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Rose al laghetto o portali...o entrambi?

Le sale d'argento


Il viaggio attraverso il vetro delle voci
Nelle sale d’argento di Asgard

Chiudo gli occhi e respiro….delicatamente, profondamente ed altamente. Intanto si apre il mio cuore ampiamente e lascia andare tutto quello che è stato, che è e che sarà.

Anch‘io mi apro ampiamente e lascio cadere tutta la densità del mio corpo nel suolo. Accetto che il mio corpo rimanga indietro come involucro vuoto, apparentemente abbandonato dallo spirito e dell’anima, ciononostante totalmente presente, infinitamente ampio ed espanso,  contemporaneamente fasciato e concentrato.

Respiro profondamente ed altamente, permetto che il respiro cosmico-planetario insieme alla mia luce del cuore, scorra attraverso la mia colonna vertebrale che innalzi la mia consapevolezza cristallina e che rinforzi la struttura diamantina della mia aura spirituale.


Il viaggio

Il mio corpo è sdraiato comodamente, totalmente rilassato ed io ora delicatamente mi sciolgo da esso. In questa forma sdraiata, slitto come tirata da un filo, come su una pista dorata lungo una strada di luce, fuori dalla testa. Fluendo, passo ora orizzontalmente sopra la terra.

La mia schiena è rivolta verso la terra, il mio volto s’affaccia verso il cielo. I miei occhi rimangono chiusi ed io scorro, senza conoscere la direzione, senza poter controllare, piena di fiducia come un treno fuori dalla stazione del mio corpo, sul binario della mia vita, che descrive molteplici ed ampie vie sopra la terra.

Respiro profondamente ed altamente, sento di nuovo il mio corpo qui sdraiato e lo lascio sdraiato.
Mi lascio slittare, spingere, fluire e scorrere. Mi è indifferente con tutto il cuore dove mi conduce, dove mi porta.

Mentre vado avanti, cambia l’ambiente intorno che sento, lo odoro, lo sento e lo respiro. Le temperature ed i colori, le voci ed i suoni, cambiano il mio ambiente e le forme che non vedo,  nonostante ciò, le percepisco. Sì, riconosco con i miei occhi chiusi in modo nuovo e chiaro i molteplici paesaggi attraverso i quali sto slittando.

Il mio binario di vita, non scorre  solo sulla superficie della terra, ma anche attraverso le montagne, attraverso le rocce, attraverso massicce e profonde caverne, lungo i fiumi sotterranei, sopra prati colorati, attraverso giardini fiorenti e deserti asciutti.

Il mio viaggio mi conduce sopra l’intero continente fino alle coste del mare, poi fuori, sull’acqua. Anche adesso che il mio viaggio di vita abbandona la terra e raggiunge l’immensa superficie dell’oceano, percepisco un cambiamento chiaro nell’ambiente, fuori e dentro il mio corpo.

Non posso vederlo perché i miei occhi esteriori ed interiori sono chiusi, perché giaccio in me stessa e sento soltanto con il mio essere corporeo, percepisco, osservo e comunico. Mentre il mio sguardo sentente vaga sopra l’oceano infinito, viaggia contemporaneamente nelle ampiezze infinite del mio corpo, nel più intimo essere del mio corpo che vede, del mio corpo che sente, del mio corpo che sa, del mio corpo, quel corpo eterico che ha abbandonato il mio corpo fisico e nonostante ciò vive in esso questo viaggio, perché si svolge in esso.

Io sento e percepisco chiaramente quello che da tanto, profondamente dentro di me, io so. Io so che il mio corpo eterico e con esso il mio corpo fisico, sentono con tutti i pori, vedono e ricevono, sentono e percepiscono quello che gli sta intorno.

Continuo a slittare fuori, sul mare aperto, ampiamente dentro i mondi infiniti dell’oceano ed il mio corpo eterico sa precisamente che non c’è più nessun orizzonte in vista, fuorché l’acqua che confina con il cielo, fuorché il tempo-spazio che confina con l’infinito.

Ampiezze infinite, freschezza infinita intorno a me. Infinite altezze sopra di me. Infinite profondità sotto di me. Ma io sono protetto, protetto nel cuore del mio corpo, protetto nel respiro del mondo e protetto sul binario della mia vita, che evidentemente mi porta in una direzione precisa, in un posto preciso.


Il vetro delle voci

Infatti, dopo un po’ il mio essere eterico riconosce che molto avanti fuoriesce dalla superficie dall’acqua dell’oceano un tubo di vetro. Nella sua altezza infinita dentro il cielo, attraverso l’atmosfera, si ritira al mio sguardo interiore. Sembra essere un cilindro di vetro, un tubo di vetro.

Ora che mi avvicino, percepisco che la parte di vetro è piena di piccoli fori in tutta l’altezza e circonferenza, perforata per lo scambio di respiro dentro di sé e di quel respiro esteriore. Minuscoli portali di comunicazione tra i regni interiori ed esteriori.

Riconosco già da lontano che il mio binario mi condurrà direttamente su questa creazione e che sparirà nel suo interno. Proprio nell’attimo in cui lo riconosco mi travolge un delicato e straziante tremore.

Sto ancora slittando sul mio binario di vita, sulla superficie iridescente dell’oceano verde smeraldino, il cielo blu, la luce del sole dorata e l’infinità delle sfere cosmiche sopra di me. Ma so che s’avvicina l’attimo in cui, insieme al mio corpo eterico, alla mia vita, al mio essere ed al mio ricordo, slitterò attraverso la parete di vetro delle voci.

Nell’attimo in cui sto attraversando la parete di vetro, il mio corpo si alza. La mia colonna vertebrale si tende tra cielo e terra, tra cosmo e punto mediano della terra, nonostante ciò continuo a giacere e slittare, non faccio niente, ma sono condotto sul binario della mia propria vita e lascio accadere il tutto.
Un cambiamento nuovo si sta evidenziando: il mio respiro.

Sembra che non stia più respirando per  mia volontà e per mia consapevolezza corporea, ma il respiro, diventato potente e totalmente distaccato dal mio essere umano, sta respirando me. Mi conduce nello scorrimento pulsante, su e giù sulla sua via del traguardo. Qui sento chiaramente, come mai prima, che il mio respiro è uno con lo spirito divino, che lo scorrimento infinito dell’inspirare ed espirare, le infinite vie del respirare in su ed in giù, sono volontà dello spirito divino.

Qui ed ora sento, so e sperimento, che l’essere originario del mio respiro non è altro che amore passionale vivo.

Gradualmente rivolgo la mia attenzione allo spazio nuovo e lo guardo. Ancora i miei occhi sono chiusi, ancora sto guardando con il mio corpo sentente.

Ora percepisco dall’interno i fori minuscoli nella parete di vetro. Nessun’aria le trapassa, nessun’acqua entra, perché sono fori spirituali, piccolissime aperture per quelli che veramente vedono e sentono, parlano e vogliono amare, per quelli che sono in grado di aprire questi portali per sé e per altri, minuscoli buchi nel vetro, che possono diventare grandi portali cristallini.

Mi trovo in un canale ampio, luminoso, in un tubo di vetro, tanti metri di circonferenza e so che si chiama il vetro delle voci. Qui, la mia pista di luce ed il mio respiro di vita proseguono a forma di spirale.

In questo punto potrei ora viaggiare all’insù verso il cielo ed il cosmo. Ma qui ed ora, il mio viaggio mi conduce all’ingiù, sotto la superficie dell’acqua, su piste di luce ruotanti, ininterrottamente sospinto e fluendo verticalmente, fluttuando in quelle profondità dell’acqua che ancora possono intuire gli ultimi resti di luce solare. Continuando in profondità che mai ricevono un raggio di sole ed infine attraverso gli strati di pietra delle placche suboceaniche, all’interno della terra.

Anche su questa via verticale, posso percepire che con profondità crescente l’ambiente e l’atmosfera cambiano, la luce, i colori, i suoni, le voci, le forme e anche le strutture cristalline degli atomi. Tutto questo lo riesco a percepire e ricevere con il mio essere corporeo, accoglierlo e comprenderlo. E io lo faccio. E accade.

Mentre lascio che accada questo discendere della mia vita a forme di spirale, UE (vedi la nuova genesi) respira profondamente ed altamente in me. Lo permetto ed osservo che il punto, “Qui ed Ora”, del mio DNA, della mia colonna-danza-vita, viene con me.  Contemporaneamente, mentre scendo nel vetro delle voci, esso ascende. Mentre raggiungo il cuore della terra e lo permetto, osservo che il centro del mio presente contemporaneamente raggiunge il cuore della mia patria cosmica.

Mentre il mio essere corporeo viaggia nelle profondità dell’oscurità planetaria, il mio corpo eterico va nelle infinite altezze della luce cosmica. Profondamente dentro di me, so che avviene anche il contrario, ovvero, mentre il mio cuore viaggia nelle infinite altezze dell’oscurità cosmica, vado nelle infinite profondità della luce planetaria.

Il delicato sospingere passionale, lo slittare, pulsare e viaggiare, d’un tratto cambia attraverso un transitare di velo, attraverso un portale dimensionale che non potevo prevedere e ora che vi sono stata gettata dentro, neanche più mi ricordo.


L’arrivo

Di nuovo cambia il mio allineamento, questa volta da verticale ad orizzontale. Ora il mio corpo rimane eretto. La mia percezione interiore si espande orizzontalmente ed io posso vedere che questo spazio nuovo, davanti, sopra e sotto di me, si apre ampiamente. La sua espansione verso sinistra e verso destra va in ampiezze incalcolabili.

Una sfera d’argento si apre al mio sguardo e Qui ed Ora apro i miei occhi interiori. Uno spazio strano, a forma di mandorla si espande attraverso tutta la terra, lungo il suo asse.

Potrebbe essere un cortile, una piazza di mercato o l’interno di un tempio enorme. Ovunque io guardi, vedo morbide linee arcuate e delicate forme curve. Una sala d’argento enorme nella sua grandezza, di natura elegante nei dettagli, dalle sue varietà immense.

Suoni, colori, luci e forme di mondi mai conosciuti, arrivano alle mie orecchie ed ai miei occhi interiori, completamente diversi da come abbia mai sperimentato.

Un gruppo di esseri sta davanti a me e mi guarda – umani?

Le loro figure sono di statura nobile e dall’emanazione delicata, fresca e contemporaneamente calda. I loro corpi bianchi luccicanti  sono trasparenti ma sembrano consistenti. Ogni singolo corpo è venato da un diverso colore visibile, che in modo fluente è iridescente, balenante – che non copre affatto il bianco dei loro corpi, ma lo evidenzia.

Mi accolgono sorridendo, mi danno il benvenuto ed iniziano a parlare con un'unica voce.

“A te potrebbe sembrare sorprendente il tuo arrivo nelle nostre sale. Ti abbiamo atteso perché mille anni fa hai lasciato indietro, nelle nostre sale d’argento, un filo di vita tessuto su quell’asse della terra che noi custodiamo e che si tende dal polo nord al polo sud della terra. Un filo d’argento che hai lasciato qui 12'000 anni fa, dandolo in custodia a noi, un respiro che un giorno lontano volevi riunire con la tua vita respirante.

Così, Qui ed Ora, felicemente ti diamo il benvenuto. Che questo sia l’attimo della tua fusione con te stessa e con noi.

Ora vogliamo portarti alle finestre del tuo pianeta, nei due poli della tua terra, nei due poli della tua dualità incarnata, che per tanto tempo hai percepito come due antagonismi non conciliabili. Qui ed Ora, sia maturo il tempo che tu percepisca lo Spirito originario del vostro essere maschile e femminile, i poli originari elettrici e magnetici, che respiri e permetti che si fondano in te.

Come il tuo mondo incarnato ha due poli diversi, tra i quali per millenni avete lottato e condotto strategie di guerra, così anche le nostre sale hanno due finestre diverse, tra le quali per millenni abbiamo amato e creato la pace.

Così come voi nel vostro mondo duale conoscete due esseri che anelano l’uno all’altro e si bestemmiano, nelle nostre sale esistono due portali diversi, molto lontani l’uno dall’altro che da tante ere rispecchiano la loro perfezione.

Ora il tuo spirito inferiore penserà che ci riteniamo migliori di voi, che noi ce l’abbiamo fatta e voi no. Ma il tuo cuore sa precisamente che noi e voi abbiamo soltanto scelto due vie diverse, che tuttavia portano allo stesso traguardo.

Nel mondo del vostro pensare e sentire, regna il buio e la luce, l’essere magnetico che attrae e l’essere elettrico che respinge, che non vi hanno  mai permesso di stare calmi. Nelle nostre sale trovi entrambi i poli di questo fenomeno che contemporaneamente sono Uno e Due, dai quali ti vogliamo portare. Uno sta a Nord l’altro a Sud. Lasciaci andare Qui ed Ora su questa strada dorata”.

Gli esseri si zittiscono, eppure sento di continuo le loro parole in me: “Tra i poli, tra questi portali e finestre del pianeta sta l’asse d’oro, il DNA della Terra. Profondamente in te puoi sentire che il tuo filo di vita, che da tanti millenni è intessuto e che qui riposa, ora delicatamente inizia a pulsare, ora che i tuoi passi, la tua luce del cuore e il tuo respiro vivo toccano questa strada.”


Verso Nord

Il popolo di Asgard mi conduce sulla strada d’oro verso Nord. Veramente, mentre già tocco la finestra a nord con gioia anticipata, inizia ad aprirsi profondamente in me uno spazio e si libera il respiro perso di Atlantide, di un tempo.

Più ci avviciniamo alla finestra del nord, più si avvicina un enorme fiato gelido, tuttavia di delicatezza infinita. Intuisco lo spirito che respira e regna qui, un essere maschile - Re, Sacerdote e Dio - ciononostante visibile soltanto come gioco-luce-colore iridescente, di tonalità blu trasparente, verde-viola, che danza selvaggiamente tra sfere più luminose e più scure.

Grandezza potente, gelida, durezza e forza, sono uno con lo spirito paterno trascendente. Visto dalle sale di Asgard, il Polo Nord della terra è strettamente circondato dai continenti grandi del pianeta, la finestra del nord verso il cosmo.

Un essere maschile, uno spirito maschile - ghiaccio magnetico, fuso in maniera incredibile con il flusso di fuoco dorato dell’asse della terra - una finestra, un portale dei misteri e saggezze, del caos e dell’ordine.

Respiro profondamente, altamente e sento. Semplicemente perché sono Qui ed Ora, sento, semplicemente perché Qui ed Ora guardo e respiro, semplicemente perché Qui ed Ora lascio fluire il mio flusso d’amore del cuore spirituale in questo posto, inizia a sciogliersi il ghiaccio eterno della mia corona.

Il mio centro creativo Spirito si apre, una parte del mio filo di vita vecchio  inizia delicatamente a vibrare tra il mio cuore ed il mio chakra della corona. Perché io sono uno con lo spirito di questo portale, di questo portale settentrionale maschile-magnetico tra cielo e terra.

Io sento, percepisco ed odo con i nuclei cellulari del mio corpo, con le fibre più delicate del mio corpo eterico. Sento il suono del portale settentrionale, assaporo la luce e sento i colori di questo posto, so dove mi condurranno le vie quando un giorno aprirò questo portale e abbandonerò le sale d’argento di Asgard. Qui ed Ora rimango, ma un giorno me ne andrò.

Qui ed Ora connetto il mio corpo di luce vivo, il mio DNA pulsante, la mia corona spirituale respirante, con questo portale e le sue vie fuori sulla terra e fuori nel cosmo e le galassie.

Lo spirito maschile cristallino mi apre il portale verso la terra, dalla terra apre il portale verso la mia corona.

Mentre Il libero fluire raffredda il mio spirito umano e la mia mente accaldata, innalzando la mia intelligenza cosmica, l’asse focoso della terra brucia ardentemente nella colonna di danza della mia vita.  E’ caldo il flusso che attraversa il mio corpo. E’ fredda la corona del ghiaccio eterno. Entrambi si uniscono e si trasformano ora, dopo millenni, di nuovo in Spirito liberamente fluente.

Respiro profondamente ed altamente, accetto la fusione tra il pianeta terra ed il mio universo-corpo cosmico con tutto il cuore.


Ritorno

Vorrei rimanere, ma dolcemente il popolo di Asgard mi spinge in avanti ed io mi libero dal portale settentrionale, mi rivolgo insieme a loro verso l’altra direzione. Profondamente dentro di me, so che questo posto non lo abbandonerò mai più, anche se andrò in mille altri posti.

I miei accompagnatori mi conducono ora sull’asse dorato verso Sud. Sulla via raggiungiamo per primo quel portale attraversato pochi minuti fa, o erano millenni? Dal vetro delle voci sono caduto dentro le sale di Asgard.

Ora, questo luogo del mio arrivo lo percepisco in modo totalmente diverso. Io vedo, sento e so più di prima. Sono entrato nelle sale d’argento di Asgard attraverso il portale dell’oceano, un portale femminile e in quest’attimo, balena in me la certezza che esista un quarto portale maschile, il portale del continente e che questo sia nella piramide grande.

Proseguendo su questa via lunga, che qui sembra essere corta, il popolo di Asgard mi racconta un po’ della sua storia. Le loro voci sono tante, ma si odono come un’unica voce. Le loro parole sono come un canto vitreo. Il loro racconto è come una canzone infinita nelle ere della terra, della loro vita e della mia, della quale a lungo non mi sono ricordata. Tutto fluisce delicatamente e mi nutre come vino di miele dolce.

Anche su questa via, sento ad ogni passo un continuo cambiamento fluente, sia nel paesaggio esteriore sia profondamente in me stessa. Le sfere di questo regno e la storia della sua origine mi attraversano, vogliono svegliarsi in me e diventare vive. E così sia.


Verso Sud

Con l’avvicinarci al portale Sud, sento il respiro del polo originario elettrico che mi soffia contro. Il portale del Sud ci manda i riflessi cristallini della sua parte interiore.

Anche qui inizia ad aprirsi profondamente in me uno spazio – al contatto della mia gioia anticipata per la finestra del Sud - liberando il respiro di Shambhala, una volta perduto.

Più ci avviciniamo alla finestra del sud, più forte si sente il fiato d’amore gelido, furioso ed infinitamente delicato.

Percepisco anche lo spirito di questo luogo. È un essere femminile, Regina, Sacerdotessa e Dea, visibile soltanto come gioco-luce-colore infinitamente iridescente nella tonalità rosa salmone e magenta, attraversato da morbidi veli dorati.

Spirito femminile, ghiaccio femminile, freddezza illimitata ed inavvicinabilità, che tuttavia emanano un calore ed una sicurezza incomprensibile. Spirito materno trascendente. Visto dalle sale di Asgard, il Polo Sud della terra, in mezzo agli oceani ampi del pianeta, è la finestra meridionale verso il cosmo.
Qui, posso vedere e sentire suoni e forme totalmente diversi, luce totalmente diversa, uno Spirito totalmente diverso rispetto a quello del Nord. Nonostante ciò, Uno con l’origine ed Uno con la radice della mia vita.

Delicatamente questa madre inizia a pulsare. E’ come se reagisse verso di me, come se parlasse con me nei fiumi fluenti della sua luce. Infatti, riesco a percepire alla fine della mia colonna vertebrale, nella radice della mia vita, la vibrazione fresca che rinfresca tutte le mie emozioni e i dolori caldi della mia vita corporea. Rinfresca il mio centro creativo Sexus, richiamandolo ad  una vita passionalmente viva.

Così inizia a vibrare delicatamente l’altra parte del mio filo di vita vecchio, tra il mio cuore ed il chakra della radice, perché io sono Uno con lo spirito di questo portale meridionale-femminile-elettrico, tra cielo e terra.

Anche qui vedo la fusione dell’asse di fuoco planetario con il ghiaccio del Sud nello spazio esteriore, lo sento contemporaneamente nel mio intimo.

Anche Qui ed Ora, permetto la fusione tra il mio respiro attuale di vita e quel filo di vita vecchissimo, abbandonato12'000 anni fa in quelle sale, promettendo che un giorno lo avrei riaccolto.

Così, non soltanto l’asse della terra, ma anche il mio filo di vita si lega a questo portale meridionale, che un giorno mi porterà  in quegli spazi cosmici che oggi posso percepire e nei quali più avanti entrerò.


Ritorno al centro

Delicatamente mi libero ora dal portale del Sud e torno indietro. Profondamente in me so che anche questo luogo non lo abbandonerò mai, anche se andrò in mille altri posti.

Gli esseri di Asgard mi conducono ora sull’asse dorato, indietro, al centro delle sale d’argento. Di nuovo sperimento che la mia percezione del posto con il mio arrivo cambia, si è approfondita. Nel mio intimo ed intorno a me sento un’espansione infinita, fresca ed ampia, contemporaneamente calda e sicura.

E nel mio profondo so che, Qui ed Ora, è arrivato l’attimo del mio matrimonio sacro con il pianeta.
Semplicemente, respirando Qui ed Ora, il polso della terra si unisce con il polso del mio cuore.

Mentre sto respirando, Qui ed Ora, il flusso dello Spirito del DNA planetario diventa Uno con il DNA della mia vita.

Mentre sto respirando profondamente dal mio cuore, si uniscono il Polo Nord e il Polo Sud con la corona e la radice del mio corpo.

Mentre espando Qui ed Ora l’amore per me stessa, si fondono sia la consapevolezza di Gaia sia lo Spirito di Ohamah con la consapevolezza del mio corpo e con il corpo della mia luce cristallina.

Nel cerchio del popolo di Asgard, respiro profondamente ed altamente, mi sento protetto, sospinto, trascinato, andando, facendo e lasciando accadere.

Percepisco il vero essere della terra oltre tutte le illusioni  della materia.

Percepisco il vero essere di me stesso, oltre tutte le illusioni delle emozioni e dei pensieri.

Lo spirito e l’anima del pianeta sono Uno con lo spirito della mia anima.

Permetto che accada Qui ed Ora l’unione irrevocabile tra me ed il pianeta, mentre regalo la mia luce del cuore respirante alla terra, ricevendo il fuoco respirante della terra nel mio cuore.

Ora le lingue degli elementi si possono aprire nella mia struttura cellulare ed un giorno manifestarsi attraverso di me.

Ora, può aprirsi il linguaggio degli animali e delle piante nel mio spazio del cuore, radicarsi nella mia struttura cellulare, per esprimersi un giorno attraverso il mio essere umano vero sulla terra.
Il linguaggio del pianeta è il sentire e percepire, l’osservare, il ricevere ed il dare.

Io permetto che questo linguaggio del pianeta si fonda con quello del mio essere umano. E non solo questo, poiché ho viaggiato attraverso il vetro delle voci in questi mondi.

Il vetro delle voci custodisce le lingue di tutti i popoli, le razze e le culture, di tutte le dimensioni e i regni. Infatti, il vetro delle voci è Uno con il mio respiro cosmico-planetario, Uno con il mio DNA.

Così un giorno parlerò e sentirò le lingue di Asgard e Venere sulla terra, le lingue di Lemuria ed Atlantide. Comprenderò il canto della Fenice e la saggezza del Drago, ed in ciò porterò le lingue fuori dalla dualità, nell’unità.


Perché la lingua dell’UNO è AMORE.
Prende il suo inizio nel mio cuore e non termina mai.

E cosi fluiscono dentro me, come vino di miele dolce e nutriente, tutte le lingue e le voci di tutti i popoli, le razze e i regni, semplicemente perché ho risvegliato l’infinito amore del mio cuore nelle sale d’argento di Asgard. Qui si apre la certezza:

Il quinto portale verso Asgard è il mio cuore
e si apre, Qui ed Ora.

Così mi trascino attraverso le sale d’argento di Asgard, mi lascio condurre, accompagnare e tenere al sicuro, ricevo e dono nel respiro della mia vita viva finché non mi sveglierò.