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La nuova ricchezza - Daniela Erdmann

L'insolvenza ordinata


Riunione della presidenza nella svolta dei tempi

La seguente conversazione descrive una riunione della presidenza, in cui si trattava della ristrutturazione di un’azienda. Rende chiaro un fenomeno della svolta dei tempi: vecchie pratiche d’affari – orizzontali – terminano, e nuove – verticali – sono richieste. Un’azienda, cresciuta e creata nello Spirito vecchio, non può più essere guarita con mezzi vecchi – e da umani dei vecchi tempi. Questo, lo Spirito del tempo, non lo permette più.


Dove regnano umani senza gioia e creatività, senza compassione e trasparenza, qui regna la morte d’ombra – vita morta o morte viva. Qui aiuta la morte di luce – il morire gioioso del già morto, o l’insolvenza ordinata. Nell’essenza non si tratta delle aziende, e non importa quante sarebbero le perdite economiche, ma si tratta degli umani. Lo Spirito del tempo pretende la corrente del capitale fluente di ogni singolo umano – e perciò, con gioia, fa un buco nell’acqua con dentro migliaia di € o $.


Può darsi che l’uno o l’altro uomo d’affari qui nominato vi sembri di conoscerli, anche se abbiamo cambiato totalmente i nomi e le circostanze: come parte di voi stessi. Che questa conversazione sotto quattro occhi possa dare nuovi impulsi a migliaia di cuori. Il partner di conversazione (GP) è uno specialista di ristrutturazioni di aziende, che sono arrivate all’estremo limite della loro esistenza e prospettiva. Sabine Wolf (SW) è specialista per la ristrutturazione di umani, che sono arrivati al limite estremo della loro esistenza e prospettiva.


La riunione si svolgeva nella mattinata ed è durata cinque ore. La prima conversazione si svolgeva la sera stessa. Il giorno successivo seguivano alcune conferenze telefoniche e una seconda conversazione.


Prima conversazione



GP: Dove iniziamo?


SW: Spesso il vero inizio si trova totalmente altrove da ciò che si vive.


GP: È proprio così. Io inizio e descrivo chi c’era: i consiglieri di vigilanza Wachmann e Salzmann, come nuovi membri del consiglio di vigilanza, ed io, i direttori della società affiliata e casa madre, Weinert e Kaufmann, così come il Signor Wohlert che si è offerto responsabilmente da Arnold, come nuovo presidente della casa madre, nonostante la situazione storta dell’azienda.


SW: I due amici del cuore e nemici mortali Arnold e Fritz non erano presenti. Non sono loro i titolari dell’azienda?


GP: No, non avevano niente da fare qui – e non volevano neanche incontrarsi. Il primo punto dell’ordine del giorno era il rapporto del presidente sulla situazione attuale della casa madre, il secondo punto era la presentazione del Signor Wohlert, come nuovo presidente e il terzo punto era la società affiliata che non regge se stessa. I punti restanti erano insignificanti.


Secondo la mia supposizione, il signor Wohlert iniziava subito con la tattica, di spostare la sua presentazione alla fine, perché gli altri temi li riteneva molto più importanti e lui voleva farsi prima un’immagine, invece di annunciare subito di voler prendersi la responsabilità – un umano con doppia esigenza di rete e corda. La sua conferma verso Arnold era: “Sì lo faccio” diceva, “ma non prima di 10 settimane.” E che ora si trattava di lavorare prima manualmente e questo lo avrebbe fatto meglio dall’esterno. Non si era mostrato molto affidabile.


SW: Tuttavia comprensibile, perché l’attuale situazione dell’azienda è da rendere trasparente e di mettere sul tavolo i fatti.


GP: E questo gli fa paura, perché così non avrebbe nessuna possibilità, di uscirne in breve tempo. Lui vuole la trasparenza per poter decidere – e contemporaneamente ha paura, per qualche motivo, di aiutare a creare questa trasparenza. L’ho fatto riflettere.


Tanti punti si mostrano così come elaborati da me nella fase precedente. Esistevano numeri che altri ancora non conoscevano – semplicemente perché li ho richiesti. Si ricordi che sono coinvolto soltanto da poche settimane. Nessuno finora ha chiesto chiarezza, numeri e bilanci. Ed è certo che lo stato è drammatico, totalmente ingarbugliato  - sul piano economico ed emozionale. Il signor Weinert è un uomo infranto, totalmente sovraffaticato da questa situazione. La sua andatura e il suo carisma erano pesanti e curvi.


Povere vittime e facenti di sangue freddo


SW: Un uomo distrutto ha sempre una storia personale che nessuno conosce, e non è soltanto quella di una vittima. In questo periodo si aprono i nodi e conti personali ed economici  - e questi non sono sempre pieni di ricchezza e libertà, ma anche pieni di dolore e perdita.


GP: Questo è evidente. Alla fine avevo un breve contatto corporeo con esso. Si era già nascosto nella sua camera, ma io volevo salutarlo personalmente. C’era questa pesantezza enorme. Interiormente stava piangendo. Io dicevo: “Permetta di attraversare questo, semplicemente insieme. Per lei la situazione forse è veramente difficile, perché non sa dove andare.” Dunque, il suo lavoro fondamentalmente sta a disposizione. Finché Wohlert esita ad entrare, Weinert si trova tra le sedie e non ha una base chiara per decidere.


SW: Quale decisione potrebbe prendere Weinert, se Wohlert dovesse entrare?


GP: Di uscire totalmente.


SW: Potrebbe anche decidere di rimanerci?


GP: Così si presenterebbe la domanda, quale sarebbe il suo compito futuro. Attraverso i miei impulsi sono iniziati nelle ultime settimane dei tentativi di vendere l’affiliazione – ed esiste anche un interessato. Weinert potrebbe andare con esso. Possibilmente sceglierebbe questa possibilità.


SW: La sua decisione, tatticamente non dipende dalla conferma o disdetta di Wohlert. Esso potrebbe dire, totalmente indipendente dalla situazione: “Io decido di rimanere qui e mi presento per questo compito.” O: “Io me ne vado”.


GP: Certamente potrebbe fare così. Ma si stanno aspettando. Non sono abituati, a mettere impulsi, ma ad aspettare e a lamentarsi.


SW: Allo stesso modo come Wohlert non vuole assumere la responsabilità per la sua forza e posizione, Weinert non prende la responsabilità delle sue proprie vie. Preferiscono mettersi davanti ai fatti stabiliti, per poi poter agire in maniera minima: re-agire – una situazione di stallo.


GP: Proprio così è.


SW: Così, su un’infanzia e gioventù infrante, su partenariati e strutture famigliari fragili, seguono infine uomini d’affari fragili. Quanti anni ha?


GP: Ca. 35 anni.


SW: Per l’amor del cielo! Ed è già un uomo infranto? Dunque avrà collaborato molto per raggiungere il suo stato infranto. La sua età emozionale potrebbe trovarsi in uno stato di 70 anni. Questo significa che è invecchiato senza maturare.


GP: Proprio così lo percepisco. Non è maturo, ma sembra molto vecchio.


SW: Esso porta l’eredità depressa dei suoi antenati e non molla, ma la usa come base aggressiva per le sue energie d’affari. Aggressioni velate fanno invecchiare velocemente il corpo.


GP: Weinert è il sacrificio del pedone nel gioco degli altri. Prima l’hanno messo da qualche parte, strumentalizzandolo – e poi l’hanno sacrificato. Come presidente della società affiliata sarebbe stato certamente libero nelle sue decisioni, ma lui non ha mai usato questa libertà. Invece ha accettato ciò che la casa madre li ha venduto un tempo…


SW: …facendo ciò che volevano loro, invece di sviluppare il proprio carisma, la sua propria azienda. Dunque ora deve riconoscere che dall’inizio si è fatto vittima lui stesso. Così potrebbe liquidare gli anni passati – e prendere una decisone totalmente nuova.


GP: Anche di questo abbiamo parlato. Ho proposto un’insolvenza ordinata della casa madre. Questo è possibile e necessario, se l’azienda non si lascia vendere in breve tempo. L’azienda fornisce, da quando esiste, nessun valore aggiunto.


SW: Le debolezze e forze hanno da sempre deciso del successo o dell’insuccesso delle aziende. L’insolvenza ordinata è un fenomeno della svolta dei tempi. Non si addice solo sul piano aziendale, ma anche sul piano animico e fisico degli umani. Essa è una pretesa dello Spirito del tempo che ora dei flussi arenati del denaro negli  affari, vuole fare correnti del capitale fluenti nell’umano. I concetti, debolezza e forza debbono essere rivalutati – per così dire, essere corretti. E si vedrà, che tante così nominate forze, in verità sono debolezze o pure deficienze – e tante cosiddette debolezze sono effettivamente forze.


L’insolvenza ordinata è un atto capitale dello sviluppo spirituale. Per umani creativi e impavidi questo già sempre era uno stratagemma, per fare di una depressione vecchia un nuovo rialzo. Ma per umani d’affari oppressi, depressi e distrutti, è come la spada grigia dei Nazgul (di Tolkien: Signore degli anelli).


GP: Proprio così percepisco questo nei nostri stratagemmi. Hanno paura della fine, perché connettono ad essa la morte, perché arrendersi per loro è una debolezza.


SW: Lasciare andare, arrendersi e la morte, per tanti è l’essenza della debolezza e del caos – un enorme fattore di paura che li tiene in scacco. Ma proprio così hanno creato le loro aziende: con paura, debolezza e presunta forza. La paura della perdita ha messo il focus dall’inizio e ha creato delle strutture aziendali mezze morte. E ora questa paura rifiuta l’insolvenza ordinata di tutti gli ambiti della vita.


Non solo Weinert è vittima degli altri, ma ognuno di loro ha sacrificato la sua propria vita libera – e lo sta facendo ancora oggi. Ma non più per molto tempo. Nella svolta dei tempi raggiungiamo il punto, dove TUTTO va nell’insolvenza: l’infanzia e la gioventù, la psiche e il partenariato, i valori della vita e le professioni.


Weinert, dunque, sta aspettando la decisione di Wohlert, per poterne uscire, mentre Wohlert aspetta i numeri da Weinert, per poter entrare. La sindrome dell’uscita dell’uno è la sindrome dell’entrata dell’altro.


GP: Così è.


SW: Weinert non esce, perché ancora non è entrato. Lui non sa, quanto è meraviglioso rilasciare, uscire e di cuore andare per le proprie vie. E Wohlert non entra, perché non è mai entrato veramente da qualche parte. Lui non sa, quanto è adempiente, accettare, entrare e far parte di tutto cuore. L’uno non è mai uscito dal suo essere figlio, e l’altro non ha mai preso il ruolo del padre. Nessuno di entrambi si è radicato finora nell’essere umano, accettando la sua vita pienamente.


Wohlert è stato bloccato nel suo ufficio di un tempo e ha subito il mobbing, perché la sua energia della radice non ha mai pulsato – perché non ha mai dato ciò che era veramente in se stesso. E così appare anche qui, e il gioco potrebbe iniziare da capo – ora però con la differenza che questo modello non funziona più e che non parte più. Esso deve portare la sua forza della radice nella rotazione, deve liberare i suoi blocchi ed essere pronto ad entrare veramente. Così farebbe una buona figura e potrebbe far parte di una cosa vera.


GP: Sì. Esso ha veramente delle capacità e potrebbe dare un imput importante. Ma la sua situazione attuale emozionale è ancora un caos.


SW: Questo caos si apre in tutti loro, affinché i lavori interiori di sgombero possano iniziare. Ancora non può entrare nell’affare, perché li trova lo stesso caos come nell’azienda precedente e in se stesso. Al momento vede soltanto la scelta di entrare dal vecchio caos in un caos nuovo, ed esita, perché ha paura della sua creatività.


Cos’è con gli altri signori che fanno parte del carosello?


GP: Sì, ero proprio con loro nei pensieri – come mi incontrano. Wohlert e Wachmann hanno bisogno di un tema particolare per prendere contatto con me. Esistono un certo rispetto e una distanza verso di me, ma anche una curiosità dissimulata. Salzmann, l’altro commercialista, è calmo, come un’anguilla, ma ciò che dice è chiaro. Lui ha presentimenti.


Signor Kaufmann, che sta vicino al non amato Otto Fritz, ha qualcosa di giocoso. L’ultima volta il suo ghigno era provocante, ma oggi mi sono divertito con lui. Abbiamo dialogato, gli ho fatto domande che altri esitavano a fargli. Anche Wohlert era stuzzicato a fare queste domande, ma era contento che le ponessi io. Kaufmann verso me era totalmente aperto. Gli ho detto che stava servendo due padroni e che perciò non trovava tanta fiducia in questo cerchio. Dunque, Otto Fritz gli da il massimo di sicurezza, cosa che gli altri prendono male. Gli ho chiesto come riesce a sopportare questa situazione e lui era contento di poter parlare a quattro occhi.


Nel cerchio, infine ho preteso da lui, di mettere a disposizione 60.000 €, per poter pagare le prestazioni sociali obbligatorie, finché sarà avvenuta la decisione della vendita o dell’insolvenza. L’ho informato di trovarsi altrimenti, nel diritto penale, su ghiaccio sottile. La sua prima risposta era ironica e non concreta, ma mi ha dato la parola di organizzare i soldi. Questo punto centrale era temuto da tutti, era chiarito velocemente – in un avanti e indietro sciolto tra me e lui.


Kaufmann è un giocatore e danzatore, un elemento ravvivante.  Nel contesto di ciò che poteva dare, era pure pronto e aperto, dava informazioni di cui noi necessitavamo. Come contromossa ricorrerà certamente da Otto Fritz alla tattica, ma questo per me è in ordine. Ho tuttavia soltanto un traguardo: un massimo di trasparenza. Ed ho già sperimentato tante volte che intenti negativi portavano ad effetti positivi.


Ma io sto osservando entrambe le fronti dei partecipi. Loro possono e vogliono – ancora – non comunicare insieme. Loro sono emozionali, in lite e intrecciati. La situazione è totalmente ingarbugliata. Weinert per loro è un telo rosso. Non deve più neanche mandare una carta a Otto Fritz. Gliel’ho detto: “Signor Weinert, quello che gli manda, va direttamente nel cestino – semplicemente perché arriva da lei”. Se richiedesse la liquidazione dei contributi sociali, dall’altra parte si aprirebbero immediatamente le porte.


SW: Un umano depresso da sempre ha portato all’incandescenza quelli aggressivi. Tali personalità non radicate si sentono come vittime passive, in verità però sono facenti rifiutanti – un intralcio per facenti creativi che rispecchiano loro. Finché Signor Weinert – nomen est nomen – si lamenta in modo esigente e piangendo cercando parte, riceverà sempre colpi. Questo mobbing creativo lo potrebbe aiutare ad attingere alla sua propria forza.


GP: Mobbing creativo – sì, mi suona.


SW: Cosa manda esso, che ancora sembrava così pietoso, a Kaufmann e Fritz?


GP: Gli dice tra le righe: “Tanto non ci riuscite.” Disistima, attribuzione di colpa, insinuazione – forma velata di aggressione, totalmente secondo la loro pratica precedente.



SW: Ok.

GP: Sì, in effetti, lui emana le sue energie demotivate. Gli altri lo percepiscono come produttore di aggressioni – escluso me.


SW: Certamente no. Anche le vittime depresse lavorano in modo calcolato e sentono molto bene dove possono permettersi un colpo di spada e dove no. Weinert come amministratore della filiale esige da Kaufmann e Fritz come uomini d’azione, di essere approvvigionati. Per la casa madre sarebbe la cosa più naturale, nutrire la figlia, se non regnasse un tale intreccio.


Weinert insiste inconsciamente sulla delusione molteplicemente vissuta, di non essere stato approvvigionato – e proietta la sua esperienza infantile sull’azienda, scagliando così un’attribuzione di colpa irrealizzabile verso la casa madre: la filiale starebbe malissimo, perché Kaufmann e Fritz, come madri non la stanno approvvigionando.


GP: Questo è giusto. Così infatti sta argomentando.


SW: Ad un’attribuzione insolubile segue nel subconscio la rabbia verso se stessi e la rassegnazione, che poi esce nell’esteriore come ironia e sarcasmo. Così esso sta usando un’energia negativa dietro l’altra, per sbattere tutte le porte e per confermare se stesso permanentemente come vittima – regnando sul trono delle vittime. La sua decisione inconscia, di essere un uomo infranto, lo rende su tutti i livelli, sia un tiranno che non capace di comunicazione e azione.


GP: Un riassunto affascinante – e così lo sto vivendo.


SW: Così si è creato, tutt’intorno a se un abisso dietro l’altro. In tutti questi abissi cadrà, se non abbandona il cerchio. Questo lo percepisce e gli fa paura. E il più grande abisso consiste infine nel riconoscimento, che dipende soltanto da se stesso –  che non ha più nemici da poter insultare e da cui si può nutrire. Così muore una vittima, senza morire corposamente e diventa un creatore.


Dovrebbe uscire – per se stesso e per gli affari. È chiaro che Wohlert ancora non può dare una conferma, finché Weinert ancora è dentro. Al momento tutto sta nelle loro mani.


GP: Cosa significa: che tutto sta a me?


SW: Come già detto: Tutti loro sono uomini d’affari del mondo vecchio e hanno bisogno di reti e corde in questa svolta dei tempi, alcuni anche di reti e corde doppie – nel entrata, nella stabilizzazione, nello sviluppo di un’insolvenza ordinata e nell’uscita. Entro questo gruppo, attualmente è in grado soltanto lei, di occuparsi dell’insolvenza prevista spirituale-animica degli uomini. Gli può senz’altro porre reti e corde, ad ognuno i propri.


GP: Hmmh, durante il discorso, quando era presente il fronte duro, era però già arrivata anche la soluzione. Io ho detto a Wohlert che sarà importante e possibile, raggiungere anche Otto Fritz attraverso il dialogo personale. In parallelo necessita di cambiamenti personali nella struttura presidenziale e organizzativa. Lo sento formalmente: innanzitutto non si tratta d’altro che lasciar morire la filiale: morte, trasformazione e rinascita – ascensione.


E io vedo come Weinert si apre a questo. Io vedo come noi stiamo creando insieme una base per il dialogo. In direzione Kaufmann è andata la pretesa, di rendere più integrazione attraverso Otto Fritz, ma solo dopo l’insolvenza. Questa per prima la devono tutti attraversare.


SW: In questo punto tocchiamo le origini della problematica attuale – esperienze, che si sono ristrette fino al soffocamento, cioè l’infanzia di ogni coinvolto, i genitori, le strutture dei fratelli e della saga famigliare: l’eredita dei sentimenti delle generazioni di ognuno di questi uomini.


Finora hanno funzionato i contratti e affari, perché i drammi dell’infanzia degli umani diversi erano in armonia e così era possibile creare un Essità adulta traumatica comune – un modo generalmente accettato della trasformazione di traumi infantili, di ristrutturarli – e di usarli economicamente. Affinché lo Spirito del tempo lo sostenesse e che venisse usato da tutti, questo portava poi anche a successi economici. Il dramma e la guerra erano la base del successo e della ricchezza – nel mondo vecchio, ma si è visto che questa ricchezza vecchia uccide la vita e in fine esaurisce se stessa. Era una spirale discendente con una fine naturale – una svolta.


Nei tempi nuovi ascendenti, il successo di un’azienda è possibile attraverso ciò che lei ha vissuto con Kaufmann: il giocoso danzare avanti e indietro, l’aperto permettere le pretese. Ma ora cerchi un po’ di far uscire il tipo giocoso dal depresso e aggressivo Signor Weinert…!


È importante riconoscere, quanto sia strettamente intrecciata la psiche personale e l’intento dell’incarnazione dei coinvolti, con le attuali strutture del Business, e quanto sono leggeri da scogliere i nodi. L’arte consiste nel fatto di agire imparziale e senza paura, nello sviluppare un’insolvenza con cuore gioioso allo stesso modo come la fondazione di un’impresa.


Ma anche se lei oggi aveva un filo giocoso verso Kaufmann, lo vivrà di nuovo dall’altro lato. Esso deve procurare 60.000 €. Ora deve rappresentare le sue pretese davanti a coloro che non hanno nessun interesse per la ditta. Ogni situazione di gruppo viene regnata da un’energia totale che si compone di tutti i partecipi, del loro umore, dei temi e possibilità. E nella prossima seduta sarà diverso – e sopratutto quando lei non ci sarà, per ognuno sarà diverso.


GP: Questo mi è chiaro. Ma percepire l’energia giocosa mi va bene, anche se è un Facente-Giuda. Mi viene meglio comunicare con una tale energia, che con la pesantezza soffocante dell’apparente Vittima-Gesù.


SW: Certamente, nella svolta dei tempi, un liberamente agente Giuda è un importante compagno di gioco e creatore creativo. Questo gli piace perché loro stessi agiscono in questo modo.


GP: Così è.

 

SW: Quando la vittima inconsciamente trattiene il suo ruolo da vittima, diventa, secondo la sua inclinazione, un carnefice a sangue caldo o freddo, che blocca lo svolgimento e lo sviluppo. Rimaniamo da Weinert. Come povera vittima e uomo infranto costringe gli altri, (visto simbolicamente) a prendere la spada e a tagliargli la testa – e questo lo aiuterà. Li costringerà a prendere la spada. Non collaborerà produttivo o costruttivo nel continuo sviluppo. Per questo il suo comportamento da vittima – nell’attimo ancora – è troppo potente.

 


Investimento attraverso perdite

GP: Questo lo vedo e sento anche io. Non c’è una buona volontà. E così dimentica la sua propria azienda. Che la filiale numericamente si presenta in modo caotico, lo lascia sfuggire. L’attribuzione di colpa va sempre soltanto in direzione Kaufmann e Fritz. Esso dimentica che loro sovvenzionano ogni mese il suo ambito, eppure con una somma di 125.000 € di costi fissi.


SW: Perché lo fanno?


GP: La quotazione in borsa della casa madre li induce all’ipotesi che un giorno potrebbe arrivare il grande incassare e che loro tutti potrebbero guadagnare molto. La filiale è stata sovvenzionata dall’inizio, cosa che non portava mai un valore supplementare alla casa principale. Ma l’attribuzione di colpa va soltanto in direzione della casa madre.


SW: Quale interesse ha Otto Fritz ancora oggi verso la filiale?


GP: Nessuno. Tutti sono pentiti di questa fusione…


SW: ..e non chiudono bottega?


GP: L’unica cosa che ancora li trattiene è il fatto che questa azienda è pubblica – quotata in borsa. Con il listing della borsa, se c’é una storia adeguata e un business conveniente, più avanti può essere venduta ad un investitore. Questo è l’unico motivo. Otto Fritz da tanto ha l’opzione di andare avanti da solo. Lui, parallela all‘azienda ha creato la sua propria azienda.


SW: Significa, che non investe i 125.000€ mensili in prima linea nello sviluppo dell’azienda, ma nella speranza di poter un giorno vendere l’azienda con guadagno. GP: Con questo l’hanno adescato tutto il tempo. Non si trattava dell’azienda stessa, ma del mantenimento del listing della borsa.


SW: Questo è l’imbalsamare mensile di un cadavere.


GP: Anche questo pensiero mi è arrivato oggi: la bancarotta dell’intera azienda.


SW: Anche io vedo questo. Da anni stanno facendo lavoretti intorno ad un cadavere di azienda, la quale viene mensilmente truccata da Weinert. Poi scrive rapporti di vivacità e chiede nuovi alimenti. L’involucro deve morire luminoso e amorevolmente, perché il nucleo possa vivere. In questo lei li può aiutare.


GP: Quando prima sono andato a casa, avevo questo profondo sentimento: io personalmente non posso ristrutturare questo. Mi costerebbe troppa energia, senza poter veramente trarne qualcosa.


SW: Aiuti loro a terminare il gioco. Così per tutti i coinvolti si toglierebbero di mezzo i temi del dramma e loro possono occuparsi di ciò che è veramente importante per loro. E questo riguarda anche lei, vero?


GP: Sì, non mi sono mai prima trovato in una tale situazione. Ho investito 1,2 milioni di euro e sono nel consiglio di sorveglianza – e sono anche timoniere e datore d’impulsi essenziale. E ora devo mettere l’ultimo impulso – e mi creda: non c’è nessun dolore in me, nessuna nostalgia o rabbia, di aver perso questi soldi.


SW: Bene così. Se lei si legasse ai suoi atti – sarebbe lei il motivo, di voler rianimare il feto morto, sarebbe anche lei imprigionato nelle reti grigie come tutti gli altri – e così allo stesso modo impotente come loro.


GP: Così è. Ripeterei la storia delle mie esperienze da Amra GmbH e diventerebbe ancora più intenso di quanto lo era prima.


SW: Lì ci ha messo tanti anni per arrivare a questo punto e questa decisione. Qui la cosa era chiara già dopo quattro settimane, vero?


GP: Sì, questi quattro anni per me erano un training e un raccogliere di esperienze. Allora ero legato alla paura del fallimento, nell’immaginazione che un pacchetto di atti all’improvviso non potrebbe più valere niente, nella responsabilità dei collaboratori. Questo, allora, erano i miei moventi.


Demoni, emozionalità e concetti di paura


SW: Sì, nel mondo vecchio la parola fallimento è un concetto di paura. Allora anche lei percepiva il pericolo di fallimento emozionalmente, giudicandolo molto negativo. La perdita di atti era un pacchetto di paura, la paura doveva essere combattuta – dunque lottava e tratteneva. Così ha rinforzato il suo essere umano sul piano orizzontale, caricando massicciamente il suo organismo corporeo. Il suo cuore fondamentalmente aperto, si chiudeva sempre di nuovo e questo frenava moltissimo  il suo flusso del capitale verticale. La sua intera Essità così era occupata, a mantenere in corso il flusso del denaro del mondo fisico, senza vedere che non regnava più neanche una scintilla nell’azienda e neanche i collaboratori stessi per i quali si impegnava, si erano voltati, andando per le loro vie. Dunque questa fine non era un libero fluire creativo, ma un collasso doloroso.


Così il demone del fallimento, nella svolta dei tempi, ha vinto la sua tenace lotta con lei per l’azienda. Lei voleva mantenere l’azienda, lo Spirito del tempo no. Voleva che morisse, affinché i cuori degli umani, che si erano demonizzati nella vita aziendale, potevano essere liberi di nuovo. Lo Spirito del tempo luminoso, come può vedere qui, ha collaborato con il demone, semplicemente, per liberare TUTTI.


Allo stesso modo succede attualmente con ogni forma di partenariato commerciale e personale. L’insolvenza ordinata è richiesta su tutti i piani.


GP: Sì, così è stato. Allora non riuscivo a riconoscerlo, ho cercato la soluzione in me stesso, ho visto le insufficienze degli altri e quasi non lo sopportavo. Ho visto come mi sfuggiva tra le mani, non importava cosa stavo facendo. Ed ero tuttavia creativo, pronto e capace a passi insoliti, ma non aiutava. Era duro lasciare andare tutto. Alcuni anni stavo lottando con la rabbia, con sentimenti di fallimento e rassegnazione. Spesso non riuscivo a dormire la notte, perché la situazione continuava a passare per la mia testa e mi venivano idee posteriori, di ciò che avrei potuto fare per sterzare i remi. Così crescevano i sensi di colpa. Era un inferno.


SW: Nel periodo di trapasso tra affari discendenti e ascendenti, investiamo attraverso perdite: perdite personali ed economiche, emozionali e mentali, spesso anche perdite di salute. Ma tutti sono soltanto passeggeri, un investimento umano nella corrente del capitale spirituale e nel flusso del denaro fisico. L’accettazione di queste perdite sul ramo orizzontale della croce della vita (vedi: Flusso del capitale e del denaro nella svolta dei tempi), il lasciar andare dei valori esteriori e il permettere dei cambiamenti, che con la nostra mente non riusciamo ad abbracciare con lo sguardo, rendono possibile nuovi profitti grandiosi.


Finché tratteniamo e voliamo ristrutturare ciò che vuole essere liberato, rimaniamo intrappolati nel mondo orizzontale e perderemo – alla fine anche la vita fisica. La pretesa della svolta dei tempi – dello Spirito del tempo – sta nell’apertura del respiro verticale e nel perder d’occhio per un po’ il flusso del denaro orizzontale: “Addio vecchio flusso del denaro, è stato bello con te. Io ti ho alzato e tu mi hai umiliato. Lasciamo che sia bene così.”


Uomini, Demoni e Maestri

SW: Ritorniamo alla situazione di oggi: la gioia per la bancarotta, il servizio di Giuda elettrificante, lei lo ha vissuto con Kaufmann e Co. La depressione del fallimento, la comunicazione-zero magnetizzante e l’assenza di connessione gliele ha dimostrate il signor Wachmann?


GP: Già, quello per me e meno afferrabile. Anch’esso non sembra essere ancorato nel suo corpo e perciò teleguidato da altri umani ed esseri. La morte di suo suocero per lui è un grande dramma. Argomentava pure con questo. Era grave per lui, vedere come un umano abbandona il suo involucro. Al telefono mi raccontava esplicitamente di questo. Ma nell’incontro immediato mi si ritira. C’è qualcosa in lui che non sopporta la mia vicinanza e cerca sempre di starmi lontano. Ma se poi me ne vado, mi manda subito una e-mail.


SW: In questo può vedere, quanto poco si identifica con l’azienda e quanto anela un contatto personale.


GP: In queste e-mail si tratta però sempre di contenuti commerciali.


SW: Prova a sentire dentro questo contenuto. Non è soltanto una velatura dei suoi

bisogni personali?


GP: Ma sì, lo sento precisamente.


SW: Come nei campi di tutti gli umani, si sono annidati anche nei suoi, delle energie demoniache. Un tempo aveva deciso, di non essere presente nel suo corpo, finché nell’esteriore venissero deragliati i deviatori. Esso ha cercato un conduttore – padre o grande fratello. Suo suocero gli aveva dato una certa condotta e stabilità, ancorandolo per un po’ nel mondo vecchio. Ma Wachmann è un essere del mondo nuovo. Attraverso lei sta capitando in un risucchio e in una corrente, perché in lei sente sia la bontà che l’auto-autorizzazione. Queste giacciono anche in esso stesso. Attraverso lei gli arriva ora il sentimento di potersi fidare e atterrare totalmente nel suo corpo, che presto potrà esprimere le sue proprie forze, capacità e intenti spirituali-animici sulla Terra.


Fin lì, questo aspetto demoniaco si ritira da lei, perché è intessuto con la sua struttura dell’ego, della paura e del corpo. È la vecchia radice terrena della sua Essità umana che non sopporta il suo carisma radiante. Ma la sua anima anela il suo sostegno e continua a connettersi con lei. Indulgenza, rispetto e compassione sono richiesti qui, allo stesso modo che la chiarezza, la grinta e la trasparenza.


Ristrutturazione spirituale

SW: Noi stiamo parlando di tutti questi uomini, tipi e demoni, per riconoscere i loro veli e loro stessi e per aiutare loro a diventare se stessi. Dopo gli affari esteriori e l’incontro personale arriva il periodo della teleconferenza spirituale. Poi ci connettiamo di cuore con il loro Spirito superiore, le loro anime gemelle e corporee, così come con le loro energie demoniache.


Si immagini semplicemente, di stare ancora una volta seduto al tavolo con loro che ora non si trovi più all’Hotel, ma nel suo tempio del cuore. Ora percepirà molti più esseri che questa mattina nello spazio fisico. E poi guardi semplicemente cosa potrebbe fare dal suo cuore per ognuno di loro.


In questo modo possiamo guidare il destino. Questo era già sempre così. Un tempo abbiamo guidato così i destini a favore nostro e oggi lo facciamo a favore e in nome di Tutti. Nel libro di Tolkien “il Silmarillion”, la genesi della Terra di mezzo, appare l’immagine dei Valar, coloro che non erano impressionati dalle guerre degli umani, degli Elbi e Creature, seduti sui loro troni. Infine, un Re umano arrabbiato urla a questi Dei, dicendo: “Cosa state facendo infingardi sui vostri troni? Aiutateci per favore contro il nemico e impugnate insieme a noi le spade!”


Dunque, i Maestri corporei e i Messia, nello spazio orizzontale non usano le spade, ma pulsano sui loro troni verticali – spesso però con violenza, che tuttavia sembra colpi di spada. Loro irradiano le loro forze interiori fuori nel mondo esteriore. In questo modo agiscono molto più efficacemente e con più saggezza, di quanto potrebbero fare sul campo di battaglia degli umani. E questo descrive la loro personale situazione come ristrutturazione di azienda: sui campi di battaglia commerciali prendono il ruolo dei Valar, tra le armate infantili contrapposte, dei pensieri divini discesi che si incarnano in loro.


Dopo la conferenza esteriore possono riconoscere molto chiaramente nel loro interiore, quale chance esiste per l’azienda, cosa c’è da fare e da lasciare. Ancora prima dell’inizio del giorno successivo possono dire: “Ciò che dovevo fare – l’ho fatto – su tutti i piani”.


Possono in ogni tempo entrare di nuovo nella situazione commerciale, in una meditazione o in cerimonie spirituali (vedi: lavande dei piedi) o di notte nel sonno risanante, connettersi di cuore con ognuno di loro e fare qualcosa per ognuno: ridare a Weinert un pezzo della sua infanzia e togliergli un po’ di dolore, a Wachmann aiutare a radicarsi, a Wohlert togliere un po’ di paura del proprio potere, ai due giocatori, Kaufmann e Fritz, radiare un po’ di responsabilità nel loro chakra della radice, affinché il loro azzardare non richieda più a lungo il prezzo dell’accecamento. Così lei può fare per ognuno una cosa molto speciale. Inoltre questo le risparmia i sentimenti di frustrazione e colpa, rabbia e rassegnazione, così come idee posteriori e un giro di remi, che mai sono stati richiesti.


Tradimento, fiducia e de-emozionalizzazione

SW: Ma ci sono pure altri nella ridda. Arnold com’è? Come è collegato con la filiale e dove si trova la sua motivazione?


GP: Sì, anche lui è un Giano a due facce. All’inizio era entusiasta dell’esperienza che io mantenessi la parola, anche se la situazione si presenta in modo totalmente diversa da quando lui me l’aveva venduta. Dalla mia lealtà ha deviato la speranza che io possa prendere e rinforzare la sua parte. Quindi, io avevo sottoscritto un’autorizzazione firmata con il rischio che l’amministratore delle masse potrebbe prendermi in ricorso in caso di insolvenza. Ho firmato lo stesso e così ho espresso: se firmo, pago anche. Per me questo rischio era soltanto un aspetto subordinato. Essenziale era allora, stare alla mia parola e mostrare loro, cosa sia la fiducia. Diversamente per me sarebbe stato un tradimento – anche verso me stesso.


SW: Così ha rispecchiato a Arnold anche il suo tradimento verso di lei – e forse lo ha anche un po’ imbarazzato.


GP: Giusto. Questo fa effetto nel suo subconscio e si esprime sempre più attraverso la sua apertura interiore. Alcune settimane fa si trattava della seconda tranche dell’investimento, anche se la situazione dell’azienda era già molto più precaria che all’inizio. Qui Arnold mi chiamava per proporre di non pagare la seconda tranche, ma di ristrutturare l’azienda separatamente da capo. Io gli facevo chiaro che per una tale cosa non ero propenso. Dovevo e volevo, per tutti i coinvolti, rimanere nella mia parola, dunque pagavo la seconda tranche.


SW: Lei ha scelto di cadere insieme a loro nella tomba e perdere così anche i suoi soldi. Questo nel vecchio mondo è l’imbecillità del matto e nel mondo nuovo la saggezza del mago.


GP: Preciso, il matto e il mago, o cadranno insieme a loro nella tomba o usciranno insieme a loro di nuovo. Senza questa decisione non avrei incontrato tutti questi umani.


SW: E neanche loro lei. Questo è l’investimento dei Maestri. Dove sta la saggezza, l’elemento incantevole? Lei ha dimostrato così facendo ad Arnold e a tutti gli altri un’affidabilità e capacità di consequenziale nello svolgimento economico – quasi nella vita – e ora può approvvigionare che la filiale venga liquidata ordinatamente e senza avere perdite. Lei dimostra a lui qualcosa di molto importante in questo periodo: che lei non si lega né ad atti né a speranze, che lei è totalmente libero dallo sviluppo dell’azienda e che serve soltanto alla sincerità interiore dell’azione.


Così gli mostra un’affidabilità incondizionata e capacità consequenziale anche nell’affare morente – quasi nella morte. La liberta interiore e la sincerità sono in questa svolta dei tempi importanti e d’aiuto, allo stesso modo come la de-emozionalizzazione – la percezione dell’uguaglianza della vita e la morte.

 

Arnold la segue nel suo modo di vedere la vita: nel suo amore, sua compassione e sua saggezza. Si è già aperto – sul piano personale. Il suo modo, di vedere la morte e il lasciar andare, d’incontrare però il suo amore e la sua compassione anche qui nel duro ambito degli affari, è un enorme sfida per lui, perché finora gli umani hanno separato affari e vita privata ermeticamente – nei loro pensieri. E più era massiccia questa separazione voluta, più diventava micidiale la regnante emozionalità, questo da uno squilibrio tra due esseri – sentimenti e pensieri – che di natura sono inseparabili.


Così è entrato nella dipendenza del gioco, nell’ingordigia dei soldi e di vincite, e lei lo aiuta a modo suo, ad uscirne di nuovo. Così guariranno anche le radici staccate della sua infanzia. Odio verso i genitori e ingordigia di soldi non sono altro che ombre maschili di una ricerca disperata d’amore: di ricevere amore e – più importante ancora – di dare amore. In Arnold esiste un grande padre amorevole, che può dare sostegno a tanti bambini  e giovani sbandati, quando lui stesso l’avrà trovato. In ciò è lei che lo aiuta. Lei sta investendo in questo.


E questo, d’altronde, lo può fare soltanto, facendo i propri passi e lavorando giocosamente con rischi e perdite. Arnold porta, come alcuni umani del vostro cerchio, l’energia di Metatron in se stesso. Questa è vorticosa, danzante e giocosa – mondialmente allineata alla ristrutturazione dei flussi del denaro.


Nella fase infantile, non liberata, essa è maniaca del gioco e ingorda di vincite, nella fase adulta, liberata, è di enorme rotazione e forza trasformante nella chiarezza incondizionata.


Ciò che il suo Ego ancora vuole trattenere e salvare, il suo Spirito superiore l’ha già liberato da mesi. Questo lo può riconoscere perché niente di nuovo gli riesce, né economicamente né personalmente, perché tutto ciò che in questi giorni cerca d’afferrare gli scivola di nuovo fuori dalle mani. Lo Spirito del tempo esige da esso la disponibilità senza riserve di andare avanti e lasciar perdere ciò che non ha più nessun significato – anche se somma di tanti milioni, che spiritualmente non hanno nessun significato,  rimangono per strada. La liquidazione spirituale è già avvenuta. Questa cognizione e questa guida lo esigevano – e anche tutti gli altri – attualmente da lei. Lei deve dare un esempio vivendolo e gli altri seguiranno: lo impareranno, si fideranno e lo accetteranno e apriranno questa capacità del lasciar andare in se stessi. Proprio in questa dualità sì-no, nel trattenere-rilasciare, è intrappolata la grande forza spirituale.


GP: Sì, io sento in ognuno un grande significato. Il loro Spirito ha fatto affari ed esige ora da me, di aiutare tutti loro in un’insolvenza ordinata. Esso dice: “investi e liquida – e poi lasciaci fare insieme qualcosa di nuovo!” Un affare conveniente, secondo la mia percezione.


SW: Così è. Non si tratta più di successi d’affari esteriori e di sicurezza economica, ma del raggiungimento della capacità di fare affari molto più grandi con molti più partner che mai prima, i cosiddetti affari-win-win, nei quali le perdite non sono più possibili. Perciò siamo sfidati, nella svolta dei tempi, in punti decisivi a fare consciamente proprio questo che finora abbiamo denominato come annientamento del capitale.


GP: Già – ho piantato in asso 1,2 milioni! Incredibile! E tuttavia, o forse proprio per questo, non sento dolore, proprio nessuno. Invece sento un grande flusso crescente di gioia – il gonfiarsi di energie e flussi totalmente diversi, di quanto ero abituato finora. Non è un miracolo che altri mi dichiarano matto, ma neanche che io stesso mi ritenga qualche volta un po’ matto. Ma diventa sempre meno, mi sto stabilizzando man mano. (Ridacchia): non è passato tanto tempo da quando avrei detto: “Fetente, dove mi hai portato…!”


SW: Allora era ancora pronto ad essere una vittima e a lamentarsi, e a pretendere la responsabilità della propria forza creatrice da altri.


GP: Ma oggi in questa riunione, maggiormente ero molto in forma – relaxed e sciolto. Durante l’avanti e indietro esteriore nel cerchio, con tutti i movimenti demoniaci e danze velate, esisteva una certezza che diceva: “Tutto è giusto così com’è.” Ho parlato, quando era richiesto e ho ascoltato, quando dovevo ascoltare. Solo verso la fine sentivo salire il dolore in me e avrei potuto anche piangere.


SW: Lei ha tirato nel suo proprio campo, le energie e dolori degli altri, durante la riunione, per trasformarle nella sua colonna di luce. In quest’attimo del pianto fluiscono attraverso lo spazio della percezione corporea. Questo può provocare per un po’ il sentimento di profondissimo e estraneo dolore. Si scoglie nel conscio respiro verticale.


GP: Sì, è durato pochi attimi, poi era svanito. Ritorniamo alla riunione: avevo fatto i miei compiti già in precedenza, dando loro alcune documentazioni, che in verità sarebbero state la loro parte. Sta diventando sempre più facile per me, movimentare cose, quando incontro le persone amorevolmente e con stima, ben sapendo che hanno due facce, spesso anche smorfie demoniache…


SW: …e che entrambe le facce hanno una storia lunga, degni di compassione – e che debbono andare nella trasformazione. Ogni smorfia demoniaca si è creata dal profondo dolore interiore e da esperienze oscure.


GP: Questo, sul piano corporeo non si può non vedere: Kaufmann possiede un’enorme pancia sferica e un viso pieno stagnato, in cui si tende la pelle. Questo mostra la sua tensione interiore…


SW: ..che è molto forte, quando vuole serbare la sua faccia d’affari o lo vuole mettere in mostra. Io sento anche un’energia di collasso.


GP: Sì, avevo spesso il sentimento che lui stesse davanti al collasso. Ma oggi era un po’ più rilassato.


SW: Nel rilascio della sovrappressione attraverso le sue valvole, lei forse lo ha aiutato molto. Ogni giorno possiamo aiutare umani, a rilasciare alcuni bar, finché le loro iperbariche interiori si mettono a posto. In Kaufmann dovrebbe essere un po’ più leggero attualmente, che in Weinert. Esso ha scelto il ruolo della vittima appassionata e probabilmente lo renderà un po’ più difficile.


Ci stanno a disposizione tutti i mezzi di soluzione per tutti i veli del dramma umano, ma infine ogni umano deve chiarire il suo proprio dramma. La maggior parte degli umani si è velata in talmente tanti veli, che è diventato un mantello forte, morbidamente caldo, o pure un panzer, che ora non riescono più a scogliere da soli. Affinché possano arrivare al loro nucleo del dramma è nostro compito e capacità, di togliere loro una gran parte della loro massa intera grigia. Così sentono di nuovo una prospettiva, entrando nella loro forza e possono infine prendere in mano da soli le loro cose.


GP: Ma ce l’ha ognuno la forza di portare in rotazione il suo dramma personale?


SW: In ogni umano c’è tutto: sia i drammi e gli abissi oscuri, sia tutte le forze e dimensioni luminose. Ogni umano è sia demone che maestro. È sempre solo una questione di decisione interiore – e di sostegno che ricevono da altri. Ritorniamo da Arnold. Come reagirebbe alla proposta di liquidare la ditta?


GP: Sarebbe totalmente d’accordo. In questa domanda è conforme al suo nemico mortale Otto Fritz. Qui riescono a coalizzarsi. Pieno accordo, quando si tratta di liberarsi della filiale e di Weinert. Questo l’hanno di mira tutti. Gli vogliono sparare.


SW: Questo li aiuterebbe. Deve entrare nella sua propria traccia.


GP: Dunque, nel corso del mese di agosto tutto deve svolgersi. Così abbiamo definito. O l’insolvenza o la vendita della filiale a un interessato che vuole acquistare una quota e usare questa piattaforma. Wachmann sta già seguendo trattative. In parallelo si svolgono discussioni per un’insolvenza ordinata. Questo lo vedo meglio di una vendita.


SW: Per cosa sarebbe utile l’azienda ad un acquirente? Avrebbe la possibilità di farla funzionare di nuovo?


GP: Io non conosco le sue possibilità. Evidentemente, posso solo citare; riesce a rianimare questa carcassa.


SW: Lei riesce più che solo a citare. Cosa dice il suo sentimento, il suo cuore?


GP: Il mio sentimento dice che non potrà rianimarla, perché anche lui è un uomo d’affari dei tempi vecchi, allo stesso modo dei venditori. La cosa si sposterebbe soltanto.


SW: Così è – e ad uno spostamento e ritardo dell’insolvenza, di una deportazione ed espansione del dramma su altri umani, lo Spirito del tempo non è interessato. Non sento nessuna risonanza tra gli interessati e l’azienda. Inoltre sono sicura che esso non sappia tutto ciò che dovrebbe sapere.


GP: Questo è molto probabile.


SW: Qui si pone la domanda se con l’insolvenza gli risparmierebbero qualcosa. Non dobbiamo risparmiare tutto a tutti gli umani, ma forse qui ci sarebbe necessità di un atto di sincerità interiore che si pone dalla storia storta dell’azienda – e che ora ci vuole, praticamente come parte dell’insolvenza ordinata.


GP: Questo mi sembra giusto. Altrimenti continuerebbe ciò che si svolge da anni: trattenere in vita artificialmente la filiale, il baby di Weinert e Wachmann. Loro hanno venduto ai loro azionisti prospettive precise, affinché investissero. E infine non è rimasto niente. Proprio così continuerebbe con la vendita.


SW: La paura esistenziale, la concorrenza e l’ingordigia sono energie demoniache, che non conoscono né sincerità né compassione. L’unico interesse nella vendita, sarebbe ricavare più soldi possibili. A loro non importa se l’acquirente con l’azienda cade in un proprio dramma o no. Prima, che dunque, i demoni vendano l’azienda, gli umani si potrebbero liberare di essi – e liberare se stessi. Questa è una domanda di decisione, che ognuno deve prendere per se stesso.


GP: Per primo si è pensato di vendere l’azienda per il capitale sociale di 45.000 €. Questo si compensa con l’assunzione di tutti gli obblighi. Contemporaneamente è valutato con 3,1 milioni, che si ritrova nella partecipazione della società. Questo significa che ci vuole una rettifica del valore. Ma la rettifica del valore l’avremmo senz’altro – sia nello svolgimento di vendita o nell’insolvenza. Wohlert sostiene che il capitale proprio sia abbastanza forte, e 26 milioni si trovano nel bilancio. Io non li vedo, ma i miei dubbi li ha spazzati dal tavolo. L’abbiamo rimandato. Al tempo giusto saprò dove le singole dominanze vedono questa sostanza.


SW: O lei nel frattempo mostra a queste dominanze, dove si trova la sostanza vera – e dove è assopito il vero capitale.


Possiamo osservare questa situazione di un’impresa, in confronto piccola e insignificante, davanti al nostro volume di impresa e azienda della nostra vecchia società, e fare un calcolo approssimativo della problematica qui descritta. Possiamo partire dal presupposto – come nel piccolo così nel grande – che questo comportamento emozionale-psicopatico aziendale regni ovunque. Così ci rendiamo conto  e consapevoli, dell’umore finale e del definitivo toccare dei limiti. Con leggerezza possiamo trasmettere il lento morire di questa piccola azienda, alla quale con ogni trucco e imbroglio vogliono ispirare la vita, sulle grandi imprese e istituzioni mondiali. Ovunque regna lo stesso sintomo, nelle imprese economiche, come nelle case del potere, in tutte le istituzioni, che sono statali o che seguono qualsiasi ideale.


Tanti umani stanno lottando per il loro lavoro e le loro imprese, ma per la minima parte si tratta di lavoro e dell’impresa. Nell’interiore lottano per la loro esistenza animica, il loro significato spirituale come umani e la loro posizione nella società umana. Tanti lottano ancora con mezzi, strumenti e armi vecchie, che non portano ad altro che al restringimento dei lacci e del collasso alla fine.


Quali sono i nuovi strumenti, armi e mezzi? Come si svolge la lotta che ci porta veramente avanti? Dunque, li abbiamo già descritti. Qui la risposta potrebbe essere: “Lasciateci prima portare anzitutto nell’insolvenza questa vecchia impresa e il prodotto nazionale lordo mondiale! E questo non deve portare necessariamente alla chiusura dell’azienda.”


GP: Ok. Suona bene. Se all’insolvenza ordinata si aggiunge anche la chiarificazione dei campi umani e la purificazione energetica-spirituale del passato e del presente, con piacere. Se la guarigione dei bambini interiori e delle anime ferite degli uomini e delle donne sono incluse, è meraviglioso. Sì, preciso, infine non significa altro per gli umani, che rilasciare le vecchie costruzioni e contratti e diventare liberi, respirare profondamente e ascoltare dentro se stessi – e infine sviluppare insieme nuove costruzioni, ascendenti, comuni e gioiose.


SW: Si tratta esclusivamente degli umani stessi. Le vecchie imprese e costruzioni sono da un lato improduttive e inefficaci, dall’altro lato però ancora piene di potenti esseri energetici demoniaci. Questi trattengono gli umani, ricordando loro le ferite e la vendetta, facendo credere al potere e alla sicurezza d’esistenza – dissanguandoli. E queste non sono esseri estranei dei quali si trovano in balia, ma parte dei loro propri pensieri, sentimenti e decisioni, parte delle loro strutture corporee, parte dei loro caratteri emozionali – ed essenzialmente anche parte delle linee genealogiche e dei miasmi famigliari, dell’origine ed infanzia di ognuno. Perciò, per la maggior parte degli umani, è difficile rilasciare semplicemente le energie, posti di lavoro e aziende. Tutti temono per il loro pane quotidiano e si preoccupano attraverso il trattenere – ed essere trattenuto – che diventa sempre meno.


L’insolvenza ordinata spirituale trasformerà, innanzitutto, questo caos micidiale-magnetico, aggressivo-depressivo, in un caos vivo-elettrificante e liberamente fluente vorticoso. Il caos che uccide fluirà attraverso i livelli del caos che dona la vita, in un nuovo ordine.


Questi sono compiti ed esseri della ristrutturazione nella svolta dei tempi. Ciò ha bisogno di umani che sono in grado di mantenere una testa fresca nel cuore del caos e un cuore amorevole nell’impiglio dei demoni: i Messia, i Maestri risvegliati – gli umani ascesi.


E questa è la via che lei stesso sta percorrendo da un po’ di tempo. Ogni passo successivo rivalorizza i suoi propri valori della vita e la sua immagine della vita. Lei vede i volti degli altri e riconosce le loro maschere – e dietro le maschere vede il dolore. Lei sente le parole degli altri e percepisce le bugie – e dietro le bugie l’auto-tradimento. Lei vede, ciò che sembra logico nel mondo vecchio, che però sul piano spirituale è totalmente insensato e illogico. Lei osserva ciò che è stato stabilito – e ciò che poi veramente accade, senza giudicare.


Umani, che vedono soltanto l’evidente, il superficiale, devono capitare in massicce strettoie emozionali, perché non vedono altra via d’uscita, che lottare e lavorare ancora più tenacemente di prima. Questo restringe la loro situazione e la loro vita sempre di più. E quando poi sentono dentro se stessi, poi sperimentano che qui non c’è più niente che un silenzio che fa paura o oscurità senza nome. Questo cercano di affogare, dalla mattina alla sera con musica, notizie e TV, in discussioni, riunioni, hobby e associazioni.


GP: Un esodo tecnico evolutivo simile l’ho vissuto personalmente – e infine la cognizione che non esiste miglior investimento nel futuro che il totale liberare di vecchi modelli, che il lasciar morire di tutte le energie vitali già morte – cioè: l’insolvenza ordinata.


SW: E mentre sta ordinando sul piano orizzontale l’insolvenza, si sta accreditando sul piano verticale come specialista di branche spirituali, psicologiche e animiche, delle quali finora non aveva nessun’idea.


Questo è il modo totalmente nuovo di affrontare i vecchissimi drammi. Consultazioni, coaching e ristrutturazioni non partono più dal presupposto che strutture che albeggiano nella morte d’ombra debbano guarire, ma che innanzitutto, devono morire seriamente – per poi poter proseguire su piani superiori.


La stessa cosa vale per matrimoni e partenariati, relazioni genitori-bambini e tutti gli altri rapporti di coppia, che da anni si trascinano avanti, consumando soltanto energie vitali, invece di creare gioia e portare successo. Ci possiamo decidere soltanto a stare insieme, quando prima ci siamo lasciati totalmente e ognuno è arrivato da se stesso. E certamente dopo, funzionano anche bene gli affari. Come suona tutto questo per lei?


GP: Sto ascoltando per tutto il tempo dentro di me se c’è qualche voce che respinge ciò che è stato detto o che lo dichiara assurdo, se sento una dissonanza. Ma non c’è niente. Non è facile ciò che viene richiesto da noi in questo periodo, ma suona giusto – e in qualche modo anche molto bene. Tutto ciò che abbiamo discusso qui, mi fa respirare più liberamente di prima.


SW: Meraviglioso, questo è il respiro attivo verticale del flusso del capitale.

 

Seconda discussione


24 ore dopo

SW: Cosa si è svolto dopo la nostra discussione di ieri?


GP: Questa mattina ho ricevuto un e-mail dal signor Kaufmann – quello con la pancia grassa e con l’allegria forzata. Ai suoi occhi l’intera situazione rende importante mandare la filiale al fallimento immediato e non investire altri soldi. Per questo voleva una conferenza telefonica.


Indirizzato era il tutto a Wachmann, Salzmann e me – i tre consiglieri di sorveglianza. Poi è arrivata una mail di Wachmann, che diceva di aver tempo immediatamente, e che nel pomeriggio doveva andare al funerale del suocero. Così abbiamo discusso la cosa innanzitutto in due.


Per lui si trattava del suo obiettivo riguardante la filiale e io ho lasciato affluire le osservazioni nostre di ieri, su ciò a cui lei mi ha fatto riflettere. Ho detto: “Ok, facciamo una conferenza telefonica. Però vorrei parlare prima con Kaufmann.”


L’insolvenza ordinata era presente in me uguale ad un essere che mi guidava. La mia prima domanda era: “Pensavo che lei avesse la qualità di stretta di mano?”


SW: E così gli ha detto subito di non averla.


GP: “Ce l’ho”, ha detto. “Non riesco a riconoscerla”, rispondevo. “Ieri abbiamo preso un accordo. Tre volte ho detto a lei personalmente, e lei davanti all’intero cerchio ha confermato di reperire 60.000 €. Posso capire la sua richiesta, perché vedo la necessità della liquidazione allo stesso modo. Ma gli avevo mostrato cosa c’era da pensare e ancora da fare. Avevo parlato dell’insolvenza ordinata. L’affermazione non sta sull’insolvenza, ma sull’ordinato, signor Kaufmann.” Dunque, la discussione durava dieci minuti. “Lunedì”, ha detto, “lei avrà i soldi.”


Si è ricordato della mia affermazione di ieri: servire due padroni, fare la spaccata sopra l’abisso tra due sponde che si aprono sempre di più. Lui ha detto: “Sappia, non ci sono soltanto due fronti, ma tre. C’è anche il signor Weinert. I numeri del bilancio che ieri ha fornito, io ancora non li conoscevo.”


Questo significa, che anche Weinert sta giocando il suo gioco, chiedendo nutrizione da Kaufmann e per contromossa lo lascia morire di fame. E poi gli ho parlato del suo corpo e del suo stato d’essere. Gli ho detto che anche qui esisterebbero possibilità di chiarificazione. Lui era prontamente aperto: gli farebbe piacere parlare con me di queste cose. Era totalmente aperto – non era finto, ma era il suo profondo bisogno.


SW: Ha percepito, quanto si è rinforzata la sua corrente di forza e effetto dalla nostra discussione di ieri? Ha notato quanta forza di luce e fluita da lui attraverso lei?


GP: Sì, era enorme, di continuo sentivo formicolii e brividi. Il mio cuore era completamente aperto e potevo sentire precisamente come il mio flusso del cuore era connesso con il suo. Le mie parole sparavano fuori, ma molto amorevolmente. Sì, ho percepito me stesso in tutto il rigore e la conseguenza, ma amorevolmente. E poi è caduto un sassolino domino dietro l’altro. Era come un gioco da bambini. La conferenza telefonica è stata disdetta.


Poi ho telefonato a Wachmann. Lui era contentissimo che non si arrivi ad azioni incontrollate. Lui ha paura delle accuse degli azionisti. Gli ho detto: “Il nascondere il passato, come nell’assemblea generale di ieri, raggiunge di nuovo la gente. Questo ora è chiaro e deve essere trattato.”


La sua speranza che Weinert possa andare con la vendita dell’azienda, l’ho sparpagliata: questo non funzionerà – e neanche è necessario. Gli ho riferito parte della nostra discussione di ieri. E così è arrivato al limite di poter seguire. Ma lo prenderemo. Alla fine del discorso ha chiesto, se la settimana prossima sarei stato pronto a discutere con lui personalmente.


E poco dopo è entrato Arnold. Gli ho inoltrato la mail di Kaufmann: “Sì,  anche io sono per l’insolvenza” – (totalmente non riflettuto): “Lasciateci finalmente mandarla al macero.”


In quel momento è partita una miscela sana ma sostanziosa di amore e rimprovero, da me verso lui. Gli ho spiegato a quale forma di insolvenza stiamo mirando e cosa c’è da valutare, perché esistono pretese di terzi. Non dobbiamo entrare né nella paura né nell’aggressione, ma necessita un modo di svolgimento responsabile e conscio. Almeno ora nella preparazione dell’insolvenza sarebbe importante una collaborazione trasparente. Molto importante, perché altrimenti non rimarrebbero altro che frantumi. Penso che l’abbia compreso.


SW: Non stanno andando nella paura o nell’aggressione, ma lo vivono come energie ascendenti. Paure e aggressioni sono energie vecchissime, che regnavano nel nostro subconscio collettivo umano. L’ascensione colossale di queste energie, nella svolta dei tempi, non è da fermare. Accade inevitabilmente – ed è sopportabile e trasformabile, soltanto attraverso una grande ampiezza e placidità interiore. Anche questo è un aspetto dell’insolvenza ordinata.


GP: Questo chiarisce molto. E poi, apparentemente immotivato, Arnold d’un tratto è entrato nel passato. Mi voleva far credere che inizialmente non voleva i nostri soldi per la filiale, ma per la sua propria azienda, e che il mediatore di allora l’aveva arrangiato in modo sbagliato: “Ti ricordi quando abbiamo parlato di questo, la filiale ancora non era un tema. Io lo so precisamente. Questo, davanti a me passa come un film.”


SW: Questo mostra, che ha capito – e che subito sta cercando di ritirarsi dalla faccenda, per non dover prendere nessuna responsabilità. In tali ritiri, gli uomini sono raffinati, uguali a piccoli ragazzi testardi.


GP: Arnold ieri ha subito un’operazione ai denti. Gli ho chiesto: “Senti ancora l’iniezione o hai preso qualcosa?” È rimasto molto silenzioso. Dunque potevo parlare di Wohlert – della sua conferma e del ritiro, della sua paura del caos, della sua tattica di ieri. Ho detto: ”Arnold, c’ero anch’io. Ciò che boriosamente ti ha promesso, non è avvenuto! Non sta entrando nell’azienda e neanche nelle prossime settimane. Forse non entrerà mai.” Lui chiese – e sapevo che avrebbe posto questa domanda – se c’era dietro Peter Baumann? Un brivido mi ha travolto – lo sentivo già da giorni, che aveva le sue mani nel gioco.


Ho detto: “Certamente ci sta dietro. Dopo che gli hai detto che Wohlert sarebbe il nuovo consigliere, Baumann l’ha trattato. Wohlert infine, svolge per lui alcuni compiti e si sente dipendente da lui.” Così si sta lavorando e spingendo nel retroscena, velando e azzardando.  Sensazionale!!


SW: E tuttavia non possono prendere umani nuovi e collaboratori da qualche parte, ma devono continuare con quelli che ci sono.


GP: Così è. Chiaro. È questo il dramma – ma la cosa veramente formidabile è l’attuale sviluppo, che mi mostra di nuovo la certezza e la conferma, di quanto stretta e immediata è la nostra collaborazione con gli incorporei.


SW: E loro lo vedono bello, per quanto lei percepisce i loro messaggi e intenti, quanto li accetta e li irradia, come liberamente interviene attraverso i loro campi e come riesce ad agire.


GP: E poi ho parlato con Arnold dei 1,2 milioni di €. Ho detto: “Lo sai Arnold, il mio investimento non porterà al punto di legarmi ai soldi. Se devono andar persi, per prima cosa, va bene. Si perderanno e basta!”


SW: Non andranno persi. E lui cosa dice?


GP: Comunque era molto irritato di non potermi più legare attraverso questo tema. Pensava sempre che fosse una carta vincente. Ma questa carta ora è stata tolta.


SW: È stata presa e giocata – nessuna carta vincente esiste più. E questo cambierà molto nella sua comunicazione interiore con lei – e con se stesso.


GP: Sì, sta perdendo il sentimento di una vecchia solidarietà con me. Dunque sta cercando la comunione successiva con me, fa il lecchino e dice di aver parlato con Otto Fritz e che dobbiamo fare l’inventario – e che forse non ci rimane niente. Come un ragazzino piccolo! Io ho detto: “Arnold, stai ancora parlando. Inizia semplicemente con l’inventario. Da settimane ne stai parlando. Fallo semplicemente.


E parla con Wohlert. Fai riferimento alla vostra ultima discussione e chiedigli perché non sta entrando. Ricordagli la sua affermazione e chiedigli se ha paura, se non ha coraggio. Ti avevo raccontato cosa si era svolto.” Wohlert stesso aveva già telefonato a lui e presentato la cosa in modo totalmente diverso.


E successivamente gli ho detto: “Se senti che dietro sta Peter Baumann, parlagli di questo, chiediglielo. Aspetta un momento e quando ti senti rilassato, chiamalo. Fai un dialogo con esso e chiarisci tutto per te stesso. Sei stato tu, che due settimane fa hai sbandierato ai quattro venti che Wohlert è da subito il consigliere della filiale. Quindi, lui oggi non è consigliere e secondo le sue parole non lo sarà neanche nelle prossime otto settimane. Quindi, chiarisci questo per te stesso.”


Lui: “Sì, hai ragione. Se riuscissi a dirlo così come l’hai appena detto tu.” Ho solo aspettato che mi chiedesse di scrivergli cosa doveva dire.


SW: Che interesse ha Baumann, che Wohlert non entri nell’azienda?


GP: Lui stesso vorrebbe entrare da settimane, ma Arnold non lo permette. Da un lato Arnold lo adora come padre sostituto o grande fratello, vorrebbe essere cool e ricco come lui, dall’altro lato vuole fare da solo i suoi affari per mostrare al grande maestro che è capace. Inoltre sente che Baumann velocemente lo imbroglierebbe, molto velocemente, appena messo il piede dalla porta. Arnold è un giocatore, dunque ha un buon naso.


SW: E Baumann vuole entrare lì, per poi creare un’insolvenza…


GP: No! Vuole andare addosso a Otto Fritz. La sua strategia è di comprare una certa parte di azioni, per poter dominare l’azienda. Lui licenzia le persone che non gli vanno bene, fa andare parti precise nell’insolvenza. Lui e Fritz hanno, risultante dal passato, un campo di tensione immenso. E Baumann, la volpe, vede certamente il potenziale, che sta fondamentalmente nell’azienda. Lui lo vuole. Voleva di continuo comprare azioni. Recentemente aveva chiesto ad Arnold, c’ero anche io, in maniera infantile: “Anche io voglio farne parte.” Ma Arnold non si fida di lui, e contemporaneamente gli vuole mostrare, che un tale progetto riesce a seguirlo in modo fortunato anche da solo. Così ha detto: “No Baumann, tu no!”


Dunque, e cosa fa Baumann adesso? La vendetta è dolce. Dice a se stesso: OK, piccolo Arnold, ti mostro a modo mio come si svolge questo! Wohlert mi sta seguendo in alcune pratiche, dalla sua azienda è caduto fuori. Al momento dipende da me, perché sono l’unico che gli garantisce un’entrata. È lui, che ora metto sul mio binario e gli dirò ciò che deve fare.”


SW: Questo significa che l’insolvenza ordinata anche per lui sarebbe una sconfitta?


GP: Gli toglierebbe soltanto la possibilità di poter giocare un brutto tiro a Otto Fritz. Loro hanno ancora aperti alcuni vecchi conti. Fritz era semplicemente più furbo di lui.


SW: Sì, appaiono le guerre di Napoleone. Baumann ancora oggi agisce come generale accanito e Fritz come difensore che gioca in modo raffinato, che scava la forza tirata del regimento con scaltrezza. Con certezza hanno aperto un conto storico. Sì, la guerra è il padre di tutte le cose, il padre di guerre successive e nella svolta dei tempi, il padre della grande pace. Ma qui e ora, tutte queste strategie sono relativamente dei Sunnybois. Non fanno parte dei veri grandi esseri immondi e despoti, vero? Piuttosto bambini nella buca piena di sabbia.


GP: E Arnold vede sfumare tutte le speranze.


SW: Sembra, ed è meraviglioso. Perché poi?


GP: Perché è necessario, affinché inizi a cambiare pensieri. Come detto: io da lui, sento sempre solo le parole Capitale e Potere, Successo e Ricchezza. Vengono creati dei castelli di sabbia, dei quali alla fine non rimane niente. E poi fa l’ingenuo. Non poteva sapere niente, di come stavano le cose nell’azienda, perché era sempre, di nuovo, per tempi lunghi all’estero.


Ha sputato grandi suoni, quando mi ha strappato l’investimento. Il Sonnyboy ha venduto qualcosa di cui non aveva nessuna idea. Sul suo livello di energie vitali, entusiasta e brillante, ha presentato la sua azienda, come se fosse la cosa più figa che esiste al mondo. Ma in verità non ha la più pallida idea. Con questo lo devo confrontare. E ora inizia a remare – avanti e indietro – girandosi nel cerchio.


SW: Questo è un buon punto di partenza per ciò che chiamiamo entrare nel “punto della rotazione”: nel mondo vecchio si girava tutto intorno alle cose esteriori della vita, e in quello nuovo intorno a quelle interiori. Nel periodo di trapasso, in cui regnano entrambi, si girano il caos esteriore e interiore, mettendo tutte le vecchie regole e fatti sotto sopra, finché ci gira la testa.


In effetti, la rotazione dei nuclei cellulari dell’umano è aumentata drasticamente, nel corso della trasformazione terrestre, così che tutte le vecchie energie scagliano fuori e le strutture cellulari si purificano. Questo estingue la vecchia codificazione della consapevolezza e così anche i ricordi della vecchia dirigenza tesa e la capacità di portare avanti le vecchie pratiche. Perciò Arnold – e non solo lui – attualmente è molto limitato nelle questioni di idee, vederci chiaro e nelle prospettive.


GP: Non ha una pallida idea di cosa veramente accade nella sua azienda, è quasi spaventoso – e sì, anche coloro che lavoravano negli affari operativi non sapevano come era veramente la situazione dell’azienda.


SW: Da un lato spaventoso e dall’altro lato una situazione totalmente naturale alla fine dei tempi. Se ci pensa, che l’attiva svolta dei tempi fisica, è iniziata già 23 anni fa, può dunque partire dal presupposto che i corpi e campi energetici, di tutti loro, vengono smontati e decostruiti da ben 23 anni. Non possono avere una vista panoramica del Tutto, al massimo possono agire ancora un po’ nelle loro nicchie. Ma anche questo non durerà più a lungo.


L’andarsene delle speranze, in questo senso è l’uscita dai drammi vecchi – l’insolvenza ordinata della vecchia aura e della vita finora. Questo risulta strano, ma è un segno sicuro della trasformazione.


Attraverso lo smantellamento della sua azienda e con il suo aiuto, Arnold impara un nuovo comportamento con l’azienda. E per il motivo della sua natura da giocatore, che finora era dominante e stravagante, secondo lo Spirito nuovo della creazione, per lui non dovrebbe essere difficile crescere dentro le strutture nuove. Prima ha bisogno semplicemente di un disinganno d’affari totale, la chiarificazione della sua infanzia amara e l’arrivo nel suo flusso del capitale proprio – e su questa via sta camminando. Così dopo, con nuova attenzione, forza e responsabilità può affrontare, continuare a sviluppare e realizzare,  il suo sogno, che attualmente è un incubo.


GP: Cosa dovrebbe fare per renderlo creativo?


SW: La stessa cosa che lei ha passato. Anche lei ha trasformato il suo caos caotico in un caos creativo, perché ha usato gli strumenti e mezzi, non solo della luce, ma anche dell’oscurità, perché i suoi impulsi e decisioni non sono arrivati soltanto dagli spazi della vita, ma anche dagli spazi della morte. Entrambe le direzioni regnavano da sempre nelle nostre vite e continueranno a farlo. La differenza essenziale tra il mondo vecchio e quello nuovo sarà la ricognizione, che l’oscurità e la morte sono amorevoli e necessarie allo stesso modo, per l’evoluzione, come la luce e la vita. Lei ha vissuto questo. E così niente deve più essere sentito, pensato e fatto di nascosto, dove diventava confusione, minaccia e blocchi. La morte, Seth e Ohamah, sono tutti quanti grandi guardiani dell’oscurità e della vita, nella svolta dei tempi.


L’oscurità ascendente è certamente non solo dolore e orrore, ma anche esperienza e saggezza (vedi libro: 2012- Viaggi spirituali nel mondo nuovo). Lo sono i guardiani oscuri che ci tolgono i vecchi strumenti e mezzi dalle mani, donandoci quegli strumenti nuovi, nelle mani e nel cuore. Secondo il principio omeopatico, trasformiamo con essi il caos micidiale – energie astrali, morte d’ombra – in caos vivo – energie cristalline, morte di luce. L’oscurità è la base e la forza della radice della luce nuova. Questo gli umani lo devono comprendere e usare. Perciò devono sviluppare la fiducia, e lo possono fare soltanto, quando ritornano a se stessi, diventando forti nei loro cuori. Questo l’ha vissuto e lo vivranno anche gli altri, soprattutto sotto la sua guida.


GP: Si può immaginare che Kaufmann oggi ha chiamato, senza tema, semplicemente per prendere contatto con me? Per ricevere da me, proprio questo che lei ha descritto? Così, infatti, l’ho percepito.


SW: Certamente posso immaginarlo.


GP: Era profondamente – lo dico così: era felice, toccato da ciò che era avvenuto ieri, e che oggi, mi aveva solo per lui – in linea.


SW: Così è. Ufficialmente usano ancora le loro maschere e smorfiosette, ma queste si sbriciolano sempre più. E poi, quando li incontra da soli, vede un volto infantile, i cui occhi grandi sono pieni di domande – un bambino che semplicemente vuole maturare. E se non posa la sua attenzione sulla piccola smorfia, anche se la persona di fronte si comporta di nuovo in questo modo, ma sul volto che sta dietro, così, allora, tutto sale ed esce. Così si apre la struttura dell’ego – e tutte le speranze vecchie e grigie se ne vanno.


GP: In fondo così sono – provo a dirlo: usabile ovunque, voglio dire indipendente da tutti i settori, potrei consigliare tutti i possibili umani e branche e supportare la loro ascensione.


SW: Preciso. Questo è un aspetto del flusso del capitale verticale e delle nuove professioni. Noi possiamo muoverci su tutti i piani della vita: nell’ambito del business allo stesso modo come negli ambiti della salute e della psiche, dell’educazione e formazione – su tutti gli ambiti della società umana, senza saperne molto delle materie. Perché non si tratta di materia, ma di umani.


Recentemente ha parlato di dodici consiglieri che partecipavano al consiglio annuale. Ognuno aveva il suo punto centrale del tema e la sua sapienza speciale – e così era tagliato fuori dalla conoscenza di tutti gli altri. Ognuno era di partito, ed era obbligato verso singoli membri del consiglio e richieste. Ognuno doveva stare attento a cosa dire e come impaccare la sua richiesta, per arrivare al punto. Ognuno poteva partecipare al tutto soltanto con un punto, senza capire il tutto – e perciò i dettagli non valevano niente.


Ogni consigliere e consigliato dei tempi vecchi si girava nei drammi della sua infanzia ed è richiesto di ritornare a se stesso. Ognuno ha paura della sua esistenza e situazione. Nessuno è centrato. E chi non giace nel suo cuore, non può essere sincero, aperto e amorevole, nel nome del Tutto, non riesce a vedere e alleviare i dolori degli altri, non riesce a mostrare se stesso o i fatti con trasparenza – e non ha la forza, di are questi passi e questo lavoro, che nella svolta dei tempi sono necessari.


Così non può crearsi un vero Tutt’uno, ma soltanto una rabberciatura non riconciliabile – che nei punti controversi di continuo viene rimandato. Dodici consiglieri, anche se sono versati, non possono rendere quanto rende un unico Essere Messia.


Nei nostri cuori regna una connessione fervida verso altri umani, ma anche verso animali, piante ed elementi della Terra -  e perciò anche verso l’inconscio e il superconscio di tutti gli esseri. Questa intelligenza del cuore, questa compassione attiva e passiva (vedi: Il flusso del capitale nella svolta dei tempi) è l’aspetto centrale della quinta dimensione. Ognuno, che giace veramente nel suo cuore, ha accesso a tutte le informazioni che sono necessarie e d’aiuto.


Il ritorno a se stesso e l’apertura del cuore, in questo senso sono anche un modo di formazione multidimensionale, il cui traguardo è l’apertura del cuore, la trasparenza del pensare e sentire, così come la forza d’azione – e la profonda disposizione, di non considerare come male, l’oscurità, il dolore e la guerra, né la luce, l’armonia e la pace. In questa consapevolezza, assolutamente non può giudicare, i 1,2 milioni di € come perdita. Gli deve sembrare assurdo, vedere una tale perdita come perdita.


Corsi di ricostruzione, riqualificazioni e nuove formazioni di professioni sono inutili, perché in futuro esisteranno sempre meno branche di professioni specifiche. Con l’apertura interiore diventiamo sempre più multi-talentati e multi-dimensionali. Inoltre non siamo mai soli, quando parliamo di queste cose. Sta partecipando sempre uno staff di consiglieri di Esseri non corporei, che hanno un interesse acuto della trasformazione e dell’adempimento del nostro livello di evoluzione. Così facciamo il nostro lavoro di giorno e quando andiamo a dormire,  lasciando andare il tutto, loro continuano e realizzano intenti, chiarificazioni e ascensione.


GP: Questo l’abbiamo visto anche qui.


SW: A mezzo giorno, lei era molto agitato al telefono. Ora, di sera è contento del giorno?


GP: Sì, lo sono. Molto contento. Sì, ero molto nella rotazione. Tante cose non erano così chiare per me. Sì, sono molto soddisfatto con questa post visione di ciò che si è svolto stamattina. Mi piace così. Vedo come velocemente si aprono i portali interiori degli umani in questo periodo e come le cose stanno a fluire.


SW: E con questo sviluppo degli altri, che apparentemente non hanno niente a che fare con lei, arriva la prima distribuzione dell’abbondanza, della ricchezza e delle esperienze a lei. Mentre sta incontrando loro dal cuore, sta facendo punti con tutti, anche se non è intenzionato a farlo.


GP: Per niente.


SW: Certamente no. Però sta puntando in modo importante, sta sperimentando la sua fiducia, cosa che professionalmente farà ancora molto effetto molteplice. Ognuno riceve da lei ciò che gli serve personalmente. Arnold riceve l’indizio che i soldi stessi non valgono niente e Kaufmann viene a sapere da lei, che la sua situazione corporea, emozionale è legata strettamente con il dramma aziendale e che potrebbe risolvere l’una cosa, impegnandosi nell’altra. A Wachmann gli aiuta ad entrare nella sua struttura maschile.


GP (ridendo): Sì, vuole essere ficcato dentro la Terra, affinché arrivi anche qui sulla Terra, il compagno. Sì, questo lo farei volentieri…


SW:…affinché riconosca di essere un uomo e un guerriero pacifico. E con contromossa potrebbe tirare fuori dal suolo Baumann e appenderlo per tre giorni all’albero, affinché riconosca com’è un’anima libera da pensieri.


GP: Ha senso questo?


SW: Si arrenderà da solo. Potrebbe essere che sanguinasse.


GP: In quale contesto?


SW: Probabilmente in tanti sensi: fisicamente, socialmente e/o economicamente.


GP: Economicamente – questo lo so già da tanto tempo – sanguinerà in maniera precisa, cosa che poi si espanderà su altri ambiti. Qui sta già su altri ambiti. Sembra come se alcuni dei suoi progetti si spostassero. Qui sta già agendo e lottando.


SW: Percepisco che la sua vita fisica in un certo modo è in pericolo, che il suo corpo in base di oscuramento massiccio dell’aura mentale ed emozionale sia non protetta e che le sue frequenze del campo, quasi non abbiano più nessuna risonanza alla frequenza d’oscillazione terrestre. Percepisco sangue corporeo – forse malattia, incidente o anche violenza. Qui si trova il potere dell’umiliazione che necessita, per fare la svolta nel suo cuore – piuttosto personalmente-fisicamente che nell’ambito degli affari.


Economicamente non può sanguinare molto, finché può, di tutto cuore, fare una svolta. Se sanguigna molto economicamente, nel suo cuore regnerebbe, o ancora la durezza nella sua testa, o ancora la rappresaglia nella sua pancia, o ancor più vendetta.


GP: Vero, un fallimento economico non raggiunge il suo cuore.


SW: Secondo il mio sentimento, il suo Spirito superiore ha installato da tanto gli schiacciapollici. E anche lei le sta girando – semplicemente per il fatto che non gli sta a disposizione per i suoi affari a lui molto importanti. Lui vede che lei è l’unico nel suo intero circondato che può reggere il confronto con lui, con chi può parlare sullo stesso piano e di chi si potrebbe fidare. Questo anela, ma ancora non ha trovato accesso a lei. Lo sta negando lui stesso, perché ancora non vuole parlare la sua lingua e perché non riesce a trattare con il suo nuovo potere luminoso, con il suo vecchio potere spietato.


Soltanto per il fatto che lei non gli da attenzione, lei sta fissando gli schiacciapollici di esso. Una parte sincera di lui anela l’incontro con lei – allo stesso modo di Wachmann e Kaufmann. Un'altra parte, il demone dell’ego, la odia per questo. Ancora è questo al tiro.


GP: Questo anelare lo sento anche io. Gli stavo seduto di fronte alcune volte e mi ricordo precisamente dei suoi tratti demoniaci. Ma anche questo è una cosa per la quale sento tanto amore. In effetti, è un tipo molto fantastico, devo dire, quando vive il suo essere interiore. Momentaneamente è perfido e senza scrupoli – visto esteriormente, ma dentro è un tipo amorevole e fantastico.


SW: Solo per il fatto che lei percepisce e onora questo, perché vede questa meravigliosa interiorità e sta sprofondando nella sua forza del cuore e nell’amore – ciò che in questo discorso sta facendo – lo aiuta in modo meraviglioso a diventare libero. Posso immaginare che anche nel suo campo, stanotte, faremmo un po’ di pulizia.


Molte grazie per questa discussione esauriente-creativa.