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Questo viaggio si svolgeva durante una seduta individuale nell’agosto 2009 al Puntoluce.
Un viaggio attraverso gli spazi vitali dei miei genitori e nonni – loro, che posso purificare e chiarire con grande leggerezza, con l’assoluta forza del cuore onnipresente nel mio corpo e così portando a tutti loro purificazione, chiarezza e guarigione con grande forza ed efficienza, spianando, alleviando e liberando ogni loro passo successivo – non importa in quali spazi e vie li stiano facendo – liberandoli da ogni legame, colpa e dipendenza.
Entro di nuovo nel tempio del mio grande cuore dell’anima, affluendo lì con tutta la mia attenzione e percependo anzitutto di nuovo l’ambiente: 32 colonne di luce bianco-cristalline che stanno a forma di cerchio, sorreggendo un grande tetto a forma di cupola, in cui Zenit, un’apertura circolare, fa entrare la luce superiore del mio Spirito cosmico, precisamente nel centro di questo spazio – come il raggio di un faro.
E proprio questo centro dello spazio, quella 33esima colonna – il 33 è il numero dell’Essità divina sulla Terra – è il luogo della perfetta guarigione, del totale essere salvi.
In questo centro del tempio sono io stesso nella forma spirituale più perfetta della mia fiamma del cuore assoluta. E così è pure ogni singola cellula del mio corpo fisico, ogni singola luce nelle cellule, ogni singola fiamma cellulare, identica con questo centro del mio grandissimo tempio cuore-anima e identico all’essenza della luce spirituale, che regna lì e che rende perfetto tutto ciò che viene portato lì, che viene posato lì, che viene invitato lì.
E così invito oggi, nell’infinita innocenza e purezza del mio cuore, i miei genitori – e me stessa insieme a loro – a fluire attraverso gli spazi dei loro decenni, per illuminarli.
E così invito i miei nonni paterni –mia nonna e mio nonno e i nonni materni – la nonna e il nonno. E sono pronto, con grande leggerezza a fluire contemporaneamente attraverso sei spazi della vita, dal mio unico punto del cuore, senza controllare, senza orientarmi e senza dover classificare.
Io sperimenterò, che di spazio in spazio, possibilmente entri un altro dei sei nella mia consapevolezza, nella mia immagine interiore, senza poter dire perché, dalla mia consapevolezza fisica e senza aver forse chiamato o pensato proprio lui o lei.
Lascio semplicemente venire chi vuole venire. Lascio andare chi vuole andare. Lascio aperti gli spazi che vogliono aprirsi – nell’interiore sapienza che, quando uno dei sei si apre, gli altri cinque si aprono automaticamente. Nell’interiore sapienza che, quando uno dei sei spazi sarà purificato e chiarito, tutti gli altri cinque saranno automaticamente purificati, chiariti e illuminati.
E così sono rilassato, totalmente calmo, sempre quiescente nel mio cuore fisico, nel mio tempio dell’anima, custodendo e lasciando agire il tempio dello Spirito.
Da qui indietro fino alla loro età di 60 anni
E così permetto ora al primo spazio di aprirsi nel mio spazio del cuore: questo è lo spazio dei miei genitori e nonni, da qui indietro fino ai 60 anni della loro vita. E io so profondamente che non importa se sono morti prima dei 60 anni della loro vita o no, ma che per ognuno si apre ora questo spazio.
Io respiro profondamente e altamente, rimango totalmente al sicuro nel mio cuore, permetto che tutte le energie che lì tremolano, ruotano, vorticano e controvorticano – energie grigie, marroni, nere, rosse e anche luminose in mezzo -, anzitutto si muovono. Io guardo come appaiono: in parte come un groviglio di Serpenti in una fossa, con i corpi attorcigliati e non riconoscibile, quale corpo appartiene a quale testa. E questo in fondo non è importante.
Guardo semplicemente con amore sull’orrore e sulla gioia, sulla mancanza di speranza e sulla speranza, sul dramma e sulla rassegnazione e sulla volontà ferrea, su ogni forza dei sentimenti e pensieri, su ogni singolo movimento e intreccio con altri.
Ogni singolo intento e ogni singola delusione e inutilità possiedono veli, tracce, fili ed energie rilasciate da forme e movimenti indefinibili.
L’amore mi attraversa, osservando queste immagini, infinita compassione, ma anche un grande rispetto per questi Esseri, che hanno vissuto nelle ere oscure e sono stati forti fino alla fine. Una grande riverenza anche per le Esistenze strazianti che hanno menato la loro vita sulla Terra e spesso solo per portare avanti l’eredità della loro generazione, dai vecchi ai giovani e per poi potersene andare di nuovo.
E mentre sto osservando questo – pieno d’amore, compassione e rispetto – si aggiungono anche una grande gratitudine e una profonda cognizione di riverenza, che anche il mio corpo, la mia vita, discendono e sono dovuti a questa confusione e questo groviglio di energie grigie – e che anche in questo paesaggio paludoso ci sia un potenziale infinito che sempre è stato e sempre starà a disposizione.
E così vedo e percepisco che anche nelle valli e paesaggi più oscuri di emozioni, intrecci, drammi e condizioni umane disperate, regnava sempre la vita, esistono ininterrottamente la speranza e la forza di fare il passo successivo e quello successivo ancora. Infinita solitudine, smarrimento, infinita paura della solitudine che regnava già da tanto. E contemporaneamente una grande forza di resistere, di trovare una grande forza e gioia nelle cose piccole, perché la grande gioia da tanto era svanita.
Veramente, un profondo rispetto mi attraversa, prima che possa permettermi di illuminare queste cause prime con la mia luce del cuore cristallina, con la fiamma del mio totale corpo del cuore e cuore del corpo.
E così respiro, pieno di amore e gratitudine il fuoco del mio cuore nello spazio di mia madre, mio padre ed entrambi le coppie di nonni, nel loro spazio della vita da qui, indietro fino nella loro età di 60 anni – in alcuni più breve e in altri più a lungo, ciò che compete il periodo sulla Terra – e sento tuttavia che bastano solo due, tre amorevoli respiri, affinché la luce del cuore, illumini, espanda e purifichi tutte le energie intrappolate e contratte, trasformandole in luce pura: di una luce e di un potenziale creativo, che ora, in cui questo spazio lentamente sbiadisce, affluisce dagli umani stessi, per aprirsi allo spazio successivo.
Mia madre riceve così, Qui e Ora, la prima trasmissione della mia luce del cuore attraverso il suo proprio spazio della vita, e altrettanto mio padre. E ognuno dei mie quattro nonni allo stesso modo. E io immetto la mia totale luce di Elfo e la totale dignità e il totale onore e grandezza della mia fiamma di Regina dentro questo dono di luce, affinché creeranno grandi aperture nei corpi di questi sei umani.
Lo spazio tra i 60 e 50 anni della loro vita
E mentre questa luce che prima era ancora un unico spazio, affluisce a loro come orbita energetica, come strada spirituale e raggi, si apre contemporaneamente lo spazio successivo, che mostra la vita, il periodo di vita dei miei genitori e nonni, tra i 60 e 50 anni della loro vita, liberandolo per la trasformazione.
Anche qui mi guardo intorno, e vedo cose simili e totalmente diverse. Sento e percepisco voci, vedo volti, percepisco forse avvenimenti che si sono svolti un tempo, sfuggiti a me stesso, perché sono avvenuti esteriormente dal mio spazio della vita. Io guardo e onoro prima ciò che avviene e ogni singolo atto, ogni singola situazione. Osservo pieno d’amore come una madre, come un padre che osserva il suo bambino, prima di attivare per la seconda volta la mia fiamma del cuore cristallina, alitandola poi dolcemente, ma con un raggio potente nel centro di questo spazio, permettendo, vivendo e percependo – nel mio proprio corpo e anche nello sguardo interiore – come ogni oscurità diventa luminosa, ogni strettezza diventa ampia, ogni intreccio e ogni nodo diventano passanti sciolti, che infine si sciolgono totalmente, come tutte le prigionie diventano libertà – e come tutti i drammi diventano esperienze e nuova forza spirituale.
E anche questo spazio, con due, tre respiri della mia fiamma del cuore diventa luminosa. E anche questa luce scorre in sei direzioni diverse e raggiunge il cuore e le sfere eteriche di ognuno dei sei, allo stesso momento, per affluire a loro e per colmarli di nuovo.
Lo spazio tra i 50 e 40 anni della loro vita
E così si apre da solo il prossimo spazio nel centro del mio cuore, dal punto centrale radiante trascendente e luminoso, lo spazio successivo, il terzo spazio che mostra il periodo di vita dei miei genitori e nonni tra i 50 e 40 anni della loro vita, aprendolo per la trasformazione.
E ogni colpa e ogni dolore che loro stessi e l’un l’altro si sono dati, che in questa età avanzata già era percepibile, che poteva essere dolce o amaro – tutto questo ora fluisce e vortica in forme diverse, modelli, colori e strutture energetiche, attraverso questi spazi, alcuni tremolanti, inerti, rassegnanti, depressi, e altri attivi, aggressivi, scintillanti, attizzando un fuoco oscuro.
Anche qui, non è altro che una questione del mio rispetto verso di loro, lasciando queste energie così come sono, onorandole per ciò che erano e ancora sono in quest’attimo.
E se sono capace di questa grande onoranza delle forze, energie e demoni oscuri, veramente sarò capace di trasformarli, liberarli e trascenderli.
Adesso che la mia luce del cuore affluisce in questo spazio, sperimento sia trasformazioni dolcemente pulsanti, che trascendenze in modo esplosivo – come un fuoco d’artificio da un lato e dall’altro come un delicato ondeggiare, nella brezza leggera sul mare, e tutto diventa chiaro, luminoso, trasparente, trascendente – iniziando dal centro, ondulante in tutte le direzioni contemporaneamente, raggiungendo velocemente i grandi limiti di questi spazi, che sembrano enormemente ampi e contemporaneamente molto, molto ristretti.
E così scorre un dono di luce ulteriore da ognuno di loro – da mia madre, mio padre, dai miei nonni materni – e da quei nonni paterni. Luce travolge tutti per la terza volta e palpabilmente possono respirare fin da ora più liberamente e più profondamente che mai prima.
Di tanto in tanto respiro profondamente e altamente per rilassare un po’ il mio corpo. E io so che tuttavia potrebbe accadere di sentire di tanto in tanto dei fenomeni fisici, come dolori o tensioni che d’un tratto appaiono in diversi punti del corpo. E io so che il mio corpo al momento è quel medium e che, attraversandolo, tutti i loro drammi corporei diventano luce – e il mio corpo stesso perciò è come un grande sanatorio delle loro vite.
Mentre respiro profondamente e altamente, permetto al processo stesso e anche al mio corpo, molto più spazio e un fluire e liberarsi molto più leggeri.
Lo spazio tra i 40 e 30 anni della loro vita
E certamente si è aperto nel frattempo lo spazio successivo e la vita dei miei genitori e nonni, tra i loro 40 e 30 anni della vita, diventa visibile in quelle forme in cui si mostra: come colori o forme, come ricordi che io stesso ho ancora, o come ricordi dei loro cuori, di cose avvenute al di fuori della mia vita – avvenimenti, voci, tantissime possibilità di osservare le cose.
E se ora dovessi concentrarmi sulle voci, sentirei contemporaneamente un tenero bisbigliare, un dolce, profondo respiro soddisfatto, delle risa contente, come pure rimproveri amari, pretese accanite e rifiuti durissimi. Voci di mille modi, di sei umani in tantissimi attimi dei loro sentimenti, in 10 anni della loro vita terrena. Sentimenti che cambiavano in modo tale come i giorni e le notti, la tempesta, il sole, il vento e la calma di vento, l’alta e la bassa marea – ogni giorno tante volte, molte emozioni.
E ogni singola emozione di ogni singolo essere ha sempre legato, tirato dietro e assorbito le emozioni di altri, o lasciandosene coinvolgere.
E così posso qui, se guardassi, riconoscere una rete di infiniti nodi e nodini – sia singoli fili annodati insieme che intere fasce di fili e particelle di reti, che sono intessute, legate e annodate con altre particelle.
Anche qui esiste una strozzante strettezza, perché emozioni e profondissimi sentimenti calorosi e passionali sono imprigionati nelle strette maglie come freddi pensieri, conti, controlli e la tutela di nient’altro che della nuda esistenza.
Anche qui infinite varietà, infinito amore, infinita vita – e così anche qui infinito rispetto, infinita riverenza e infinita gratitudine, che io sento per questi sei umani.
E io sento, senza dover indirizzare e far scorrere attivamente la mia luce del cuore, nel centro di questo spazio, di questa rete strutturale stretta, che soltanto nell’onore, nel rispetto e nella gratitudine che sento per tutti loro, esiste una grande forza trasformante e trascendente.
E io guardo semplicemente – mentre rimango al sicuro nel mio rispetto e nella mia gratitudine – come questo spazio si illumina, si cristallizza, si scoglie e ulteriori correnti ritornano indietro ai loro possessori e creatori.
Lo spazio tra i 30 e 20 anni della loro vita
E di nuovo si apre uno spazio nuovo dal centro, lì dove esisteva appena la luce abbagliante. Si espande e si apre ampiamente e mostra la vita dei miei genitori e nonni tra i 30 e 20 anni della loro vita – il periodo della loro giovane età di adulti, dei loro matrimoni, della loro maternità e paternità, dei loro figli.
Anche qui posso di nuovo percepire delle energie che loro stessi non hanno mai percepito, che tuttavia sempre abitavano in loro, guidandoli e dirigendoli: le forme di consapevolezze estranee, gli Esseri non corporei dei sentimenti e pensieri addensati, i demoni dei loro spazi inconsci; i consiglieri dei loro Ego, come stanno facendo una danza corale intorno a loro – e di continuo intorno a coloro che si amavano, intorno a coloro che litigavano, intorno a coloro che lottavano per qualcosa, sostenendo una volta l’uno e poi l’altro, facendo il tifo per loro per tenere in vita il dramma.
Anche questi demoni li posso vedere, questa consapevolezza estranea, questi piccoli diavoli e aiutanti oscuri, queste ghigne dell’ironia, dell’aggressione, della colpa – questi volti torbidi della minusvalenza e della rassegnazione.
E anche verso di loro posso, se apro ampiamente il mio cuore, sentire nient’altro che rispetto e gratitudine, anche a loro posso, se ascolto il mio cuore, essendo io stesso il mio cuore, accordare nient’atro che quella parte importante della creazione per cui sono venuti.
Così posso percepire che in questo spazio sto scoprendo un’altra struttura dell’Essità umana nell’oscurità e che solo attraverso questo viaggio posso percepire delle incredibili varietà di vita nell’oscurità – lì, dove mai prima potevo riconoscere qualcosa che mi avrebbe aiutato ad andare avanti o chi avrei potuto aiutare a proseguire.
Ma Qui e Ora si apre il teatro con tutti i suoi palcoscenici, con la sua orchestra, le sue quinte – e io vedo che è bene: veramente pieno d’amore, pieno di creatività, pieno di dolore, pieno di forza ed esperienze, pieno di maturità – degni di ricevere il pieno rispetto e il pieno amore del mio cuore.
E così arde anche in questo spazio infine la fiamma del mio cuore, espandendosi a velocità del vento, in modo rotante e a forma di spirale, tirando con sé nella luce, tutto ciò che ha compiuto il suo servizio sulla terra – illuminando tutto ciò che sulla terra rimane, tuttavia togliendosi ora il vestito dell’ombra.
E anche questo spazio così si scioglie da solo totalmente nella luce e scorre di nuovo come sei raggi, vie e orbite, indietro nei cuori dei miei genitori, nonne e nonni.
E certamente ho la possibilità, di guardare verso mia madre, mio padre, i miei nonni, per vedere come stanno e cosa abbiano cagionato in loro i raggi di luce, che su questo viaggio sono affluiti nei loro spazi della vita.
Anche su di loro posso buttare uno sguardo, anche a loro posso dedicare la mia attenzione per un attimo. Non per controllare, non per vedere se ha funzionato, ma semplicemente per percepire me stesso nel loro volto, per scoprire la mia nuova Essità nella loro immagine speculare, per rinforzare, vivere e sperimentare la mia gioia e il mio amore verso di loro in modo nuovo.
Lo spazio tra i 20 e 10 anni della loro vita
E quando poi mi rivolgo di nuovo al mio tempio del cuore, posso percepire, che lo spazio successivo si è aperto dal centro. Questo è lo spazio dei miei genitori e nonni, tra i 20 e 10 anni della loro vita – lo spazio della loro gioventù e infanzia, lo spazio del loro periodo di adolescenza e pubertà.
E qui posso percepire, come mio padre come figlio dei miei nonni e mia madre come figlia dei suoi genitori, dei miei nonni, mostrano stretti legami palpabili, che sono sia luminosi che oscuri, sia ampi che stretti:
Le paure dei genitori per i loro figli, l’impazienza dei figli di essere lasciati liberi finalmente dai loro genitori.
Le preoccupazioni dei figli per i loro genitori e le paure dei genitori per la domanda su cosa fare, quando i figli se ne andranno.
Intenti e resistenze, desideri e divieti, profonda nostalgia interiore e determinatezza – e grandi barriere esteriori, messi davanti.
I dolori dei bambini e della gioventù crescente e il contemporaneo, rigido comportamento fisico, animico, orientato verso la percezione dei genitori, la punizione dei sentimenti e pensieri ribelli dei loro bambini che diventano adulti.
E contemporaneamente un grande amore, radicato nella paura e nell’aggressione, come nella gioia e nella placidità.
Anche qui delle grandi varietà di sentimenti, emozioni, intrecci, dipendenze, nodi, reti e maglie. Zone grigie, oscure e quelle che luccicano sia nella luce scialba che nei raggi di sole luminosi. Anche qui una palette infinita.
E più profondamente guardo, nell’uno o nell’altro punto nodale, più posso vedere, percepire, più dettagli posso vedere che si aprono, si chiariscono e diventano Niente.
Questo è il decennio dei grandi conflitti delle generazioni, perché sono disputate nella piena apertura, a pieno volume o nel rifiuto della comunicazione. Lotte, sia nello spazio aperto che nelle camere chiuse. Lotte, offensive e aggressive, pronte ad essere disputate per la vincita o la perdita. Ma anche lotte che si svolgono nell’interiore, senza mai incontrare un avversario, uno scambio o raggiungere una fine.
Lotte ombrose dei sentimenti e pensieri, allo stesso modo come battibecchi tra i genitori e i bambini. Sentimenti ribelli, allo stesso modo delle esigenze nel consiglio famigliare, nello scontro con la madre e il padre.
Infinite varietà, infinite varietà di emozioni, sentimenti e pensieri, intrecci e nodi. E ognuno è degno di essere rispettato, onorato e amato.
E così non mi è difficile neanche qui, aprire ampiamente ancora una volta il mio cuore consciamente e attivamente e purificare accuratamente questo spazio dell’infanzia e della gioventù dei miei genitori e nonni, di illuminarlo e chiarirlo – con il mio amore, la mia luce del cuore e con la grazia che così affluisce nei loro spazi: la grazia divina attraverso la mia luce del cuore, la mia volontà e il mio respiro.
Lo spazio tra la nascita e i 10 anni della loro vita
Dopo che anche questo spazio si è trasformato in luce, è affluito in sei strade di luce dei loro possessori di un tempo, si apre lo spazio successivo: lo spazio dei miei genitori e nonni, tra la loro nascita e i 10 anni della loro vita, in cui erano bambini piccoli, neonati e poi cresciuti come bambini, prima dolcemente a quattro, cinque anni, poi diventando più forti di corpo e di senso, a sei, sette anni – ed infine già piccoli adulti di otto, dieci anni: perché già in questo periodo avevano imparato che un’infanzia nel periodo in cui erano nati, non era possibile. Già che avevano sperimentato, che sulle loro piccole spalle, ancora fragili, venivano caricati grandi pesi – pesi di sentimenti, di colpa, di rimproveri, di espiazione, che loro neanche avrebbero potuto portare.
Tuttavia i loro cuori erano abbastanza forti per portare questi pesi – da questo periodo giovane per oltre tanti anni e decenni e spesso fino alla morte. Pesi dei sentimenti dei loro genitori e nonni, che consistevano sia nella speranza che questo bambino potesse diventare qualcuno e contemporaneamente delle aspettative che il bambino potesse diventare come loro stessi, che il bambino desse loro ciò che gli altri loro negavano. Che il bambino fosse per loro ciò che il partner non voleva essere.
Che il bambino facesse, ciò che loro stessi non erano in grado di fare. E il bambino faceva tutto, era tutto, portava tutto e sopportava tutto – e già all’età di 10 anni non era più un bambino.
E anche in questo spazio, a fianco di ogni purezza, innocenza e voglia di avventura infantile, sale un dolore infinito, un enorme dolore dei bambini, vecchio di tante evoluzioni nel periodo buio, in cui esistevano tanti – talmente tanti bambini, talmente tante ere oscure, talmente tanti flussi oscuri delle generazioni. E di continuo erano gli Esseri più deboli e più fragili della società, che portavano dall’inizio sulle loro spalle i pesi di un’intera vita.
A fianco di tutto questo dolore ascende contemporaneamente un Essere in questo spazio, animato da una tale forza vitale, come da tanto tempo non ha più potuto apparirmi. Di un tale intento infinito, di una volontà infinita, di fare tutto, di portare tutto e di essere tutto ciò che era necessario, per terminare la vita degli umani vecchi, nell’oscurità.
Perché i bambini, in questo decennio erano anche grandi maestri cosmici, che erano solo per pochissimo tempo sulla Terra come bambini e perciò erano per tanto tempo nel pieno possesso del loro amore spirituale.
E io osservo, come le forze e le energie di questi infiniti dolori infantili, e queste grandi, enormi energie da maestro, vorticano insieme e come da soli diventano veloci e rotanti, innalzandosi come colonna smeraldina, in cui contemporaneamente il bambino Gesù e Giuda si fondono e s’innalzano.
Infatti, questo è l’attimo in cui posso inchinarmi davanti ai miei genitori e nonni, nell’amore e nel rispetto e nell’umiltà – in riguardo di tutto ciò che sono ed erano, di ciò che sopportavano e dovevano sopportare. E così fluisce, anche Qui e Ora, un’enorme luce d’amore dal mio cuore, dentro i loro cuori, spazi e tempi – liberando. Trasformando e trascendendo tutto a modo suo.
Lo spazio della fase embrionale e fetale
Così ora scorre anche questo spazio, come orbita luminosa nei sei cuori di mia madre e delle mie nonne, di mio padre e dei miei nonni, mentre si apre l’ultimo spazio della loro vita umana nel mio cuore, che è contemporaneamente il primo – lo spazio della loro fase embrionale e fetale, nei grembi e nidi dei corpi delle madri.
E anche qui si apre di nuovo un’immagine totalmente diversa, che in tutti i decenni e gli spazi precedenti. Qui li percepisco come embrioni, come feti e contemporaneamente il corpo di mia madre come nido scuro, caldo pulsante – che porta nel corpo sia nutrizione che veleni, sia amore che paure, sia gioia che aggressioni.
Qui posso percepire che ogni emozione della madre affluisce in un immediato flusso di nutrizione dentro il bambino, formando così il suo corpo. Esso riesce a sentire, nella percezione delle correnti, in quale stato d’animo sia sua madre al momento.
E anche qui posso riconoscere prevalentemente zone scure, nutrizione oscura: paure, dolori e pressione, che arrivano dall’interiore e dall’esteriore, esperienze di paura e dolore, malattia e morte, come anche pretese e speranze di una vita migliore.
E vedo anche un terzo Essere, qui in questo spazio della sua fase preparatoria, di nove mesi, per la vita fisica – e questo è l’anima superiore di ognuno di loro: quell’Essere superiore femminile, che consegna quella parte di se stesso, che si incarnerà come mia madre, mio padre o miei nonni, quella fiamma della sua propria anima, per adattargli e tagliargli qui un vestito corporeo, - per rivestirlo.
Quell’Anima superiore che veste la sua piccola fiamma animica di un bambino umano, accompagnandolo e guidandolo durante questo periodo nel nido sicuro, prima che alla fine del tempo, attraverso la nascita, in modo dolce o brusco, lo faccia scivolare nelle mani della madre – e perdendolo così per lungo tempo nel regno proprio.
Nel frattempo so: che quando arrivo a quel punto, rivedendo di nuovo questo Essere, il tempo è maturo per connettere con esso, l’umano svegliato, l’umano adulto. Questo, ieri l’ho fatto per me stessa e oggi lo posso fare per i miei genitori e nonni e le loro anime – mentre mi sto concentrando su questa ultima strada, che da questo spazio prontamente si illuminerà e si chiarificherà, attraverso la quale l’anima stessa, con l’ultimo raggio, può ritornare negli spazi corporei, nei cuori della sua propria fiamma che un tempo, come neonato, aveva separato da se stesso.
E così respiro di nuovo profondamente nel mio cuore – pieno d’amore, tenerezza e gratitudine – e lascio fluire il mio respiro nella corrente che fluisce verso l’esteriore con leggerezza, chiaramente e naturalmente, nello spazio del periodo della vita fetale dei miei genitori e nonni, formando semplicemente con la mia volontà e il mio amore di nuovo sei canali, sei tunnel di luce, attraverso i quali possono ritornare dai loro possessori, ognuna di queste anime superiori ora con l’ultimo raggio di luce, per preparare essi e se stessi a una nuova Essità sulla Terra e per renderlo possibile.
Ora, che queste Anime superiori hanno abbandonato lo spazio del mio cuore, dopo tutto ciò che ho visto, sentito e portato in me stesso, dopo tutti i palcoscenici della vita che appena ho vissuto nel mio cuore – regna di nuovo il vuoto, il silenzio e la pace. Una pace profonda e infinita che giace in se stessa e che non ha bisogno di niente, che non deve fare niente, che non deve essere altro che se stessa.
Una pace infinita dalla quale un tempo sono arrivata, in cui giaccio Qui e Ora – e che sempre regnerà in me stesso.
Testo: Sabine Wolf
Elaborazione testo: Monika Schwörer
Traduzione e lavoro in rete: Bianca Maggi
17 marzo 2010
Approfondimento di questo tema:
SCUOLA – 21 lezioni
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Seminario 2012 – LA SVOLTA DEI TEMPI
1° Seminario La svolta dei tempi e la V dimensione
2° Seminario Viaggiare e agire spiritualmente
6° Seminario Bambini e Adolescenti nuovi
7° Seminario Uomini, Donne e partenariato
8° Seminario Morte, Vita e Immortalità