lo Spirito inferiore e lo Spirito superiore nel tuo corpo – e tu ti risveglierai nello Spirito. Lo Spirito si risveglia in te. In questo giorno si fondono lo Spirito e il corpo e inizia la seconda era di cristallo.
Tante decisioni
Prima di avviarvi dalla forma superiore dello Spirito alle forme inferiori della vita del corpo, prendete una decisione generale per la vita terrena, così come tante altre decisioni singole per la via della vita. Una delle decisioni più importanti che subito all’inizio viene preformulata, è la questione dell’uscita dalla vita terrena, dalle circostanze e dal modo della morte corporea. La risposta a questa domanda sta alla base di tutte le esperienze, delle forze specifiche, delle caratteristiche e dei desideri che lo Spirito ha raccolto nelle altre vite corporee e dimensioni. L’esito è un’armonia molto sottile, correttiva ed equilibrata di tutti gli influssi e di tutte le dimensioni.
E non si tratta mai soltanto delle necessità proprie, ma di tutti gli esseri e umani cosmici sulla terra. La morte dell’uno riguarda Tutti, per quanto sia amaro l’addio e per quanto possano sembrare atroci i modi della morte, tutto ciò che accade sulla terra sono regali che vi fate a vicenda. Sono i servizi di Gesù e di Giuda che vi aprono gli spazi di Lucifero così come quelli di Cristo. Riconoscere questo è la vostra più grande sfida e il compito più difficile. In questo agite per tante vite, attraverso millenni. Per questo compito andate sempre, di nuovo sulla terra – discendete sempre e di nuovo per sperimentare l’amore della morte, per sperimentare la saggezza del morire.
Consiglio politico
Nell’intento e nel rilascio per la nascita sulla terra, s’incorpora soltanto una piccola parte dell’Essere spirituale. Questo scivola attraverso l’anima nel corpo e diventa umano. Questa distribuzione garantisce una conduzione ininterrotta dell’umano.
Dal momento dell’incarnazione parliamo dello Spirito disceso inferiore e dello Spirito rimasto indietro superiore. Superiore e inferiore non descrive bene e male, ma veloce e lento – riguarda la frequenza dell’oscillazione del vostro rispettivo respiro della vita e il numero dei giri dei vostri nuclei cellulari. Lo Spirito inferiore, nel corso dell’infanzia diventa lo Spirito-Ego irrequieto, vivace, che porta il respiro della vita e il numero di giri a pieno regime. Più avanti, quando non vuole mollare anche se il tempo è maturo, diventa un seccatore che frena il respiro della vita e il numero dei giri, portandoli all’unico punto più profondo – proprio lì, dove la morte di nuovo vi può prelevare.
Prima della discesa è stato decretato, chi e su quali temi della vita possa avere l’ultimo potere di decisione. Tutte le decisioni essenziali della vita terrena e della morte terrena vengono prese generalmente dallo spazio spirituale. Questo accade unicamente prima dell’incarnazione e accade continuamente durante la vita corporea, che di giorno in giorno viene dettato, come direste voi. Seppure il flusso della vita fluisca anche per lo Spirito planetario, in direzioni sempre, continuamente imprevedibili – altrimenti sareste vere e proprie marionette – esso viene sempre corretto, condotto e sorvegliato, perché voi volete mantenere il vostro piano originario, il vostro intento originario. Anche se regna il libero arbitrio, questo non si limita affatto all’ego e alla sua visuale del mondo angusto. È la volontà libera, comune di tutte le parti dell’essere e delle istanze della tua personalità multidimensionale, sì, è la volontà collettiva di tutti i tuoi tempi ed ere, di tutti i tuoi spazi e degli spazi secondari.
Tutto ciò è simile a un consiglio politico, consiste in comitati diversi, che hanno diritto di voto nelle diverse parti. Nonostante il tuo Spirito superiore abbia il più grande potere decisivo, il piccolo seccatore può rendergli la vita difficile, mentre dice di continuo “NO” o “SI, MA…”
Mai il tuo ego da solo non può provocare la morte del corpo, neanche se è molto malato e stanco della vita – neanche se l’anima e il corpo darebbero la loro conferma. Una tale decisione ultima è una faccenda del capo. Qui è lo Spirito superiore che può e prenderà l’ultima decisione. E in questa situazione esso può, in cambio, rendere la vita difficile allo Spirito inferiore, semplicemente non lasciandolo morire. Ma soltanto questo garantisce che ogni morte sulla terra, ogni modo di morire e ogni data di morte, non nasce da capricci della natura, dai casi, dalla voglia di uccidere altri o da intenti di suicidio insostenibili dell’ego, bensì dalla volontà e dalla consapevolezza del tuo Spirito cosmico. Ogni morte è, come ogni nascita, un atto d’amore e di saggezza. E questo vale, infatti, per tutti i tempi di guerra e di pace, a prescindere da quando e dove ti trovi.
La protezione della vita nel cospetto della morte
Illustriamo qui alcune situazioni quotidiane che possono approfondire la tua sensibilità per il consiglio politico:
Stanchezza di vivere: presumiamo che ti trovi in uno stato sentimentale totalmente desolato. Il tuo ego non vuole proseguire, non vuole più decidere. Non vuole che proseguano né l’anima né il corpo per le loro vie. Non vuole rilasciare né il controllo né le paure. Non vuole farsi aiutare da nessuno. La trasformazione della vita terrena diventa senza speranza e tu cadi nell’irrigidimento, in una zona grigia.
Lo Spirito inferiore dice: “Io non voglio continuare a vivere. Non ha più senso. Io voglio morire.” L’anima si tormenta da un lato, sotto la stretta depressiva dell’ego e soffre per i pensieri avvelenati. Dall’altro lato, deve intercedere come ambasciatrice tra lo Spirito inferiore e quello superiore. Lei deve passare questa informazione verso l’alto ed è propensa ad andare anch’essa, per liberarsi da questa stanza della tortura.
Anche se lo Spirito superiore è più lontano da questo teatro di guerra, è LUI che decide di morte e di vita, perché è la SUA vita sulla terra. Lui la voleva. Lui decide se gli sembra ancora preziosa e promettente o meno. Lui sente meno degli altri due, ma vede, sa e vuole più di loro. Lui rischia di più e sopporta di più. Perciò l’ego non riceve nessun permesso per attraversare il portale della morte. Manda invece impulsi nella sua vita terrena, forza nuova e speranza, o un cambiamento improvviso.
Ora il piccolo ego può intraprendere tanti tentativi di suicidio, quanti ne vuole, testardo e puntiglioso com’è. Può girovagare in tutti i quartieri dubbiosi del mondo per essere forse ucciso da qualcuno. Si può buttare nel recinto dei coccodrilli allo Zoo o buttarsi davanti alla metropolitana. Si può comprare una moto veloce, potente, come ha fatto Sabine nella sua fase, e sperare inconsciamente (annotazione: commenti sul mio vissuto personale! Monsieur non vuole che cancelli questo!) nella gioia di trovare almeno qui una piccola via d’uscita. NON FUNZIONERÀ. Al contrario, con ogni tentativo di togliersi la vita, la guardia del corpo viene rinforzata e moltiplicata. Perché? Ecco, perché è stato investito già fin troppo in questo corpo per lasciarlo morire, perché è diventato troppo prezioso e lo Spirito preferisce aspettare alcuni anni, tormentando e operando – nella speranza che l’umano si risvegli, perché questo lo Spirito superiore da sé non lo può raggiungere.
Gioia di vivere: Un altro umano, forse il vicino, sta nel miglior punto della sua vita. Sta nella fioritura dei suoi anni, nuota sull’onda della fortuna e del successo, guadagna tanto quanto mai prima. Lui è il favorito di tutti e innanzitutto delle donne. Lui si gode la vita in pieno. Niente gli sta più lontano del pensiero della sua morte. Ma nonostante ciò – all’improvviso e inaspettatamente – avviene il suo funerale. Cosa è accaduto? Lo Spirito superiore ha ritirato il suo respiro, riportandolo a se stesso. Anche per questo esistono tanti motivi validi: un regalo di dolore e confusione per tutti i superstiti, sfide per i loro sentimenti, pensieri e decisioni. La giustizia terrena, infatti, è molto lontana dall’ordine cosmico e dall’equilibrio spirituale.
Incontro con il carnefice (1): Presumiamo che c’è un assassino in giro – o dobbiamo parlare di un’assassina? Non importa! Tu incontri questo umano, questo Giuda, questo Diavolo che secondo la vostra percezione ha già 17 persone sulla sua coscienza. Lo incontri in una situazione tipica per le sue azioni e – sopravvivi. Lui non ti tocca, non può raggiungerti sulla sua frequenza. Ma tu tocchi lui, pur non sapendo chi sia. Tu parli gentilmente con lui e non presumi niente di malvagio, senti però un profondo dolore e una grande confusione nel suo campo di vita. Tu senti una profonda compassione per lui. Ed emani la tua luce cristallina del cuore, come fai sempre, quando lasci la tua casa. Vedi, NON PUÒ SUCCEDERE, perché sei al sicuro nel tuo cuore amorevole.
Incontro con il carnefice (2): presumiamo che non sei per niente al sicuro nel tuo cuore amorevole e non pensi per niente a emanare la tua luce cristallina del cuore, perché tanto lo ritieni un’imbecillità patentata. Invece da mesi sei tutto preso dal pensiero pieno di speranza di diventare vittima di un qualsiasi assassino. Questo risolverebbe tutti i tuoi problemi, finalmente avresti giocato un brutto tiro ai tuoi superstiti, così finalmente possono piangere per te, la montagna di debiti finalmente sarebbe risolta – e l’altro, appunto se ne va in prigione – ben gli sta…! Che scenario! Ed effettivamente lo incontri l’anelato, in un momento cupo.
Ma non ti fa niente, non ti uccide. Al massimo ti picchia sulla guancia sinistra e va per la sua strada. O peggio ancora: lui inizia a parlare con te, a consolarti, cercando di cacciare i tuoi pensieri torbidi – semplicemente perché il tuo Spirito non ti permette il trapasso della morte, perché il tuo e il suo Spirito non hanno nessun appuntamento. No, miei cari, definitivamente non esistono eccezioni e scuse.
Burrasche e catastrofi terrene: e certamente nel campo delle enormi forze della terra e del tempo vale la stessa cosa. Se devi rimanere nel corpo, possono aprirsi fessure terrene, possono esplodere Vulcani e Tempeste, possono distruggere il paesaggio – TU VIVRAI. È sempre una questione di risonanza tra te e il mondo. E di quella risonanza decide il tuo Spirito superiore. Di ciò si è creata la vostra bella parola: “La fortuna è con i balordi” o “Benedetti sono i poveri di mente”. In effetti è così! il regno dei ciel sorveglia la vostra vita terrena, finché siete di nuovo benvenuti a casa.
Edgar Cayce lo descrivete come profeta dormiente, perché all’inizio dell’ultimo secolo era in grado di consigliare gli umani nella sua trance, nella guarigione delle loro malattie. Un giorno voleva entrare nell’ascensore “paternoster”, in un grattacielo della pubblica amministrazione a Chicago, per scendere al pianterreno. Nell’ultimo attimo, prima di entrare, ritirava il suo piede e lasciava andare l’ascensore. L’aura della morte gli aveva soffiato, avvisandolo ed escludendolo. Quelle cinque persone nell’ascensore avevano il permesso di ritorno e avevano già levato dai loro campi d’aura il respiro di vita. Poco dopo l’ascensore è precipitato – senza di lui.
Morte di luce e morte d’ombra
Nella lezione 16 avete incontrato gli Esseri MORTE DI LUCE e MORTE D’OMBRA. Lì abbiamo spiegato l’Essere MORTE con i suoi due aspetti della dualità e l’abbiamo riportato nel vostro ricordo. Anche nel nostro gruppo della crocefissione (lo trovi sotto: Protocolli dei seminari, gennaio 2006) parliamo di entrambi, come anche nella documentazione degli incontri-Kristallmensch, che nel tempo avenire troverete in rete. Qui potete approfondire questi temi.
Modi di nascita
La nascita sulla terra è la morte nello Spirito. La morte sulla terra è la nascita nello Spirito. Presumi che la tua vita si sia ripetuta mille volte sulla terra. Non ripetuta nel senso di una via sempre uguale, ma ripetuta nel senso di reincarnazione eterna, della morte, della rinascita, della morte – del nuovo arrivo e del nuovo andare, andare e venire, semplicemente per continuare la tua lunga via, per arrivare un giorno al traguardo.
Immagina di aver avuto 1000 corpi – prendiamo la cifra 1000 per avere un numero pari, forse eri 600 volte sulla terra, forse 70'000 volte. Immagina di aver scelto 1000 possibilità diverse di entrata nel tuo corpo – 1000 forme diverse di nascita, 1000 diverse date, luoghi e spazi, 1000 diverse lunghezze di vie e vite, 1000 diversi modi di vie, 1000 diversi luoghi e ambienti, compiti e situazioni.
E infine 1000 diversi tipi di morte – 1000 possibilità di uscita dalla vita corporea, di ritorno nella patria. 1000 vie di ritorno nella tua vita immortale eterna. Creiamo un’immagine di alcune entrate nella vita terrena e guardiamo quanto poco veramente si distinguano la nascita e la morte.
1)
Una delle entrate sarà stata quella nascita che si è svolta secondo le regole di educazione di normalità terrena. Dopo nove mesi di felice gravidanza, nel benessere di tua madre e gioia anticipata di tuo padre per te, sei arrivato sulla terra come bambino desiderato e amato. Quindi questo suona un po’ noioso. Guardiamo altri casi.
2)
Un'altra volta non sei stato il benvenuto. Il tuo sviluppo come feto lottava contro strettoie e resistenze, attraverso energie di paura e negazione. Il tuo corpo cresceva in un campo dell’auto-odio e della colpa che tua madre portava in sé. Ti nutriva con sentimenti e pensieri avvelenati e tu accoglievi tutte queste forze in te.
Tutti i tentativi della tua anima, di far assaggiare il tuo amore a tua madre fallivano. E così sei nato tre mesi prima del tempo, perché lei ti ha separato da sé – non voleva più portarti. Umani sconosciuti hanno mantenuto la tua vita non voluta con l’aiuto di macchinari e strumenti, e dimesso in un mondo d’indifferenza e impotenza – in quel mondo che hai scelto prima della tua discesa.
3)
Un'altra volta non volevi uscire dal caldo grembo materno. Ti sei rifiutato di uscire. Il sentimento di esserti ripromesso troppo per questa vita è diventato sempre più forte. Non potevi deciderti – né ad andare indietro né avanti. Così, dopo settimane, sei quasi annegato nel liquido amniotico, prima di aver fatto il tuo primo respiro, nella dura presa degli umani, con un NO che attraversava tutte le dimensioni. Con un’itterizia pesante hai visto la lampada neon nella sala da parto - gonfio e brutto come un rospo. E i tuoi amati genitori hanno distolto lo sguardo, quando ti hanno visto per la prima volta, perché non potevano credere che questo Essere simile a un rettile fosse il loro tanto desiderato bambino. La gioia dei tuoi genitori per il tuo arrivo è diventato il tuo dolore e la tua difesa, perché non volevi arrivare. Così hai iniziato e condotto la tua vita terrena con solo una frazione della tua vera forza – e per tanti decenni hai rifiutato quello che era il tuo più grande regalo. E anche questo è stato voluto dall’inizio.
4)
Un'altra volta sei nato nella totale semplicità e indifferenza, addirittura sei arrivato sulla terra privo di resistenza – partorito e abbandonato. Avvolto in un telo, sei stato messo sul margine della strada, perché nessuno ti voleva – concepito e abbandonato. Da questa vita, torni già dopo poche ore a casa. E anche questo era precisamente la via che avevi scelto.
5)
Un'altra volta hai diviso la caverna della nascita con altri due fratelli. Siete discesi insieme, affluiti e cresciuti, stringendovi l’uno all’altro, dividendo insieme ogni sentimento e movimento. Ma quando siete diventati più grandi, avete iniziato a lottare per lo spazio che vi stava a disposizione nel grembo della madre.
Una cosa era certa: il più forte poteva rimanere e il più debole andarsene di nuovo. E così due di voi schiacciavano il terzo continuando ad espandersi, nel respiro che gli avete tolto, dentro il suo spazio, che lui ha liberato. E poi sei uscito per primo e hai cercato tuo fratello che è arrivato un po’ dopo di te – ma già non era più vivo neanche lui. E qui ti sei creato, dall’inizio della tua vita, una profonda consapevolezza di perdita e colpa, di separazione e morte, di abbandono e incompletezza, forze oscure che volevi mantenere fino alla fine della tua vita terrena.
Vedete, nascita non è uguale a nascita. Ogni entrata è un unico avvenimento che prepara una via di vita straordinaria, seguendo una decisione straordinaria del vostro Spirito. Su tutte le vostre vie come feto, fino alla nascita, avete sperimentato la vostra vita successiva già in breve e nell’essenza. Molto prima della nascita allestite questa vita, facendo esperienze che lasciavano avvampare sempre di più la vostra fiamma del cuore, lisciando i vostri cristalli della vita, faccia dopo faccia.
Genere di morte
Osserviamo ora le diverse forme di uscita o di abbandono della vita corporea – sono diversi i portali che avete già preparato prima di entrare, per concretarli, durante la vita terrena, per realizzare le creazioni e compiere il valore dell’esperienza.
Iniziamo con quei portali che dal vostro punto di vista terreno, del vostro sentimento guidato dall’ego, sembra normale, gradevole, almeno giustificato - e visto dalla vostra mente educata, spirituale che chiede giustizia, sembra gradito. Esistevano vite che avete terminato con le vostre proprie forze. Esistevano vite, nelle quali non potevate fare questo né lo volevate o vi serviva l’aiuto d’altri. Esistevano Esseri che vi aiutavano sempre ad aprire i portali, così voi li potevate attraversare. Esistevano umani che vi portavano sempre la morte – apparentemente, come vedremo più avanti.
1)
Osserviamo una vita che volevi terminare attraverso la malattia, la malattia cronica. Il tuo Spirito ancora era sveglio, ma il corpo già decaduto – non valeva più niente. Ma tu per molto tempo non potevi morire. Avevi tanta paura della morte e ti aggrappavi a ogni filo di paglia che l’oceano della vita portava alla riva del tuo essere tormentato.
La tua famiglia ti tratteneva, i tuoi figli e nipoti. Gli uni non volevano lasciarti andare per amore, gli altri ti trattenevano nella rabbia, nei dolori non espiati e nelle pretese. Così tutti sostenevano il tormento del tuo ego e del corpo, prolungandone il martirio – perché tu così volevi. Perché anche questo non era senza valore. Perfino in questi spazi grigi si poteva levigare il cristallo del tuo Spirito e aumentare la sua forza radiante. Ma una volta che li tempo era scaduto il tuo Spirito ti ritirava a sé. Era l’attimo, nel quale l’infermiere amorevole ti aiutava a terminare questa vita dolorosa, priva d’aiuto. Ti donava il calice che volevi svuotare e per questo è stato portato davanti al giudice. Lo hai mai ringraziato?
2)
Un'altra volta hai terminato la tua vita attraverso la ghigliottina. In questo spazio-tempo hai terminato tu stesso la vita di tanti altri, hai spento e preso le proprietà di questi umani che ti hanno chiamato da loro, senza alcun dubbio. Negli ultimi tempi hai trascorso alcuni mesi nelle carceri oscure, buie e umide – hai scelto ciò secondo tutte le osservazioni dei tuoi sentimenti di vita interiori ed esteriori. E infine hai dato la tua testa alle 6 di mattina in una giornata fredda di novembre – 1894 a Parigi.
E dopo la caduta della mannaia, quando la tua testa cadeva davanti alle masse urlanti e calpestanti che erano felici di essersi finalmente liberati di te, sentivi come le loro frenetiche urla cambiavano in armonie sferiche, in una sinfonia d’amore. Poi ti sei alzato, guardandoli ridendo, non senza malizia, facendo cenno col capo verso il boia e te ne sei andato – non senza girarti, dopo alcuni passi, per salutarli e per dire: “A presto – ci vediamo.”
3)
Un altro modo di finire la vita, il portale fuori dal corpo, l’hai creato già nel grembo di tua madre. Durante la fase fetale hai ricevuto una visuale profonda e dolorosa della tua vita futura e per molto tempo non sentivi che ti eri ripromesso troppo. Soltanto, questo spazio nel quale volevi prepararti, per nove mesi terreni, per il portale della nascita, era tutt’altro che comodo – sembrava dall’inizio non esserci né speranza né prospettive.
La caverna della nascita era stretta e dura, era venata da continui brividi freddi, perché hai scelto una madre colma di dolori e un ambiente oscuro. Infine all’ultimo momento hai preso la decisione che già da settimane stavi preparando: ti sei strangolato nel giorno della nascita attesa, con il cordone ombelicale, lasciando scivolare il corpo morto fuori nel mondo. Attraverso il portale sei ritornato indietro nello spazio spirituale, prima di entrare nel portale della terra.
4)
Un'altra vita la volevi terminare all’età di sette anni, perché a coloro con i quali vivevi, avevi dato tutto ciò di cui necessitavano e che volevano accettare. Per sette anni li hai resi felici. Incondizionatamente hanno ricevuto da te e dato a te tutto ciò di cui avevi bisogno. Poi ha girato il vento. Non volevano accettare più niente da te, invece volevano pressarti dentro le loro regole. Era il momento nel quale interiormente sapevi che era arrivato anche il tuo ritorno, perché il tuo intento e la tua missione erano compiuti. Il respiro di vita diventava più stretto e qui non c’era più niente da fare – più niente per cui esserci.
Ora potevi fare un ultimo regalo – attraverso il tuo allontanamento. Per notti intere mandavi il tuo amore nei loro cuori, affinché potessero ammorbidirsi ed aprirsi, perché era un dono d’amore che presto li avrebbe fatti cadere nel dolore.
Quando eri sveglio, non sapevi niente di tutto questo. Ma nei tuoi sogni incontravi sempre questa bellissima donna velata di bianco, che ridendo tendeva le mani verso te. Ti attirava con il suo volto amorevole, donandoti grande forza. Nella tua saggezza infantile sapevi che eri tu stesso – che volevi seguire te stesso.
Così, in un giorno solare d’inverno, sei uscito nella luce radiante e nel freddo scintillante, stando sempre dietro i raggi del sole. Immerso nelle tue immagini e mondi interiori, spensierato, trasognato – e interiormente un po’ agitato, come se intuissi che oggi sarebbe stato un giorno particolare, e che forse avresti incontrato un mago.
Quando è diventato sera ed eri stanco, ti sei ricordato della tua casa terrena. Ma tu eri molto lontano e non riuscivi a trovare la via di ritorno. Era diventato buio e tu piangevi un po’, spaventato della tua scoperta. Ma qui all’improvviso c’era di nuovo la donna bianca, sorridente e rivolta verso di te, con le braccia tese per riceverti. Il tuo cuore balzava di gioia e batteva forte – e tu le correvi incontro.
Gli umani trovarono il tuo piccolo corpo assiderato solo dopo alcuni giorni. E la donna bianca stava accanto a loro quando lo alzarono – irradiando il suo calore d’amore nei loro cuori disperati. Ma cosa ti stiamo raccontando, tutto ciò, alla fine, lo ricordi da solo, non è vero?
Un assassinio dalla visuale spirituale
…sempre esistevano umani che vi portavano la morte –
apparentemente, come vedremo adesso….
Gesù un giorno disse:
“È amore.
Perché nel cosmo non esiste altro che amore. Io vado avanti e tu mi seguirai.”
Iniziamo con il racconto della “Vittima” tre giorni dopo la sua morte.
Arrivato a casa
“Questa vita terrena la volevo terminare da sola, ma qualcosa in me aveva paura di farlo. Questa vita, dall’inizio mi sembrava dolorosa e senza speranza. Ero scoraggiata e in un modo profondo partecipavo in parte a tutto quello che facevo. Così con il tempo tutte le speranze e prospettive si sono sciolte in fumo grigio. Da tanto tempo ero contenta del pensiero della morte del mio corpo. C’era soltanto la domanda di come farlo.
Esisteva un essere timido in me che non voleva andare al punto finale della via, nel punto di ritorno. Non voleva lasciarsi cadere nel suo buio, non voleva abbandonare i piani alti di luce e crescita, da quello che avevo capito. Questo essere da tanto tempo stava al margine di un abisso.
In un momento preciso avevo abbandonato ogni speranza nella vita. Di continuo avevo cercato, lavorato, mi ero affaticata per migliorare la mia vita. Spesso ho preteso da altri, incolpandoli, aspettando che facessero per me quello che non volevo fare io. E tutti i regali che mi facevano non li percepivo, e non li accettavo.
Ho lavorato nella mia vita, non volevo lasciare niente al caso, non lasciavo fluire niente liberamente. Ho lottato per la mia vita e contemporaneamente sentivo che il mio respiro diventava sempre più debole, sempre più bloccato. Non riposavo né mi fermavo e mi prodigavo con ogni forza per quelle cose che mi sembravano importanti. Così, infine, sono arrivata al margine dell’abisso della mia vita, tra il mondo corporeo e il mondo incorporeo- e lì sono rimasta.
Per un po’ stavo cercando un ponte, un attraversamento o una fine dell’abisso, che avrei potuto aggirare. Per parecchi giorni andavo su e giù, per altri andavo lungo l’abisso, ma niente mi appariva. Non volevo saltare, perché avevo paura di morire atrocemente. Così mi sono cercata un posto per sedermi ed aspettare.
Non sapevo cosa stavo aspettando ma non me ne importava. Non volevo saltare. Poi mi accorgevo che non cambiava niente. Non diventava più buio, ma neanche chiaro. Nessun dolore nuovo mi raggiungeva e nessuno vecchio mi abbandonava. Nessun demone appariva più nel mio mondo interiore, dal quale ero scappata per una vita intera, ma neanche un essere di luce, nessun salvatore che mi offriva il suo aiuto.
Non si sentiva nessun rumore, né le risa di nemici astiosi, né il cinguettare degli uccelli. Nessuna inspirazione si poteva distinguere dall’espirazione. E così stavo sospesa nei mondi grigi – non vivendo più, pur non essendo neanche morta. Sì, la vita d’ombra è la stessa cosa della morte d’ombra. Lo spazio tra il portale della nascita e il portale della morte si è sciolto in veli grigi. Si è sciolto in uno spazio del non essere. Non si vedeva più nessun portale.
Vivevo e nonostante ciò non vivevo – ero e non ero. Volevo e non volevo. Tutto il tempo mi è sempre sfuggito in questa vita e mi teneva in una continua irrequietezza e mancanza di respiro, tutto il tempo mancava l’esistere. In tutto lo spazio che esisteva sempre nella mia vita, non potevo trovare né orientamento, né vie, tutto lo spazio era ridotto a un piccolo punto – e nonostante ciò infinito. Nonostante tutto lo Spirito che esisteva così tanto nella mia vita, io non sapevo come respirarlo, e perciò lo Spirito ha smesso di respirare.
E così un giorno mi sono comprata un biglietto aereo verso un paese lontano, molto lontano dalla mia patria. Volevo fuggire dalla mia vecchia vita – via, semplicemente via. Andarmene per incominciare un'altra vita da qualche altra parte. Sì, questi erano i miei pensieri terreni nei quali il mio Spirito decise di richiamarmi a sé, di uscire dalla vita corporea, perché lui stesso non aveva più lo scopo di esistere in quel gioco. Si fuse con lo Spirito divino di quell’umano che doveva aiutarmi ad attraversare il portale, perché io stesso non volevo andare.
Voleva spingermi negli abissi della mia vita nei quali io stesso non volevo cadere. Voleva condurmi dall’altra parte della mia vita, perché io stesso non trovavo la strada.
Nonostante tutti gli avvertimenti degli umani, di non avviarmi in quel campo, io ci andavo ugualmente. Giacché ho sempre ignorato gli avvertimenti e i consigli di altri umani, ignorai anche questi, perché ormai avevo deciso di attraversare l’abisso. E così stavo al lato della strada, facendo un cenno con la mano e volevo che mi portasse con sé. E lui si fermò e mi portò con sé – mi aiutava a uscire da questo spazio grigio della mia vita. Per questo ora sulla terra, lui viene chiamato il mio assassino. E mentre io stessa sperimento il compimento di un amore profondo, lui è caduto nella maledizione. Mentre io sono arrivata nella mia amata vita, lui è frantumato nel suo cuore.
Per molto tempo non ho potuto fare niente per lui, perciò prego voi che leggete: abbiate pietà di lui e beneditelo con l’amore del vostro cuore. Guaritelo attraverso il vostro amore perché io non lo posso più guarire in quanto non ho più un corpo. Io sto bene – occupatevi di lui”.
Appuntamento e incontro
Qui vi raccontiamo l’avvenuto, come Sabine l’ha vissuto in Nuova Zelanda. Una donna, chiamiamola Britt, sta in strada come autostoppista e chiede un passaggio. Un uomo, chiamiamolo Mikel si ferma. Tante ore dopo viene trovato il corpo della donna morto.
Cosa si è svolto in questo caso sui piani invisibili? Dove sta il senso e dove l’amore? Cosa è accaduto dietro i veli? Quali decisioni sono state prese? Quale messaggio hanno dato e davanti a quali sfide ci mettono?
Nessun essere umano può ucciderne un altro, così come nessun Umano può uccidere se stesso, come abbiamo spiegato in precedenza. Allo stesso modo in cui entrate nella vita corporea, dalla comunità dello Spirito e dell’anima, così l’abbandonate nella comunità di tanti esseri e dimensioni che ne sono coinvolti.
Il primo aiutante è un demone, una consapevolezza energetica mutabile, negli spazi astrali grigi dell’umanità, che agisce indipendentemente a un piano soprastante. Si è creato millenni prima da queste energie sentimentali con le quali più avanti lui agiva: violenza e avidità, paura, dolore e shock. È un essere energetico duale: consiste in energie di vittima e carnefice.
Così sta in risonanza con la vittima e il carnefice, e può connettere entrambi nell’incontro e nell’atto. Esso riveste e occupa la vittima con le energie di vittima, con paura, impotenza, confusione, avidità, sfrenatezza, ma anche con chiarezza e forza. Entrambi irradiano ora le loro proprie energie che, rinforzate attraverso i concentrati energetici demoniache , sono stati uniti e portati in una certa direzione. Così si attirano. S’incontrano in un preciso termine in un posto deciso. Non possono sbagliarsi. Come concordato, lei alza il pollice e lui si ferma. Il demone compie insieme con loro l’atto. Perché è la volontà di tutti.
L’inversione delle forze
Dopo l’atto si volta pagina. La vittima ha attraversato il portale e il carnefice rimane indietro da solo. Il demone ha liberato la vittima e rimane con il carnefice. Si ritira dal luogo del delitto come anche dagli spazi inconsci dell’uomo, aspettando la prossima occasione di missione. Ora avviene l’inversione delle energie. L’atto suscita nel carnefice, che dopo il turbamento si sveglia, delle massicce energie di vittima: shock, confusione e impotenza, dolore e paura sono ora dalla sua parte.
Britt era intrappolata nel suo corpo e ora si è liberata. La sua volontà di morire si è compiuta. Dalla sua oscurità di vita è diventata luce spirituale – lei è ascesa. Mikel era libero nel suo corpo e ora è prigioniero. La sua volontà di vivere ancora non si è compiuta. Il suo buio di vita è diventato oscurità, orrore. Lui è disceso ancora di più.
Il carnefice stesso è sconcertato di fronte a ciò. Nel suo profondo sa che vuole soltanto amare ed essere amato. Ma quanto sembra assurdo ora tutto questo. Il suo shock viene velocemente coperto da una terza forma energetica e condotto in un'altra direzione. Ora si sveglia il complesso di colpa-espiazione, dominandolo con le sue forze: vergogna, colpa e mancanza di valore, giudizio e maledizione. Nessuno può mettere su di lui così pesantemente questo fardello, quanto lui stesso, che dice: “La tua vita è distrutta. Non c’é via d’uscita, nessuna riparazione, nessuna speranza. Non hai più niente da perdere che la tua nuda vita.”
I carnefici di natura sono creatori. Loro fanno qualcosa. Loro stessi fanno qualcosa – per se stessi e per altri, e rischiano con ciò sulla terra spesso testa e collo, fama e dignità. Le vittime sono creature di natura spirituale. Loro lasciano che altri facciano – per loro. Quando una creatura vuole attraversare il portale, lo può fare soltanto con l’aiuto di un creatore. Creatore e creature nello Spirito sono carnefici e vittime sulla terra. Le vittime sono creature che reagiscono con poca volontà di vivere. I carnefici sono creatori che agiscono. La loro volontà di vivere è grande.
Questa forza originaria si muove in lui: Mikel vuole vivere! Questa forza ora irradia dal suo corpo nel campo diffuso di tutte le energie di carnefici, vittime e colpa. Questa è la forza più chiara e più forte in lui – nel contrasto della forza della vittima che non vuole vivere.
Quindi, lui che vuole vivere, fugge dagli altri che vogliono ucciderlo. Fugge da se stesso perché ha riconosciuto la sua vita come pericolosa e senza valore per altri. La rete dei suoi propri sentimenti e di tutti quelli collettivi oscurati, diventa sempre più fitta. L’orrore di tutti i sentimenti ed ere umane si sono ora alimentati. Non gli lasciano tregua sulla terra.
Ma, nonostante ciò, lui vuole vivere. Lui fugge in luoghi selvaggi e si nasconde dagli umani. E ogni mezzo gli sembra valido per sopravvivere. Così, in poco tempo, da creatore diventa una bestia feroce.
L’agire interdimensionale
Ogni evento sulla terra è uno scambio fluente di oscurità e luce, di forze che scendono e ascendono, di paura e amore – un comune agire di tutte le dimensioni. Tantissimi esseri sono coinvolti nell’accompagnamento spirituale di tutti gli avvenimenti terreni. Tutte le decisioni e possibili esecuzioni vengono decise in comune.
L’ultima decisione la prende lo Spirito superiore di tutti i coinvolti – soprattutto quando un umano deve attraversare il portale della morte e un altro umano può aiutarlo. L’attraversamento del portale è per tutti un avvenimento particolare, che si svolga drammaticamente o meno. Da un lato il corpo umano è la cosa più preziosa che lo Spirito divino abbia creato e non lo abbandona così facilmente. Dall’altro lato, ogni decisione con le sue conseguenze contiene una grande ricchezza di esperienze.
Continuiamo a osservare il nostro caso. Chi è coinvolto prima dell’atto, chi si aggiunge durante l’atto e chi conduce il tempo e lo spazio dopo?
Nello spazio corporeo ci sono solo due umani: Mikel come carnefice e Britt come vittima. Lei non vuole più vivere – lui vuole vivere. Lei non vuole più ricevere e dare amore, lui vuole amare ed essere amato. Lei è svigorita – lui vuole il suo sangue e la sua essenza. Lei è strapiena della vita non voluta – lui è denutrito dalla vita anelata. Lei vuole stare sola – lui vuole fondersi. Lei vuole andare – lui vuole rimanere. Lei dà un segnale – e lui si ferma.
Nello spazio energetico c’è un enorme demone dell’orrore sentimentale degli ultimi millenni dell’umanità. Grandi spazi oscuri, spazi dell’orrore, si sono creati e riempiti negli ultimi millenni della guerra, della tortura e dell’assassinio, per vendetta, rappresaglia e paura. In ciò è nato il demone, in ciò si è nutrito ed è diventato molto forte. Si è innalzato per questo momento, ha attraversato il limite della dimensione corporea e lì è diventato attivo.
Lui è in grado di fare ciò che gli umani non possono fare: concentrare a tal punto l’energia della morte, affinché attiri la morte di un corpo. Il demone accoglie in sé le deboli energie della morte della vittima “non voler più vivere”, che non ha abbastanza forza per morire – e le deboli energie della morte del carnefice – “prendersi con la violenza quello che gli serve”, che non ha abbastanza forza per uccidere. Le singole energie della morte di entrambi non bastano per attraversare il portale. Devono essere unite e rafforzate, devono danzare ed entrare in un potente vorticare. Ricordatevi della nostra “nuova storia della creazione”: sempre, quando avete attraversato un portale degli spazi nuovi, l’avete fatto ruotando, vorticando. Così è anche qui.
Il demone unisce entrambi gli umani con le sue proprie concentrate energie della morte, che ha raccolto nei tanti millenni dell’era più oscura in sé stesso – un concentrato di forze della morte (paragona l’anello nel “Signore degli anelli”). Ma anche lui non può uccidere perché non ha né un corpo, che potrebbe portare una spada, né il permesso spirituale di togliere vite. Lui è un aiutante, un intermediario, un anello di congiunzione nella gerarchia dell’amore che qui agisce. Il demone agita le energie della morte di entrambi e li porta in vibrazione, in una rotazione vorticosa intorno a se stesso e al centro dell’avvenimento, una danza furiosa. È questo che il carnefice sperimenta come estasi e la vittima come paralisi. Lui trasforma le energie della morte fisse, magnetiche, in energie d’amore liberamente fluenti, elettriche, portandole all’eccitazione , affinché possano sormontare i veli delle dimensioni e accogliere i successivi piani della gerarchia dell’avvenimento.
Il demone adempie al suo servizio nello spazio astrale dell’avvenimento, a cui nessun altro può accedere. Lui agisce in duplice senso. Si accolla il suo ruolo di intermediario tra i mondi corporei e i mondi superiori spirituali e contemporaneamente si fa riconoscere. Il suo ruolo è il servizio d’amore – benedizione – e prigionia - maledizione – tutto in uno. Si è creato da tutte le forme della maledizione e serve precisamente in questo modo dannato, benedetto. Non riesce a sfuggire a questo circuito tra cielo e inferno da solo. Così questo servizio contemporaneamente è la sua chance di essere riconosciuto e graziato. Lui serve nel modo che corrisponde alla sua natura, non può diversamente. Lui ama e odia – se stesso e tutti gli altri – come Gollum (“Signore degli anelli”). Lui vuole essere riconosciuto e liberato. Perché anche la sua natura superiore lo richiama alla fine dei tempi indietro, nella luce da dove è venuto. Ma lui da solo non si può liberare, perché non ha né un corpo né una propria volontà. È venuto come aiutante dell’evoluzione umana e alla fine dipende dall’aiuto degli umani risvegliati. Si è calato nel profondo, per rendere servizi nell’oscurità (vedi lezione 19 “le forze interiori”). Se l’oscurità del cuore umano l’ha creato, quindi, può essere liberato soltanto attraverso la luce del cuore umano. Così, quelli che spesso ha ucciso, alla fine gli regaleranno la vita.
Nello spazio spirituale vicino alla terra agiscono guide luminose e oscure e Angeli. Tre giorni prima dell’avvenimento, gli esseri spirituali superiori dei due coinvolti hanno concesso il permesso del trapasso del portale (vittima) e dell’apertura del portale (carnefice). Da allora s’incontrano esseri di tutte le dimensioni e spazi incorporei, compiendo le ultime preparazioni per uno svolgimento armonioso e indisturbato. Un annullamento di quest’atto sulla terra, dopo la decisione spirituale, non è più possibile. Ora deve avvenire e si svolgerà. Prima e durante l’incontro del carnefice con la vittima gli esseri irradiano nei loro cuori forze creative di perseveranza. Circondano le loro anime con forze protettive, li conducono in dimensioni superiori libere dal dolore, lontano dall’avvenimento. Qui le anime sono al sicuro e possono osservare l’avvenimento con una certa libertà senza emozioni. Questo stato lo conoscono tanti di voi che hanno già sperimentato pericoli immediati o situazioni di morte vicina: all’improvviso si rallenta o si velocizza l’avvenimento e una grande, insolita chiarezza appare, una profonda calma e forza d’amore con la certezza di che cosa si tratti e cosa ci sia da fare. Gli esseri spirituali ora separano dolcemente le energie basse oscurate dalla consapevolezza luminosa superiore, preparando così l’estinzione dello Spirito dal corpo – il taglio del cordone ombelicale.
In tutto ciò che fanno, tengono l’equilibrio verso le forze oscure, il cui agire ora si rinforza potentemente. Nell’attimo dell’atto, dove l’oscurità umana e il caos terreno si scatenano nella forma più elevata, i fratelli e maestri spirituali fanno due cose. Prima di tutto sbarrano lo spazio dell’avvenimento spiritualmente, affinché le energie caotiche siano concentrate e non si scaglino sopra tutta la terra. Secondariamente mettono canali spirituali da questo spazio a tanti spazi esteriori, nei quali le energie del dolore che qui e ora si scatenano, possano essere raccolte e trasformate. Di questo parleremo più avanti.
Nell’apice delle energie caotiche, nel punto di rotazione più veloce nella danza della morte, entra un fulmine nell’avvenimento, provocando l’inversione delle forze. Esso elettrifica l’oscurità paura-dolore con una scossa d’amore gigantesca. Questo è il momento in cui appare la MORTE e prende la vittima con sé, terminando il dramma terreno e dandogli una svolta. Lo Spirito divino accetta il sacrificio che la vita umana gli porge. Si assume la danza, disattiva il demone e lo rilascia dal suo servizio. Questo travolge il carnefice nella sua enorme estasi di violenza-avidità, con un’onda d’amore spirituale gigantesca, nella quale può tornare in sé e svegliarsi e riconoscere quello che ha fatto.
Quello che nello spazio dello Spirito superiore, nelle sfere cristalline, c’è e avviene, lo possiamo trasmettere solo in modo molto semplificato. Immaginatevi il tutto, come un infinito tessere e radiare, come un ingranare e fondere continuo di forze, esseri e mondi. Immaginatelo, come un affluire insieme di vecchie forme e forze e un separare e riportarne di nuove, che non sono mai esistite prima. Immaginatelo come un momento di creazione enorme, i cui colori, luci, suoni, forme e movimenti, in modo non esplicabile e non pianificabile, ma nonostante ciò in un’armonia incantevole, danzano insieme. Spazi e tempi, intenti e compimenti, sfere cristalline della prima era e spazi grigi della seconda, Angeli, umani e demoni creano insieme nuovi modelli e matrici, nuovi cristalli e cosmi. Perché abbiamo già detto: il dramma terreno è un regalo spirituale che qui viene accettato nella piena ampiezza.
Lo Spirito superiore della vittima aspetta il suo bambino umano. Lui ha mandato i messaggeri al ponte dei fiori affinché lo ricevano. Per prima cosa lo accompagnano negli spazi della rigenerazione, del relax e del risveglio. Le energie dello shock e del trauma dell’anima vengono chiarite qui e armonizzate con la ricchezza di questa esperienza terrena appena avvenuta. Gli intenti originari dello Spirito, la vita di questo umano dalla nascita e la recente morte vengono accordate e sintetizzate. I piani della realtà dei diversi spazi fluiscono insieme, si equilibrano e trovano un nuovo ordine: ogni dimensione in cui, durante la discesa sulla terra, sono stati depositati parti del proprio essere, si arricchisce nel suo modo specifico con le esperienze di questa vita e di questa morte. Tutto si apre in un’immagine di grande bellezza.
Contemporaneamente vengono mandati esseri spirituali superiori, dai superstiti per irradiare nei loro campi di vita, forze di conforto, di percezione interiore e di apertura dei cuori. Vengono inviati anche nel luogo del delitto per ricevere e avvolgere nella luce quelli che trovano la salma – e tutti quelli che arrivano dopo. Così regna, anche nel luogo del delitto, la luce a fianco dell’orrore – il potenziale della completa conoscenza che si aprirà a chi vuole veramente vedere. Ricordatevi della lezione 3 “la svolta dei tempi”: nel 1945 regnavano la luce e l’oscurità in parti uguali sulla terra, anche se l’occhio umano poteva vedere soltanto l’orrore. È sempre soltanto una questione del proprio allineamento e intento, di quali dei tanti piani di realtà volete vedere.
Lo Spirito superiore del carnefice che ha permesso al suo umano di svolgere questo servizio di Giuda, lasciandolo fare questa esperienza di assassinio, manda da parte sua messaggi dal ponte dei fiori. Ma non per lui, perché è caduto talmente nel profondo, che non possono raggiungerlo. Invece chiamano i risvegliati tra gli umani, gli aiutanti della nascita e della morte dello Spirito sulla terra – VOI, che siete capaci di questa vera compassione che va oltre ogni limite della mente umana, di quella compassione che sente un profondo rispetto davanti alla creazione e a ogni singolo essere di questa creazione, sia che siano chiamati carnefici o vittime.
A voi intermediari tra i mondi spirituali e mondi corporei, gli ambasciatori delle sfere cristalline, trasmettono la volontà dello Spirito cosmico: ora che quel creatore è diventato carnefice ed è caduto in ulteriori abissi dell’oscurità umana, i risvegliati tra di voi potrebbero assumere una condizione di padrino per lui, una condizione d’amore come padrino. Questo manterrà e sostituirà per un po’ il legame appena strappato, il filo spirituale della vita tra lo Spirito superiore e lo Spirito inferiore del carnefice, affinché lui stesso possa riconoscere l’amore nel suo agire ed alzarsi nella sua luce.
Siate padrini dell’amore spirituale per i carnefici della vostra società. Sappiate che le loro decisioni e atti sono le vostre esperienze – dal 2005, da quando nuovamente L’UNO CUORE regna sulla terra, legandovi tutti assieme. Finché tenete gli altri inchinati, non potrete innalzarvi neanche voi. Mentre li innalzate voi ascendete.
Vedi quadro 10, “Ti chiamo con il tuo nome”: “Innalzati nella mia luce” e “Essere toccato nel dolore” e lezione 19 “I poteri interiori”.
Raccolta ricca
Ritorniamo sulla terra, sul luogo del delitto. Dopo l’atto, al quale finora hanno partecipato soltanto due umani, se ne aggiungono altri mille: interessati e superstiti, investigatori e ricercatori, vicini e datori di lavoro, giudici ed esecutori, custodi e assistenti sociali, psicologi e giornalisti, media e milioni di spettatori. Soltanto un'unica rete delle notizie, soltanto un’edizione di un giornale crea mondialmente milioni di nuovi umani giudicatori, odiosi e paurosi, disperati e vendicativi – milioni di vittime e carnefici nuovi.
Quel demone che ha scatenato questa danza, rendendo possibile quest’atto, ora può contaminare milioni di umani, perché tutti loro sentono quello che lui è: odio, impulsività e distruzione, paura, confusione e colpa. Così la via è aperta da tutti loro. Tutti loro sono in risonanza con lui e lui trova di nuovo tanta nutrizione e cresce velocemente, diventando capace di nuove danze della morte ancora più grandi. L’orrore delle ere passate si è svegliato in un unico attimo e scatena la sua forza per due soli umani – secondo il permesso e l’incontro spirituale soltanto per loro. Il demone doveva compiere questo servizio e sarebbe potuto essere riconosciuto e liberato. Ma milioni di umani vedono soltanto con occhi terreni, sentono solo come vittime e pensano come carnefici. Cosi catturano il demone, lasciando che si svegli anche nella loro vita. Un unico notiziario basta per espandere il demone sopra tutta la terra, invece di liberarlo semplicemente nell’amore. Che conquista dell’oscurità! – questo è il vero inquinamento del vostro ambiente!
Ma esistono altri interessati. Torniamo di nuovo ai canali spirituali che gli Angeli e i Maestri hanno messo all’esterno dello spazio, sbarrato ermeticamente, dell’avvenimento: in tanti spazi esteriori, nei quali le energie del dolore qui e ora scatenate, vengono assunte e trasformate. Sono canali dei corpi di luce e cuori di cristallo dei risvegliati. I risvegliati sono umani, il loro Spirito è già arrivato nel corpo e agisce. Sono quegli umani che sanno amare veramente e il loro amore sovrumano non distingue più tra carnefici e vittime, tra demoni e maestri, tra luce e oscurità. Lo siete voi, “che piangete per quegli umani che non avete mai incontrato sulla terra”.
Voi umani amorevoli ricevete le energie dell’atto nei vostri cuori già tre giorni prima, dal momento del rilascio dell’atto, attraverso lo Spirito superiore. Attraverso migliaia di chilometri scorrono, vorticano e danzano le onde del dolore e dello shock di quest’atto sopra la terra, cercando liberazione. Indirizzate ai vostri corpi di luce vi affluiscono (vedi lezione 5), perché anche voi siete in risonanza: con gli Angeli ed esseri spirituali, con lo Spirito superiore della vittima e del carnefice, con l’atto d’amore della morte sulla terra e con la nascita nello spazio spirituale.
Queste onde di dolore e caos si liberano, attraverso la vostra luce del cuore trasformante e vi buttano contemporaneamente per un po’ negli spazi profondissimi dell’oscurità, finché il vostro corpo di luce è ancora stretto e instabile, finché ancora credete nelle proprie insufficienze, colpe e vittimismo. Per giorni, alcuni di voi devono piangere o sono profondamente confusi e traumatizzati senza sapere perché. Ecco, ora lo sapete! E anche questo è un raccolto ricco – un raccolto di luce, la vera purificazione e innalzamento del vostro ambiente.
I vostri cuori decidono
I vostri cuori sono coinvolti oltre spazio e tempo in ogni singolo di questi atti e morti, in questi trapassi di portali e nascite negli spazi spirituali. I vostri cuori sono connessi e creati, affinché non possano mai rimanere intoccabili, quando da qualche parte sulla terra accade qualcosa. Voi siete arrivati da UN CUORE e ritornate ad esso (vedi la nostra nuova storia della creazione). UN CUORE già da maggio 2005 è di nuovo sulla terra e sta per fondervi tutti assieme. Secondo la vostra decisione interiore i vostri cuori continuano a portare la bandiera dell’orrore e la moltiplicano o la fiamma della luce e la innalzano: i vostri cuori non battono soltanto per voi stessi, ma per tutta l’umanità – dall’inizio di tutti i tempi fino alla fine.
Forse siete già diventati talmente ottusi che i vostri pensieri e sentimenti non giudicano, né benedicono. Non vi impicciate, vi rassegnate e siete finiti nella depressione animica, nel coma fisico. Ma anche ottusità e rassegnazione sono forze oscure che rinforzano i vostri spazi grigi. Decidete a quale sorte di esseri incorporei volete permettere di agire attraverso di voi: esseri oscuri della prigionia o esseri luminosi della liberazione.
Decidete quali mondi volete far crescere attraverso il vostro portamento interiore, fuori nel mondo e in voi stessi: quelli grigi o quelli cristallini. Decidete se volete condannare i demoni e i carnefici e così rinforzarli o se li volete amare – e liberare loro e voi stessi in ciò.
Decidete quale forma di contatto volete accettare: la forma oscura della vendetta e condanna o la forma luminosa della misericordia e benedizione. Decidete se volete odiare o amare. Decidete se i vostri cuori emanano luce elettrizzante o oscurità magnetica.
Infatti, avete la scelta solo tra queste due opzioni. Non vi siete installati un'altra possibilità. Sempre, quello che sentite emanate. Questo cambia il mondo e ritorna da voi, nello stesso modo e in modo sempre più ampio. Il raccolto è sicuro. Decidete se deve essere un raccolto oscuro o luminoso.
Quindi, miei cari esseri, questo demone è stato riconosciuto e liberato dopo pochi altri atti successivi. Questa vittima è arrivata nei mondi cristallini e questo carnefice ha ricevuto un padrino e un rifornimento spirituale che dura ancora oggi, perché lui è in prigione e si gode le visite.
Ma esistono tanti altri che aspettano la vostra grazia e la vostra compassione. Esistono ancora tante vittime potenziali sulla terra che non hanno più bisogno di carnefici e demoni, ma che possono risolvere i loro problemi di vita in un altro modo, più dolce. Ad ognuno di voi padrini e liberatori ci affiancheremo per agire insieme a voi. Così siamo anche noi, nella profonda compassione in questo gioco della creazione, connessi con ognuno di voi – con profondo amore e grande rispetto.
Io sono Saint Germain
Testi: Sabine Wolf
Attualizzazione: Saint Germain
Correzione finale: Monika Schwörer – alla quale è dedicata questa lezione 17 come regalo di compleanno.
Traduzione: Bianca Maggi
www.kristallmensch.net / Sabine Wolf Wennigsen il 30 maggio 2007
Correzione a novembre 2009 / Bianca e Margherita