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Introduzione
Le montagne della terra sono il simbolo per la comunità del tuo Spirito fuso cosmico-planetario. Per millenni ti sei allontanato da loro, nutrendoti contemporaneamente di loro. Per infinitamente tanti passi ti sei allontanato dalla comunità e pure hai sempre fatto passi verso la montagna. Tutti i fratelli e sorelle dei regni luminosi e oscuri animano la montagna. Loro sono la montagna e ti aspettano. Lo Spirito del sole e lo Spirito della notte si alternavano accompagnando la tua via. Lo Spirito del giorno e lo Spirito della notte aprivano e chiudevano la tua consapevolezza. Lo Spirito della morte e lo Spirito della vita ti toglievano e ti davano il corpo. Insieme andavano con te, accogliendo ogni tuo passo.
Se andavi avanti, loro stavano davanti a te e altri ritornavano. Quando riposavi, loro riposavano con te, ed erano attivi. Ogni tuo respiro lo ricevevano e rispondevano ad esso. Ogni tua lacrima la assorbivano per raccoglierla nel calice di cristallo della tua vita. Questo calice si trova nella sala grande, nel centro della montagna cristallina. Lì è salvaguardato dagli esseri di tutti i regni. La morte e il diavolo, Dio e Cristo, Angeli e Demoni, maghi e matti sono profondamente se stessi e parte amorevole di te. Solo tu, per tanto tempo non sei stato TU STESSO e nessuna parte amorevole di te.
Perché tu sei partito per imparare il temere, per scandagliare le profondità dell’oscurità, per misurare le durezze della materia e per esplorare le ampiezze dello smarrimento. E ora che ritorni a loro, li temi? L’esteriore soleggiato della montagna ti mostra lo Spirito luminoso, la vita stessa. L’interiore del massiccio oscuro, duro e impenetrabile, forse ti ricorda lo Spirito oscuro, la morte stessa. Ma, proprio qui sta il tuo spazio più profondo. Perditi nelle storie della montagna cristallina che ti raccontiamo qui.
Noi siamo Toth e Maitreya, i padri cosmici del corpo e dello Spirito. Noi ti aspettiamo e ti riceviamo.
Il ritorno dei sacerdoti di Atlantide
120 barche partirono dalla terra ferma, alcuni giorni prima dell’apocalisse. Loro abbandonarono Atlantide per un lungo tempo indefinito, avviandosi verso rive nuove. Soltanto nove barche arrivarono dalle rive dei continenti della terra: in Irlanda e in Inghilterra, in Francia e in Egitto, in America del Sud e in Cina, in Babilonia e in altri posti.
Dove sono finite le altre 111 barche? Si sono avviate verso le rive di altre dimensioni. Loro sono andate attraverso i portali dimensionali: su nelle dimensioni della luce, giù nelle dimensioni dell’oscurità e dall’altra parte negli spazi planetari ed extra-planetari, per fondare lì, culture nuove o per associarsi ad altri. Addirittura sono attraccati nell’interno della terra per far crescere e irradiare il proprio sole nel cuore, lontano dal sole planetario.
120 barche andarono in 120 direzioni, crearono 12 regni e svilupparono se stessi in 14.000 anni.
Ora, all’inizio della primavera atlantidea ascende il sole planetario dell’acquario e tutti gli inviati stanno ritornando sulla terra. Arrivano dai regni di tutti i popoli e culture della terra. Arrivano qua ora, dai regni eterici luminosi e oscuri e da tanti pianeti. Arrivano da tutte le dimensioni, galassie e vie lattee, per riconciliare ora e compiere l’opera, che un tempo era rimasta separata e incompleta.
L’inizio di questo ritorno e questo raduno sulla terra costituisce la fine della seconda guerra mondiale, quando il primo confronto della luce e dell’oscurità sulla terra avveniva in parità. Mai prima esisteva un simile equilibrio tra oscurità e luce – nessuno dei due sottostava più all’altro, nessuno aveva il potere sull’altro. E così poteva iniziare la fusione.
Il figlio cosmico, Cristo, si era assunto la paternità per il pianeta terra. Il padre cosmico, Maitreya consegnava, secondo la richiesta di Cristo, un’invocazione di pace, che nella sua forza spirituale enorme, finora era accessibile soltanto nei regni della luce superiore. Con questo strumento è stata preparata e accompagnata spiritualmente anche la tua incarnazione. Così sei venuto e cresciuto anche tu in questa forza. Così sei anche tu uno dei sacerdoti di Atlantide che è ritornato. Da quei tempi ritornano insieme a te quei sacerdoti, insegnanti e medici che sono sprofondati con il paese, e quelli che si sono avviati verso nuove sponde con le loro barche.
Alcuni di voi, per millenni non sono più stati sulla terra, ma su altri pianeti, in altre dimensioni. Altri hanno trascorso tante vite sulla terra. Ma tutti voi siete stati sulla terra nei tempi di Buddha e di Gesù e presenti nei dintorni. Ricordatevi e risvegliatevi!
L’ORGOGLIO, è la forza originaria dell’abuso creativo che nel frattempo e stato sovrapposto dall’avidità di dominio e dal rifiuto, dall’auto-odio e dal disprezzo. Nell’era della vergine avevate l’accesso verso tutti i regni. Ma richiedeva una grande libertà spirituale, come anche una grande maturità e purezza interiore, come l’avete sperimentato: perché anche uno Spirito creativo geniale si può annoiare e usare la sua forza per traguardi propri. Così avete giocato, nei tempi e posti più elevati, con energie di forza creativa elevata e non avete riconosciuto che il contrario si trova soltanto nel regno della distruzione. Perché la sua causa è arrivata dal cosmo e il suo effetto ritorna sempre lì.
LA COLPA, è l’esperienza originaria del creatore caduto. Essa si velava nel tempo con mille forme di ragione e aggressione, di pusillanimità e di dubbio. L’orgoglio è la parte attiva e la colpa è la parte passiva del vostro NON-ESSERE nell’integrità. Questi due guardiani della vostra prigionia si alternavano di continuo negli spazi più profondi del vostro essere, e non vi lasciavano fuggire.
Immagina il tuo corpo oggi, come sfera dorata, dal cui centro partono migliaia di raggi e fili in tutte le direzioni, dimensioni, spazi e tempi. Queste sono le vie sulle quali un tempo, i tuoi fratelli e sorelle partirono in tante direzioni diverse e attraverso le quali ora possono ritornare da te. Ora però, ognuno arriva nella forma di apparenza ed espressione che corrisponde alla sua natura.
Così incontrerai creature che forse ti spaventano, perché appaiono nere, dure e orribili, perché fanno delle cose che possono metterti nella paura e nel terrore. Ma sappi, ognuno viene nel suo modo per compiere il tutto: la liberazione di tutti i contrasti e il riunire dei mondi separati – insieme a te. Li incontri, negli incontri notturni, come Angeli e guide spirituali, ma anche come esseri oscuri nelle astronavi crepitanti che ti collocano il metallo nel corpo; negli incontri con esseri verdastri collosi nei tuoi sogni, che ti fanno paura. Tutti loro vi aprono per i loro regni affinché vi possiate raggiungere.
Così, ogni paura dell’oscurità che dura da tanto tempo e ogni nostalgia verso la luce, fece oscillare il tuo corpo su in questi regni, aprendoti a essi.
Oggi stai vivendo del tutto nel regno della luce dell’acquario e contemporaneamente nelle zone velate della dualità. Il tuo essere corporeo sta sulla soglia verso la nuova terra, verso l’unità dello Spirito e la materia sulla terra. Così puoi, di giorno in giorno, di minuto in minuto decidere, se sei CREATURA o CREATORE, se sei estradato nell’ignoranza alle forze sconosciute, a esseri oscuri che giocano con te, o se vuoi riconoscerli e trasformarli.
Ogni dimensione arriva da te nella forma, densità e lingua che ti è consona. L’orrore è di forma molteplice – e ciononostante soltanto una maschera – senza rilievo per te. Devi solo sapere di quale genere è il suo nucleo e avanzare verso esso. Il suo nucleo è AMORE, perché non esiste altro che AMORE. Le sue maschere e gusci sono fugaci – illusioni.
Traduci semplicemente: oscuro è luce. Profondo è alto. Duro è morbido. Nero è bianco. Sottomissione è potere.
Quindi, se un essere sta davanti a te è dice:
“Io sono la paura”,
tu rispondi: “Tu sei l’amore”.
E se dice: “Io sono l’oscurità”.
Tu rispondi: “Tu sei la luce”.
E se dice: “Io sono la morte”.
Così rispondi: “Tu sei la vita”.
E se dice: “Io sono la tua morte”.
Così gli rispondi:
“Tu sei me ed io sono te!”
Ignora cosa vedono i tuoi occhi terreni, perché sono cechi e non vedono la realtà. Pronuncia ciò che sente il tuo cuore – e taci quando il tuo cuore oscilla. In questo modo splenderai e le sue croste si scioglieranno. Tu avanzerai nel nucleo della sua verità e lo innalzerai dalle sue profondità. Perche vedi: tu sei creatore e questa è la tua eterna verità.
Sei affondato, perché facevi parte degli altezzosi o sei partito perché eri tra i fedeli? Comprendi profondamente: che non importa! Ognuno di voi è andato per la sua strada, nel nome del tutto. E così ognuno di voi oggi è ritornato con il suo intento e il suo compito, la sua forza e capacità – nel nome del tutto.
Accettalo, amato essere, pensa, senti e sappi con il tuo cuore: Gesù è Giuda e Giuda è Gesù. Accogli questo e libera in ciò anche te stesso.
Non esiste la COLPA e l’ESPIAZIONE, ma soltanto l’AMORE NELLA LUCE e L’AMORE NELL’OSCURITÀ. Così la vostra odierna comunità non sussiste solo di consenzienti e di esseri omogenei, ma di una molteplicità di specie totalmente diverse, nature ed esseri che tutti servono l’uno e lo stesso traguardo: all’unione di tutti i contrasti sulla terra e al ricupero dei mondi separati, nella luce dell’UNO.
Perché questa è la condizione necessaria per l’ascensione di tutte le 21 galassie del vostro universo nella nuova energia – e non solo questo, miei cari amici: l’omniverso stesso, il complesso di tutti gli universi, si trasforma attraverso il vostro proprio essere.
Volete ora riconoscere che la vostra vita umana, non è per niente, soltanto una questione privata, e che non siete soli e in balia del tutto?
La sala nella montagna di cristallo
Sto camminando nell’ampiezza di un paesaggio luminoso. Percepisco il suo volto eterico e respiro i bagliori luccicanti dell’aria – forme bianche, iridescenti della natura che non ho mai visto sulla terra. Cammino sulla via che mi si apre davanti. Mi conduce da quella montagna di cristallo che ora vedo davanti a me nell’orizzonte.
Cammino su questa via con leggerezza e gioia. Come un bambino, metto un piede davanti all’altro, spensierato e pieno di voglia di avventura. Percepisco suoni e i giochi della luce nell’aria e sulle piante. Io sento il cinguettare degli uccelli e respiro le loro voci accogliendole in me. I riflessi della montagna adottano movimenti vivi. Milioni di sfaccettature di toni blu e rosa, di turchese e di color magenta agiscono nelle crepe e nelle pareti. Un gioco impercettibile di colori nell’eterna trasformazione.
Io sento come la montagna mi attira a se e vado avanti senza esitare. Più mi avvicino, più grande diventa il risucchio e la potenza dell’amore che lei emana. Una fessura diventa visibile, un nascondiglio, attraverso il quale la montagna mi lascia entrare. Io scivolo dentro e trovo anche qui un sentiero che mi porta avanti. Freschezza e calore mi aggirano. Il mio corpo si espande e diventa più fine di passo in passo, di respiro in respiro. Io seguo il sentiero e sento i suoni sferici – musica che mi accompagna dall’inizio, che fa diventare i miei passi sempre più leggeri. Così giungo sempre più nel profondo della montagna e soltanto apparentemente diventa più scuro e più freddo.
Io guardo i colori – toni luminosi. Anch’essi sono nuovi per me e tuttavia familiari. Segni appaiono sulle pareti quando li osservo – e scompaiono di nuovo. Il linguaggio della luce mi comunica qualcosa che trova risonanza nel profondo delle mie cellule. Io non cerco di capirlo, io lo respiro semplicemente. Io respiro e vado avanti. Profondamente in me so cosa significa.
Così arrivo infine nel cuore della montagna – in una sala grande. A forma di cupola s’inarca la rocca cristallina su di un grande spazio rotondo. I suoni sferici lo travolgono e rilasciano un’ampiezza immateriale che si trasmette al mio corpo. La luce qui è più luminosa e più fine che all’esterno. È la luce stellare: cristallino chiaro e tuttavia morbida come la seta. La luce bianca pura si frange qui in 49 raggi dei maestri e in 120 suoni dei risveglianti. Io respiro profondamente e accolgo tutto in me.
Una figura appare. Un essere spunta dalla luce, diretto verso me. Il suo volto è maschile e femminile contemporaneamente, giovane e vecchio, estraneo e ciononostante familiare. Lo vedo per la prima volta e ugualmente lo conosco dall’inizio dei tempi. Io guardo negli occhi di quest’essere e respiro il suo sguardo. Io sento il suo cuore perché batte nel mio corpo. Io sento le sue parole in me stesso:
La redenzione dell’orgoglio e della colpa
“Soltanto una forza riesce a tenerti negli spazi oscuri: l’ORGOGLIO, il tuo orgoglio proprio – la causa originaria profonda e ben nascosta di ogni colpa che ancora porti in te. È orgoglio verso la creazione se neghi all’essere del dolore stesso di liberarti da te e nobilitarti nell’eterno ciclo dei valori.
Quindi, è orgoglio negare la gratitudine agli umani e agli esseri dell’oscurità. Non erano loro, che da spazio in spazio, ti aiutarono a superare, oltre ogni limite, la tua immaturità e rinforzarti? Anche loro ora vorrebbero avanzare, dopo averti servito per tanto tempo. Sì, è un orgoglio profondissimo e vecchissimo che trattiene te e loro oltre tante ere.
È l’orgoglio che ti ha catturato nel tuo essere vittima e ti nega l’assoluzione. È l’orgoglio del tuo sacrificio che ti lega all’orgoglio della sua reità. È l’orgoglio originario in te stesso che ignora le tue maschere dell’orrore e le indurisce.
Scegli Qui e Ora
L’AUTO-PERDONO, L’AUTO-RESPONSABILITÀ
e
L’AUTO-AUTORIZZAZIONE.
Dalla tua disposizione al Sé
dipende il tuo ESSERE e NON-ESSERE.
L’orgoglio si vela con la colpa per non essere riconosciuto. Se trattieni la COLPA, che infine è soltanto illusione, rifiutandola nello stesso momento, brancolerai per ere intere nello spazio grigio delle contraddizioni. Perché vedi, anche il PERDONO è una forza illusoria, ma è quell’essere in te che libera la tua dualità.
L’ORGOGLIO è una forza vecchissima dei sacerdoti, insegnanti e medici. Può sembrarti estraneo oggi, perché nel tempo delle ere si è sovrapposto con colpa e paure, con vergogna e aggressione. Però lampeggia in tutti punti della tua quotidianità, che ti pungono o frenano.
Questa forza è da rilasciare, consapevolmente e volenterosamente e con tutto il cuore. Il tempo ha aperto un portale tra le dimensioni e tu puoi liberare le ere dell’orgoglio, della colpa e del dolore – semplicemente mentre le attraversi. Entra nella luce! Tu ami e sei amato!
Lascia andare ciò che non è vero! Accetta il fatto, che non hai mai fallito e che non ti sei mai ricolmato con la colpa! Accetta la tua via sulla terra che tu stesso nella saggia pianificazione hai prescelto! Fidati dei misteri divini del tuo cuore che portano la tua vita nella trasformazione!”
La redenzione della colpa e dell’espiazione
“Questo messaggio è per te, mio amato essere, per te, e viene da TE STESSO. Si tratta della tua forza creativa. Si tratta della colpa e dell’auto-perdono, dell’ignoranza e della saggezza. Si tratta della confusione e della chiarezza, della guerra e della pace, della paura e dell’amore. Si tratta della rivelazione della tua divinità sulla terra.
Sappi che Dio è identico con il tuo essere, che Dio vive nel tuo corpo. Tu sei Dio: il tuo nucleo luminoso e l’involucro oscuro, le tue ore felici e quelle ore di lotta e di depressione. Accetta che non esiste Dio ma TU: IL TUO Amore e la tua misericordia, il tuo CORAGGIO e la TUA forza creativa, la TUA saggezza e onnipotenza.
Tu hai usato la tua forza creativa per tante ere per generare l’oscurità – la sofferenza, la separazione e la morte, il dolore, la tristezza e l’odio.
In altre ere hai usato la tua forza creativa per nascondere i sentimenti della colpa, per velare la tua luce – per nascondere molto bene la tua forza e il tuo potere.
E poi hai attraversato le ere del risveglio e dell’incarnazione dello Spirito divino. Queste erano ere della confusione e dell’irritazione, perché qui arrivavano le forze di tutti i poli da te: tu eri OSCURITÀ e LUCE, PAURA e AMORE, DISPERAZIONE e SPERANZA, ODIO e UMILTÀ.
Da tanto ti sei risvegliato, amato essere – molto prima di questo periodo. Tu sei venuto insieme ai maestri sulla terra per risvegliare l’umanità. A loro volevi indicare la via. Per loro volevi essere luce e ponte, come un tempo lo fece Cristo prima di te. Così sei disceso nel nome dell’amore onnipotente. Ricordati soltanto.
Quindi, mio amato essere, ora è iniziata l’era sulla terra in cui nessun altro sentiero conduce avanti, fuorché la remissione totale della colpa – la via dell’assoluzione, che soltanto tu stesso puoi darti.”
Il dolore è il calice,
l’amore è il contenuto
La colpa non esiste! Accetta il gioco della tua vita e il potere illimitato che sta nel tuo cuore – pronto a cambiare immediatamente la tua vita. Sii al sicuro nel tuo cuore e guarda da lì sulla tua vita terrena.
Congedati Qui e Ora da tutti i veli da te intessuti, dalla colpa e dall’espiazione, dall’orgoglio e dalla durezza, dal dolore e dalla tristezza! Innalzati! Aderisci ora all’eredità divina del tuo potere e amore – Qui e Ora nel tuo corpo!
Svuota il calice della tua vita e lascia fluire liberamente il tuo amore. Versalo sopra l’umanità. Prendi questa decisione, Qui e Ora!”
“Io decido di aderire ora alla mia eredità divina.
Io comincio Qui e Ora la mia eredità divina.
Io Sono l’inizio e la fine
di tutto ciò che è.”
L’ora della nascita al lago di cristallo
Una lettera alla mia vita
Io apro ampiamente il mio cuore, espiro tutto ciò che non mi serve più. Io inspiro tutto ciò che per tante ere ho separato da me e che ora ambisce tornare a me. Io respiro profondamente e con calma la luce dell’unità e permetto che tutte le energie vecchie dal mio corpo sprofondino nella terra. Mi lascio cadere con ogni respiro un po’ di più. Il mio Spirito affluisce dolcemente nel mio cuore e scivolo attraverso le pareti muscolari nell’interiore. E da qui manca solo un piccolo passo, attraverso la membrana nello spazio del cuore della mia anima.
Sono seduto su un’altura di un paesaggio ampio e cristallino. Luci, colori e forme, suoni e aromi mi aggirano dolcemente – sconosciuti alla mia memoria e tuttavia familiari al mio cuore. Mi guardo intorno e vedo che ovunque fluisce acqua. Ruscelli e fiumi seguono affrettati il loro corso e nel mezzo ci sono laghi e stagni, fino a dove arriva il mio sguardo.
Sopra me appare un tetto di luce a forma di cupola con un’apertura a forma di cerchio nello zenit. Nella trascendenza luccicante si versa la luce dorata attraverso l’apertura, direttamente sopra di me. L’etere dello Spirito e l’acqua della vita sono uniti in questa luce. Così si fondono anche in me tutte le forze ed elementi in quell’Una forza dell’amore, in quell’elemento della saggezza. Io mi siedo e chiudo i miei occhi interiori. Io respiro profondamente ed entro in uno stato di profonda calma.
Decido di scrivere una lettera, ora che ho deciso di non soffrire mai più e di essere soltanto felice. Io scrivo una lettera alla mia vita. Mi rendo conto che questo è un attimo della consacrazione e della trasformazione scelto da me stesso. È sacro e pieno di potenza. Io ricevo un foglio di carta e una penna e scrivo alla mia vecchia vita che ora voglio rilasciare. Le scrivo con amore e rispetto, con gratitudine e onore per tutto ciò che ha fatto ed è stata per me. Mi accomiato da vecchi schemi, forme e modi di comportamento, da ogni separazione e restringimento che ha coniato la mia personalità terrena e che per molto tempo erano sacri.
Con questa lettera restituisco tutto al cosmo. Io rilascio la consapevolezza di massa e la normalità della mia vita, tutti i modelli di credenze collettive e pensieri che non sono scaturiti dal mio cuore e tuttavia mi hanno occupato per eoni. Io libero tutti i sentimenti oscuri ed energie magnetiche che ho trattenuto per molto, quanto loro hanno trattenuto me. Io rilascio la mia vecchia vita nella benedizione del mio amore del cuore.
Io respiro profondamente e lascio fluire liberamente tutte le correnti. E poi scrivo alla mia vita nuova e do il benvenuto al mio essere divino sulla terra. Io lascio affluire tutta la volontà di vivere nelle parole. Tutta la dignità della mia anima la dedico a questa lettera, tutta la forza del mio cuore e tutto l’onore verso me stesso.
Io scrivo il mio intento e la mia decisione di dedicare ora la mia vita allo Spirito cristallino dell’unità e di affidarla al flusso di tutte le forze tra cielo e terra. La lettera contiene l’espressione della mia decisione di vivere ora il cielo sulla terra, TOTALMENTE e UNO con il Tutto. E profondamente in me so che questo è il diritto della mia nascita e il dovere sacro della mia vita. Perché Io sono creatore – e sono venuto per il bene di tutti.
Ora metto da parte la penna, piego il foglio e lo metto in una busta. E poi chiudo i miei occhi interiori e poso la lettera sul mio cuore. Consciamente e pieno d’amore respiro lei e me – e lascio andare.
Un ruscello vivo di montagna salta al mio fianco e schizza la sua aura fresca nei campi della mia vita. L’aria è umida e di temperatura piacevole. Io apro i miei occhi interiori e guardo il paesaggio. Il sole di mattina irradia una luce soffice sopra il paese e in lontananza vedo un lago. È un lago come tanti altri in questo paesaggio – ma la cosa particolare è la cascata che si versa sopra tanti scalini dalla parete della montagna.
Un’enorme ma solitaria montagna si stringe al lago, nel centro di questo paesaggio. Si sente un fruscio tuonante, uno schiumare fragoroso e in un certo modo sento nel silenzio insondabile i suoni cristallini. Luci viola e nebbie iridescenti balenano di qua, toni colori smeraldini nell’acqua e nel cielo toccano il mio cuore e mi attirano. Così guido i miei passi verso il lago in quella sponda che sta più vicina alla cascata.
Arrivato lì, mi siedo e osservo da vicino, il potente scorrere e frusciare dell’acqua, la superficie schiumante del lago che si calma solo molto più avanti. Ora che guardo meglio, percepisco che la parete della montagna non è formata da rocca grigia, ma da rocca di ametista – da migliaia di punti di cristallo scintillanti, e le loro sfaccettature sono abitate da piccolissimi esseri. Loro luccicano, scintillano e ammiccano verso di me. Riesco a percepire il loro ridere e le loro voci argentine nel mio cuore.
Ma non solo loro, dividono quest’ora di nascita della mia nuova vita con me. Un grande essere potente con emanazione viola regna sopra la parte montuosa e la cascata. Un unico essere, più potente e più grande di tutti – tuttavia nutrito da loro e devoto a loro. Esce dalla rocca verso la riva e verso me. Il suo abito fluisce e luccica nei toni smeraldini, turchesi e viola come la cascata e per un attimo non riesco a distinguerlo dall’acqua.
Ora lui assume una forma e una grandezza umana: un essere maschile nel potere del cuore femminile, pieno di forza, generosità ed elevatezza e nonostante ciò nel fluente adattamento a ciò che è ora – consistente e tuttavia variabile, eterno ed eternamente trasformante. I suoi occhi brillano dalla profondità insondabile. Il suo sguardo è posato su di me nell’amore infinito. Dolcemente e silente mi tende la sua mano e dice: “Dammi prima la tua lettera e poi la tua mano. Io voglio portarti negli spazi nuovi della tua vita.”
Con la mano nella sua e al suo fianco vado fuori sul lago. Nel mio profondo non mi meraviglio che l’acqua mi tiene, perché ha sempre funzionato così quando l’ho voluto. Io sto, al fianco di quell’essere in mezzo al lago, al sicuro nella sua aura potente e guardo la cascata che ora sta nella luce del sole – e vorrei perdermi nell’osservazione di questo gioco di colori e luci, vorrei lasciar fluire il mio intero essere con la luce, i suoni e l’acqua.
Ma il mio accompagnatore mi tira dolcemente avanti verso la cascata. Più ci avviciniamo, più diventa forte la vibrazione del mio corpo ed è come se si volesse liberare dall’anima. Paura e beatitudine si mischiano in modo mai percepito.
Dietro al fruscio tuonante c’è una fessura, uno spazio tra l’acqua fluente e il potente cristallo della montagna: è uno spazio nello spazio, uno spazio tra le sfere – totalmente diverso da esse, ma nonostante tutto, al sicuro in esse. Qui sperimento le cause originarie maschili e femminili del mio sentire: AGGRESSIONE e GIOIA – ed entrambe vanno bene. Qui sperimento le cause originarie umane e divine del mio pensare: CONFUSIONE e SAGGEZZA – e tutto è bene.
Io respiro il potere della rocca cristallina e dell’acqua della vita. Possano loro fondersi in Un unico essere e in un’esistenza IN ME. Io respiro profondamente e altamente.
Il sacerdote mi conduce avanti – ora in basso sul fondo del lago. A passi totalmente naturali abbandoniamo la terra che io conosco, e profondamente in me non mi meraviglio che posso respirare sott’acqua. Perché questo è stato sempre così, quando l’ho voluto. Qui, molto sotto la superficie del lago, regnano contemporaneamente la quiete infinita e l’eterno fluire, il tuonare assordante e il silenzio senza fiato.
Sul fondo del lago mi immergo negli abissi originari del mio essere terreno – nella PAURA e nell’AMORE – e ora riesco a portarli nell’equilibrio delle forze – IN ME STESSO.
Tutto può essere.
Tutto può fluire e trasformarsi
Ed eternamente scorrere da una forma nell’altra,
così anche qui – così anche in me.
E così sia!
Testi: Sabine Wolf
Immagini: Ilse-Dore Steffens
Trasmissione: Toth e Maitreya
Traduzione: Bianca Maggi
Correzione: Ornella Asara